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Emergenza Coronavirus

CORONAVIRUS. Aggiornamenti ora per ora (8 marzo)

Borghi (Pd): “Nessuna restrizione per frontalieri”

I seimila frontalieri che ogni giorno si spostano dal Verbano-Cusio-Ossola alla Svizzera potranno continuare a recarsi regolarmente al lavoro. Lo afferma Enrico Borghi, parlamentare Pd della Provincia. ”Nelle delicate ore notturne che sono seguite alla firma del Decreto del Presidente del Consiglio sull’emergenza coronavirus, abbiamo subito lavorato affinché i ministeri degli esteri di Roma e Berna si parlassero per chiarire le conseguenze del provvedimento sui lavoratori frontalieri – spiega Borghi -. Grazie a questa interlocuzione è stato chiarito che i nostri frontalieri che non possono utilizzare il telelavoro o le modalità di smart working potranno recarsi quotidianamente al lavoro oltreconfine, rientrando nella fattispecie delle comprovate esigenze lavorative”. “Abbiamo inoltre chiesto alle autorità ticinesi di mettere in campo iniziative simili a quelle italiane per promuovere e facilitare le modalità di lavoro da casa anche nel Canton Ticino – aggiunge l’esponente dem -. Registriamo positivamente, anche alla luce dell’importanza per la Svizzera dell’opera dei nostri frontalieri, che a Bellinzona si sta lavorando in questa direzione”.

Coldiretti: “Garantite scorte alimenti, no agli assalti”

I rifornimenti alimentari sono garantiti in tutte le aree del Paese nei mercati e nei supermercati dove occorre “evitare inutili accaparramenti che favoriscono solo le speculazioni”. È quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla “inutile corsa agli acquisti che si è verificata in alcune realtà per cibi e bevande”, dopo il provvedimento varato dal Governo per contenere l’emergenza Coronavirus che introduce misure speciali per la regione Lombardia e 14 provincie di Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Marche. “Su nostra sollecitazione sono stati pubblicati i chiarimenti sul trasporto merci e sul lavoro necessari a dare continuità alle attività produttive nelle campagne dove vanno seguiti i cicli stagionali, dalla semina alla raccolta e garantita la cura delle piante e l’assistenza e l’alimentazione degli animali allevati nelle stalle, ma anche la trasformazione industriale e le consegne per la distribuzione commerciale”, afferma in una nota il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

Lancet: “Da Europa troppo poco e troppo tardi”

L’Europa probabilmente ha fatto ‘troppo poco e troppo tardi’ per contenere l’epidemia del virus Sarà-CoV-2, a differenza della Cina che invece ha messo in atto “il più ambizioso agile e aggressivo sforzo mai visto nella storia” contro l’epidemia. Lo scrive in un editoriale non firmato la rivista Lancet, che esorta i governi ad una azione più decisa anche sul fronte delle restrizioni alle libertà personali. Il successo della Cina, scrive la rivista, è dovuto soprattutto a un sistema amministrativo forte che può mobilitarsi in caso di minaccia, combinato con il pronto accordo della popolazione cinese ad obbedire a procedure di salute pubblica stringenti. “Anche se altre nazioni non hanno la politica basata sul comando e il controllo che ha la Cina – scrive la rivista -, ci sono delle lezioni importanti che i presidenti e i primi ministri possono imparare dall’esperienza cinese. I segni sono che queste lezioni non sono state apprese”. Fino a questo momento, scrive sempre la rivista, le evidenze suggeriscono che lo sforzo colossale del governo cinese ha salvato migliaia di vite. I paesi ad alto reddito che ora affrontano l’epidemia devono prendere rischi calcolati e agire in maniera più decisa. Devono abbandonare la paura delle conseguenze economiche e politiche a breve termine che possono seguire la restrizione delle libertà personali come parte di misure di controllo più decise”.

75enne muore a Alessandria: sesta vittima in Piemonte

Sesta vittima con coronavirus in Piemonte. Lo si apprende da fonti sanitarie regionali. Si tratta di un 75enne, morto all’ospedale di Alessandria per arresto cardiorespiratorio. L’uomo era ricoverato da alcuni giorni presso il reparto di malattie infettive con un quadro clinico pregresso definito dai medici fortemente compromesso ed era risultato positivo al test sul covid-19.

Osapp: “Carceri nel caos, manca catena di comando”

“In questo momento a seguito delle modifiche introdotte dal governo rispetto alle modalità di colloquio nelle carceri tra detenuti e familiari, a causa dell’infezione da Coronavirus sono in corso proteste dei detenuti negli istituti penitenziari di Napoli Poggioreale, Modena, Frosinone, Alessandria San Michele; battiture delle inferriate da parte dei reclusi sono inoltre in atto da parte dei detenuti a Foggia e Vercelli. Mentre questa mattina un centinaio di persone hanno richiesto di effettuare i colloqui presso la Casa Circondariale di Napoli Secondigliano stazionando per alcune ore. Lo ricorda sottolinea l’Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) attraverso il suo segretario gnerale Leo Beneduci. “Il nostro auspicio che i detenuti comprendessero quanto le misure assunte dal governo fossero comprese dalla popolazione detenuta nel loro intento di tutelare la salute degli stessi reclusi oltre che dei loro familiari e del personale non sembra essere stato esaudito; ciò nonostante in questo particolare momento – aggiunge l’esponente dell’Osapp – si devono individuare nelle proteste in atto gravi carenze nell’organizzazione e nella ‘catena di comando’ tra l’Amministrazione Centrale e gli enti periferici della stessa amministrazione laddove si appalesa un’assenza di coordinamento tra il centro e la periferia e nelle direttive che gli enti territoriali dovrebbero ricevere dall’amministrazione centrale rispetto al fatto ad esempio che i reclusi non dovrebbero subire danni o ritardi nel ricevimento dei pacchi -corrispondenza o delle somme di denaro che di regola ricevono dai loro familiari”.

Vietati festeggiamenti 100 giorni maturità

In occasione dei 100 giorni mancanti all’esame di stato della maturità, che cadono domani, il ministero dell’Interno, in accordo con quello dell’Istruzione, ha emanato un’apposita circolare: “gli abituali festeggiamenti legati a questa ricorrenza ricadono fra quelle manifestazioni ed eventi che sono vietati per contribuire al contenimento della diffusione del coronavirus. Si tratta, infatti, di occasioni che comportano l’affollamento di persone”.

Icardi: “Impennata dei contagi non sorprende”

“Sono pienamente operativo e mantengo costantemente il contatto con il presidente Cirio e l’Unità di crisi”. Lo afferma l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Luigi Icardi, che dopo la positività del governatore, Alberto Cirio, nelle prossime ore si sottoporrà al covid-test. “Stiamo mettendo in campo tutti gli strumenti per affrontare l’emergenza sanitaria, dalla riorganizzazione degli ospedali, all’assunzione di medici, infermieri e operatori socio-sanitari, all’acquisto di apparecchiature e dispositivi di sicurezza per gli ospedali – sottolinea l’assessore Icardi -. L’impennata nella diffusione del contagio non ci coglie di sorpresa e faremo fino in fondo la nostra parte per affrontarla. E’ fondamentale che tutti i cittadini diano una mano, rispettando le indicazioni del Sistema sanitario regionale e nazionale. Dobbiamo rallentare il più possibile la diffusione del virus, evitando assembramenti, restando in casa, lavandoci spesso le mani. Tutti insieme ce la faremo”.

Epidemiologo: “Misure vanno seguite o falliranno”

Le misure appena prese dal Governo per arginare il coronavirus non funzioneranno se tutti gli italiani, non solo quelli nelle zone ‘rosse’, non applicheranno tutte le indicazioni sul distanziamento sociale. Lo afferma Pierluigi Lopalco, epidemiologo dell’università di Siena, secondo cui c’è il rischio concreto che la situazione nel nord Italia si estenda anche al resto del paese. “Il principio è semplice, gli italiani devono capire che devono uscire di casa solo per azioni strettamente necessarie – spiega Lopalco -. Il modello deve essere quello cinese, bisogna rallentare il più possibile i contatti sociali, uscire per andare al lavoro e poi tornare a casa. Come implementare questo distanziamento è una scelta politica, ma la responsabilità è del singolo cittadino, altrimenti il film che vediamo ora al nord ce lo avremo in tutte le regioni. Vedere i Navigli pieni, o le persone che scappano da Milano per evitare l’ordinanza, fanno pensare invece che non si è compresa bene la gravità della situazione”. Sulla durata dell’epidemia è impossibile fare previsioni, sottolinea l’esperto, che ha lavorato a lungo anche al Centro Europeo per il Controllo delle Malattie. “In Cina, con misure molto più drastiche delle nostre, hanno impiegato sei settimane per contenere l’epidemia. Qui per ora l’andamento segue quello che avevano previsto i modelli, il numero dei casi è in piena accelerazione ed è impossibile prevedere l’andamento o il possibile effetto delle misure. Molto dipenderà da come si comporteranno i singoli, e a che livello verranno applicate tutte le raccomandazioni che stiamo facendo in questi giorni, lo ripeto, non solo nelle zone ‘rosse’ ma su tutto il territorio nazionale”.

Cappellacci, chiudere porti e aeroporti Sardegna

“Fermo restando che la misura più adatta sarebbe la chiusura di porti e aeroporti, segnaliamo anche la necessità di risalire anche a chi è già arrivato nelle seconde case”. Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, deputato e coordinatore regionale di Forza Italia Sardegna. “Sono numerose le persone che dalle zone più a rischio hanno raggiunto la nostra isola e, nel momento in cui tutti stiamo facendo dei sacrifici con la chiusura delle scuole e di molti luoghi di aggregazione, è giusto chiedere una cautela in più a chi è giunto da fuori, a tutela di tutti e in primo luogo delle persone più vicine. Chiediamo alle autorità competenti di risalire la catena degli spostamenti via mare e via aereo e aumentare il livello di sicurezza per la salute pubblica. La solidarietà verso i nostri connazionali è giusta e doverosa ma non può non essere accompagnata da una corrispondente responsabilità da parte di chi arriva, che deve collaborare per fermare i contagi. Anche perché il sistema sanitario sardo, già messo a dura prova dall’emergenza, rischierebbe il collasso dinanzi ad un aumento improvviso e incontrollato della popolazione e dei potenziali pazienti. Per questo invitiamo anche l’ATS a potenziare con assunzioni di emergenza il personale abilitato e necessario per affrontare questa fase delicata”.

Piemonte, test su tutta la giunta regionale

Tutti gli assessori della giunta regionale del Piemonte si sottoporranno nelle prossime ore al covid-test. La decisione in seguito alla positività del governatore Alberto Cirio. L’esame, informa la Regione Piemonte, sarà effettuato anche sullo staff del presidente. L’assessore regionale alla Sanità, Luigi Genesio Icardi, asintomatico, lascerà passare qualche ora prima di effettuare il test, in modo da aumentarne l’attendibilità. Fino al momento del responso, lui e il suo staff non accederanno all’Unità di crisi per evitarne eventuali compromissioni.

Primi 2 trasferiti terapia intensiva Lombardia

Due pazienti in terapia intensiva all’ospedale di Pavia, non affetti da coronavirus, sono stati trasferiti all’ospedale di Moncalieri (Torino), secondo quanto si apprende dalla Protezione civile. E’ il primo intervento effettuato dalla Centrale remota per le operazioni di soccorso sanitario (Cross) per alleggerire le terapie intensive della Lombardia, ormai ai limiti della capienza. Potrebbero essere in tutto una ventina i pazienti che la Lombardia chiederà di trasferire nelle regioni limitrofe – Liguria e Piemonte in primis -: si privilegiano i degenti in terapia intensiva con patologie diverse dal coronavirus per evitare tutte le complesse procedure legate al trasferimento di questo tipo di pazienti.

Prefetto di Asti: zona controllata non rossa

“Non siamo in una zona rossa, ma in una zona controllata, allertata e il dpcm limita alcuni spostamenti, che non sono vietati ma è raccomandata la limitazione”. Lo dice il prefetto di Asti Alfonso Terribile, al termine dell’incontro del ccs (centro coordinamento soccorsi) che si è svolto nel palazzo della prefettura di Asti e al quale hanno preso parte una ventina di amministratori dei Comuni della provincia, rappresentanti di enti, istituzioni locali e forze dell’ordine. “Le attività produttive non cessano – aggiunge – per cui la gente va a lavorare e gli imprenditori devono comprovare la necessità degli spostamenti dei lavoratori”. Secondo il prefetto “siamo in una situazione che non deve allarmare i cittadini”.

Uilpa: “Da troppo è stato emergenza nelle carceri”

“Non si dica che quanto sta accadendo è per il coronavirus, ma è con il coronavirus, perché il grave stato emergenziale che attanaglia le carceri, i detenuti e chi vi opera è in essere da troppo tempo e solo l’improvvisazione di chi ha il dovere di gestirle politicamente, per conto dei cittadini, poteva non prevedere quello che sta accadendo in queste ore”. Lo sottolinea in una nota il leader della UilPa Polizia Penitenziaria, Gennarino De Fazio. “D’altronde – aggiunge – le Organizzazioni Sindacali rappresentative degli operatori del Corpo di polizia penitenziaria, pressoché unanimemente, lo denunciano insistentemente da mesi senza essere degnate della doverosa attenzione del Ministro della Giustizia, il quale dovrebbe forse rammentare di non aver ricevuto un’investitura divina”. “Dopo i gravissimi disordini di ieri sera presso la Casa Circondariale di Salerno e in altre sedi, giungono in questi minuti – ricorda De Fazio – drammatiche notizie da Frosinone, dove sarebbe stato distrutto un intero reparto (ma non vi sarebbe stata alcuna evasione, diversamente da quanto riportato da alcuni organi d’informazione), da Modena, dove sarebbe in corso una violenta rivolta, da Foggia, dove pure vi sarebbero tensioni e pesanti disordini e, di nuovo, da Napoli Poggioreale, dove le tensioni di ieri sarebbero sfociate in questi minuti in vibranti proteste. Sono momenti drammatici e convulsi nei quali da donne e uomini di Stato pensiamo per prima cosa a difendere le istituzioni democratiche e la sicurezza dei cittadini, dunque abbiamo notizie del tutto parziali e frammentarie, ma univoche – afferma ancora l’esponente della Uilpa – nel raccontare gravi tensioni e disordini in molti istituti penitenziari del Paese. Solo ieri sera, da ultimo, avevamo detto che le carceri finiranno per essere il banco di prova finale del Governo, anche perché nessuno che conosca il carcere poteva non sapere quello che si sarebbe verificato”.

In dpcm non c’è obbligo di comunicare gli spostamenti

Nessun obbligo di comunicare all’Asl o al proprio medico se si viene dalla Lombardia o da una delle 14 province coinvolte dal contagio: l’obbligo esiste solo per chi arrivi in Italia dall’estero, essendo passato da una zona indicata dall’Oms come a rischio epidemiologico. È quanto emerge dal testo del dpcm sul Coronavirus pubblicato oggi in Gazzetta ufficiale. Un obbligo di comunicazione anche per le zone italiane di contagio esisteva nella bozza del dpcm circolata ieri sera ma non compare nella versione final

Salvini: “Stop vendite scoperto in Borsa”

“In vista della riapertura domani dei mercati finanziari chiedo siano vietate le operazioni di vendita “allo scoperto” anche con l’uso di strumenti derivati. In situazioni come queste a volte in pochissimi guadagnano cifre enormi a danno di tutti, ci ricordiamo ad esempio il caso di Soros nel 1992 che costruì la sua fortuna con una speculazione al ribasso contro l’Italia. Non è tollerabile che qualcuno approfitti di un’emergenza nazionale speculando a danno dei risparmi degli Italiani. Confido che la Consob reprima ogni tipo di abuso con la massima severità”. Così il segretario della Lega Matteo Salvini.

Appendino: “Vicini a donne in prima linea Coronavirus”

“In questa #festadelladonna il pensiero va a tutte quelle donne che sono in prima linea per affrontare l’emergenza #COVID19”. Questo il tweet della sindaca di Torino Chiara Appendino per l’8 marzo. “Tutte – aggiunge -. Dalle professioniste della sanità, fino alle nonne e alle mamme che hanno visto trasformarsi l’ordinario in straordinario. Vi siamo vicini”.

Bellanova: “Ora provvedimento interpretativo norme”

“Siamo al lavoro da stamani al ministero per valutare gli effetti del Decreto firmato stanotte dal Presidente del Consiglio dei Ministri, capirne le criticità e contribuire ad un provvedimento interpretativo che abbiamo chiesto con vigore stamane sulle norme indicate, anche per rispondere ai tanti – cittadini, associazioni di categoria, amministratori – che mi stanno scrivendo anche in queste ore da ogni parte d’Italia”. Lo scrive su Facebook il ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova. “Mi impegno ad aggiornarvi quanto prima – aggiunge – rimarcando per la terza volta la necessità di quel rigore nei processi decisionali e quella sobrietà nella comunicazione che sono più che mai necessari adesso. In tal senso ritengo più che opportuna la proposta di Matteo Renzi di nominare come super commissario all’emergenza una personalità come Guido Bertolaso, che ha dimostrato di saper lavorare con governi di tutti i colori e di saper intervenire con efficacia nella comunicazione istituzionale durante le crisi, tema fondamentale come abbiamo visto anche ieri, e nella gestione dell’emergenza”.

Medici di Torino: “Tutto Piemonte sia ‘zona rossa’”

In un solo giorno i ricoveri per Coronavirus, non in terapia intensiva, sono raddoppiati in Piemonte, “significa che il contagio sta avanzando in modo esponenziale ed è che quindi necessario che tutta la regione sia considerata ‘zona rossa per limitare ulteriormente le occasioni di incontro e di aggregazione'”. Lo afferma l’Ordine dei medici della provincia di Torino. “Siamo consapevoli – prosegue l’Ordine – che la richiesta è dolorosa e impone sacrifici alla popolazione, ma a nostro avviso è indispensabile per tutelare la salute di tutti. E’ inoltre necessario che siano messe in atto e comunque rafforzate le misure a protezione dei medici e di tutti gli operatori sanitari. perché possano continuare la loro attività clinica in sicurezza”. Preoccupazione anche dall’Assomed, l’associazione dei medici dirigenti, per “la rapida diffusione del contagio e la tenuta del sistema sanitario regionale: si rischia di compromettere le prestazioni sanitarie per tutti. anche malati di altre patologie”. E’ necessario chiedere un sacrificio importante ai cittadini limitando le occasioni di aggregazione e assembramento a tutto il territorio regionale”.

Speranza: “Useremo pugno duro per condotte intollerabili”

“Sono anche per avere un pugno duro rispetto ad atteggiamenti che non sono tollerabili. Per esempio persone che risultano positive che se ne vanno in giro. Io sono perché le istituzioni abbiamo un pugno molto duro”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, alla trasmissione di Lucia Annunziata ‘Mezz’ora in+’ su Rai3. “Il virus non è uno scherzo”, ha detto Speranza. “Abbiamo bisogno di comportamenti corretti dappertutto”, ha aggiunto il ministro.

Riffeser: “Massima collaborazione sulle nuove misure”

“Massima disponibilità e collaborazione con i prefetti e le autorità preposte alla attuazione delle misure previste dall’odierno intervento del governo”. Così il presidente della Federazione Italiana Editori Giornali (Fieg) Andrea Monti Riffeser che ha poi ricordato che in occasione dell’istituzione della prima “zona rossa”, il coordinamento tra la prefettura di Lodi, gli editori, l’Ordine dei giornalisti e la distribuzione locale ed i rivenditori ha fatto sì che “ogni mattina si consegnassero quotidiani e periodici alle edicole, sia pure nel quadro di una generale sospensione dell’attività lavorativa e di trasporto, garantendo il diritto costituzionale all’informazione”. Riffeser, in considerazione di tale importante precedente, ha evidenziato “l’importanza di garantire uniformità di azione e l’auspicio che possa essere replicata, anche nelle zone interessate dalle recenti misure di contenimento del contagio, analoga modalità applicativa”.

Spadafora “Sky e Lega hanno scelto interessi economici

“Dopo attenta valutazione e numerosi colloqui, ho reso noto ai soggetti interessati l’unica possibilità per riuscire, in emergenza, a trasmettere in chiaro le partite di questa giornata allo scopo di evitare assembramenti di tifosi su tutto il territorio nazionale”. Al telefono con l’ANSA, il ministro Spadafora è duro. “Fatto salvo il diritto di Sky di trasmettere in diretta ai propri abbonati la partita – prosegue Spadafora -, c’era la possibilità di diffondere le immagini in differita, liberamente, a tutti gli operatori televisivi interessati, a partire naturalmente dai canali in chiaro del gruppo Sky, ma senza preclusioni. Questo avrebbe superato i vincoli normativi ed evitato qualsiasi successiva diatriba giudiziaria ed economica. Ne ho parlato con tutti, compreso l’ad Maximo Ibarra e il Presidente della Lega Serie A Dal Pino, che potranno confermare, e che non hanno aderito a questa ipotesi per difendere i propri, legittimi, interessi economici. In questo momento di crisi sanitaria c’è chi prova a fare i conti con la realtà e chi purtroppo si limita a fare i conti”.

Sky a Spadafora: “Sue parole non veritiere”

“Ci spiace constatare che le dichiarazioni del signor ministro dello sport non corrispondono alla verità dei fatti. Infatti Sky da molti giorni aveva dato la piena disponibilità sia alla visione di Juventus-Inter sui propri canali in chiaro (TV8 e Cielo) che alle partite di cui Sky detiene i diritti a pagamento”. Con una nota ufficiale all’ANSA Sky replica in maniera dura a Spadafora che l’aveva accusata di essersi “rifiutata di trasmettere in chiaro le partite”. “TV8 e Cielo – prosegue la nota – sono disponibili sulla piattaforma digitale terrestre per tutti i cittadini e a tutti gli appassionati e non solo ai propri abbonati. Le norme e leggi attuali non sono superabili e la Lega Calcio di Serie A lo ha più volte dichiarato e chiarito”.

Militare del cantiere Tav in Val di Susa positivo al Coronavirus

Un militare dell’Esercito in servizio al cantiere della Torino-Lione, in Val di Susa, è risultato positivo al coronavirus. Secondo quanto appreso l’uomo, che ieri sera era di turno a Chiomonte e avrebbe dovuto svolgere servizio anche oggi, aveva la febbre ed è stato sottoposto al tampone. Ora è ricoverato in ospedale. Sul sentiero Gallo Romano che costeggia il cantiere, in Clarea, questa mattina intanto una cinquantina di attivisti No Tav si è radunata in presidio per esprimere solidarietà a Nicoletta Dosio, la pasionaria No Tav in carcere dallo scorso 30 dicembre. “Sappiamo che stiamo attraversando un momento e una situazione molto delicati ed ancora sconosciuti – scrivono sui social le ‘Fomne’, in piemontese donne, No Tav – Ci siamo confrontate e abbiamo deciso di mantenere l’appuntamento. Pensiamo che, nonostante tutte le varie ordinanze governative, ci possa essere un modo diverso per continuare a far sentire la nostra voce. Senza voler scavalcare i bisogni che questa emergenza sanitaria ci pone, e dunque prendendo le dovute precauzioni”.

Meloni: “Il Governo scatena il panico, valutate la chiusura della Borsa”

“Il decreto Coronavirus è stato gestito malissimo. Dopo aver scatenato il panico tra i cittadini evitiamo di scatenare il panico pure tra gli investitori. Il Governo ora adotti tutti i provvedimenti possibili per impedire che la speculazione finanziaria metta in ginocchio la Nazione. Valuti se sospendere le contrattazioni di borsa per dare modo di metabolizzare gli ultimi provvedimenti e frenare i comportamenti più irrazionali. Di certo vanno vietate in questa fase le vendite allo scoperto”. Così la leader di Fdi Giorgia Meloni su Fb. Le vendite allo scoperto sono “lo strumento con cui pochi cinici e razionali speculatori possono fare fortuna sulla legittima irrazionalità dei piccoli investitori” mette in guardia Melone che continua: “gli organismi di vigilanza e l’intelligence, ognuno per le proprie competenze, siano attivati immediatamente per monitorare le principali operazioni e scongiurare azioni che possano pregiudicare gli interessi strategici nazionali. Il contagio del virus va giustamente contenuto, ma va fermato anche il contagio della paura e della speculazione”.

Salvini: “Rispetto le regole ma serve chiarezza”

“A nome di tantissimi italiani che mi stanno chiamando da Nord a Sud, sindaci, imprenditori, medici, lavoratori, genitori, volontari, ribadisco la volontà comune di rispettare ogni indicazione data per proteggere la salute nostra e di chi ci sta vicino, ma di una cosa c’è assoluto bisogno: CHIAREZZA, CHIAREZZA, CHIAREZZA! La chiediamo non per polemica, ma per aiutare milioni di Italiani preoccupati: infatti ribadiamo che le donne e gli uomini della Lega, a partire dai presidenti di Regione e dai sindaci, sono in prima linea per offrire aiuto e collaborazione”. Così Matteo Salvini.

Figc convoca consiglio per martedì

“Vista la richiesta del Ministro per lo Sport Vincenzo Spadafora, sentito il Presidente del Coni Giovanni Malagò e preso atto della volontà del Consiglio della Lega di Serie A, titolata ad organizzare il campionato, di seguire le prescrizioni inserite nel DPCM sull’emergenza Covid19 e quindi di volere disputare le gare in programma a porte chiuse, il Presidente della Figc Gabriele Gravina ha convocato un Consiglio Federale straordinario per martedì 10 marzo”. Lo dichiara all’ANSA una fonte qualificata della Federcalcio.

Cina: sette morti per il crollo dell’hotel in quarantena

Sono almeno 7 le vittime del crollo in Cina dell’hotel Xinjia  – a Quanzhou, città della provincia del Fujian – usato per la quarantena supplementare dei pazienti guariti dal coronavirus.
Lo annuncia il ministero per la gestione delle Emergenze precisando che i dispersi sono 28. L’Islanda ha dichiarato lo ‘stato d’emergenza’ per il coronavirus dopo che i contagi sono saliti a 45 su una popolazione di poco più di 300.000 abitanti.

Odissea delle navi da crociera, respinte all’estero

Dopo lo stop della Malesia alla nave Costa Fortuna ‘a causa delle restrizioni imposte nelle ultime ore dal Governo’ malese, la nave sta facendo rotta verso Singapore. La nave da crociere Grand Princess, bloccata al largo di San Francisco con oltre 3.500 persone a bordo tra cui 21 contagiate dal coronavirus, attraccherà nel porto di Oakland oggi. Sull’imbarcazione ci sono anche 31 italiani nell’equipaggio e uno tra i passeggeri, stanno tutti bene. Intanto dopo i controlli dell’ufficio di sanità marittima a bordo della nave da crociera Msc, alcuni dei 2.250 passeggeri, approdata a Messina, sono scesi dalla nave per un’escursione.

Mattarella: “Grazie alle donne in prima linea”

‘Rivolgo un pensiero riconoscente alle donne – e sono tante – che si stanno impegnando negli ospedali, nei laboratori, nelle zone rosse per contrastare la diffusione del virus che ci preoccupa in questi giorni. Lavorano in condizioni difficili, con competenza e con spirito di sacrificio, con dedizione. Con la capacità esemplare di sopportare carichi di lavoro molto grandi. A loro, in special modo, desidero dedicare questa
importante giornata’. Così in un messaggio per l’8 marzo il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Oms: “Dall’Italia passi coraggiosi”

‘Il governo e i cittadini italiani stanno compiendo passi audaci e coraggiosi per rallentare la diffusione del coronavirus e proteggere il loro paese e il mondo. Stanno facendo autentici sacrifici. L’Oms è solidale con l’Italia ed è qui per continuare a sostenerla’. Lo scrive su Twitter il direttore dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus. L’alto rappresentante Ue Josep Borrell ha chiamato stamattina il ministro degli Esteri Luigi Di Maio per esprimere solidarietà al popolo italiano colpito dall’emergenza coronavirus. Il ministro ha ribadito che in questa fase è fondamentale la solidarietà di tutta l’Europa evitando qualsiasi tipo di discriminazione.

Confcommercio: “Forniture alimentari regolari, per ora”

“Non vi è nell’immediato il rischio di non reperire prodotti alimentari e i nostri lavoratori stanno garantendo questo servizio essenziale. Occorre però prestare attenzione alle misure previste dal Dpcm che i nostri associati hanno tutta l’intenzione di rispettare’. Così Donatella Prampolini, vicepresidente di Confcommercio e presidente della federazione italiana dettaglianti alimentari, sulla situazione del settore
alla luce delle nuove disposizione sul coronavirus”.

Bonaccini: in Dpcm ambiguità,hanno creato incertezze

“Ribadisco la necessità di unità nel Paese per affrontare tutti insieme l’attuale emergenza. Per questo serve piena collaborazione tra tutte le istituzioni e noi, come sempre, siamo qui per questo”. Lo scrive il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini su Facebook. “Il testo del Dpcm emanato nella notte dal Governo contiene alcune ambiguità che hanno creato incertezze fra cittadini, imprese e lavoratori e il nostro compito è dare risposte”. “Urgente fare chiarezza”, scrive.

“Detto che la salute viene prima di ogni cosa – prosegue Bonaccini – è necessario e urgente fare chiarezza, a partire dal tema del lavoro e della conseguente mobilità delle persone e delle merci. Il Governo ha già assunto i provvedimenti utili e necessari per favorire lo smart working e il lavoro a distanza ove questo sia possibile, così come ci sono certamente limitazioni di giorni e orari per talune attività. Ma non c’è nel decreto, a nostro avviso, né una previsione del fermo produttivo, né un blocco dell’attività commerciale e dei servizi che impediscano la possibilità di andare a lavorare e di movimentare merci. Per fare chiarezza su questi aspetti, già da questa notte siamo in contatto con i rappresentanti del Governo e i vertici della Protezione civile nazionale per dirimere le questioni più urgenti e dare certezze e risposte nelle prossime ore. Augurandoci che stavolta il confronto possa essere reale ed efficace, noi siamo impegnati a fare la nostra parte fino in fondo”

Piemonte, in un giorno 125 casi in più

In un solo giorno il numero dei casi positivi al Coronavirus in Piemonte è cresciuto di 145 casi: questa mattina – informa la Regione – sono 320. Alla stessa ora ieri erano 175. Risultano 214 le persone ricoverate in ospedale. Di queste, 38 si trovano in terapia intensiva, e 176 in altri reparti. Sono in isolamento domiciliare fiduciario 63 persone. Cinque le persone decedute. Finora sono 1511 i tamponi eseguiti complessivamente in Piemonte, di cui 1009 sono risultati negativi. “Continua la raccolta dei dati epidemiologici – conclude la nota della Regione – e un aggiornamento dettagliato a livello provinciale è previsto in serata.

Appendino: “Nessuno faccia di testa propria”

“Stiamo fronteggiando una situazione molto seria e, senza eccedere in allarmismi, non è il momento di fare di testa propria”. A dirlo la sindaca di Torino Chiara Appendino che, su Facebook, ricorda il decreto firmato la notte scorsa dal governo italiano “Ci tengo ad aggiornarvi sulle regole per il nostro territorio e, soprattutto, ad invitare ciascuno di noi a rispettarle il più possibile, per il bene dell’intera comunità”, sottolinea Appendino citando alcune delle misure previste per il capoluogo piemontese dalla chiusura delle scuole fino al 15 marzo all’obbligo “a carico del gestore, di far rispettare nelle attività di ristorazione e bar la distanza di sicurezza interpersonale di almeno 1 metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione”.

Testo Dpcm: evitare ogni spostamento fino al 3/4

“Evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dai territori, nonché all’interno dei medesimi territori”. E’ quanto dispone il testo finale, firmato dal premier Conte e pubblicato sul sito del governo, del dpcm che introduce nuove misure restrittive per contenere il contagio da Coronavirus. La misura, efficace dall’8 marzo al 3 aprile, riguarda la Regione Lombardia e le province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia. Rispetto alle bozze circolate ieri, vengono allargate da 11 a 14 le province interessate, e viene ammorbidito il testo che disponeva di “evitare in modo assoluto ogni spostamento” in quei territori. Vengono comunque fatti salvi gli “spostamenti per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o spostamenti per motivi di salute”. Ed è “consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”. Il mancato rispetto degli obblighi del dpcm, che include una serie di misure restrittive che vanno dalla chiusura delle scuole a quella delle piste da sci, può essere punito con l’arresto fino a 3 mesi e fino a 206 euro di ammenda. “Il prefetto assicura l’esecuzione delle misure, nonché ne monitora l’attuazione da parte delle amministrazioni competenti” e ove occorra “si avvale delle forze di polizia, con il possibile concorso del corpo dei Vigili del fuoco, nonché delle forze armate, dandone comunicazione al presidente della Regione”.

Parma-Spal per il momento non si gioca

Parma-Spal per il momento non si gioca. Le due squadre erano pronte a entrare in campo, ma sono state fatte rientrare negli spogliatoi.

Cirio: “Su decreto serviva più confronto”

“Abbiamo trattato fino alle 2 di notte per avere un decreto che avesse maggiore omogeneità, invece ci siamo svegliati con il nuovo decreto già firmato. Il governo ha fatto le sue valutazioni ma con il presidente della Conferenza delle Regioni Bonaccini c’era l’accordo per avere una maggiore interlocuzione”. E’ la critica del governatore del Piemonte, Alberto Cirio. “Il decreto fatto nella notte – ha aggiunto Cirio, in un video su Fb – ha fatto strillare tanti sindaci, che hanno scoperto di essere in zone rosse, gialle non da una una telefonata, ma sul web o in tv”.

Spadafora: “Figc valuti stop subito Serie A”

“Condivido le dichiarazioni di Damiano Tommasi, Presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, e mi unisco alla sua richiesta. Non ha senso in questo momento, mentre chiediamo enormi sacrifici ai cittadini per impedire la diffusione del contagio, mettere a rischio la salute dei giocatori, degli arbitri, dei tecnici, dei tifosi che sicuramente si raduneranno per vedere le partite, solo per non sospendere temporaneamente il calcio e intaccare gli interessi che ruotano attorno ad esso”. Lo afferma in una nota il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora.”Altre federazioni hanno saggiamente optato per uno stop per i prossimi giorni. Credo sia dovere del presidente della Figc, Gravina, un supplemento di riflessione – spiega il ministro Spadafora -, senza attendere il primo caso di contagio, prima di assumersi questa gravosa responsabilità. Del resto, ancora prima che la situazione diventasse così drammatica per il Paese, la Lega di Serie A e Sky si erano già rifiutate di concedere a migliaia di italiani, costretti loro malgrado a restare a casa, di poter vedere in chiaro le partite, nascondendosi dietro presunte difficoltà normative che con l’autentica disponibilità di tutti si sarebbero potute ampiamente superare. Nei vari contatti di ieri, infatti, anche grazie alla collaborazione di Rai e Mediaset, si era arrivati vicini ad una soluzione equa per tutti gli attori e soprattutto di grande conforto per i tanti cittadini appassionati di calcio. E invece sono prevalsi gli interessi economici di realtà che pretendono di godere da sempre di un trattamento privilegiato e che vivono ormai fuori dalla realtà. Le società di calcio piuttosto valutino come superare le clausole vessatorie già all’attenzione dell’Antitrust per provvedere al rimborso degli abbonamenti e dei biglietti venduti per le prossime partite”. “Prenderò in considerazione nei prossimi giorni – conclude il ministro – ogni iniziava utile anche legislativa per mettere ordine in un mondo che rischia di non rappresentare più valori etici e morali ai quali vorremmo che si ispirasse sempre”.

Bond, governatori non interpellati, assurdo

“Il testo decretato stanotte dal Presidente del Consiglio dei Ministri vorrebbe andare nella direzione del contenimento della diffusione del virus, invitando con misure più incisive i cittadini alla prudenza. Sorprende la questione delle tre province di Venezia, Padova e Treviso inserite nel decreto come zone rosse, visto che i numeri dei casi presenti finora non sembrano tracciare una tale gravità da giustificarne la decisione così drastica. Senza voler sollevare dubbi sulla veridicità o meno di quanto finora raccontato sui numeri e sugli sviluppi ipotetici dell’epidemia, è impensabile che non siano stati interpellati i governatori che vivono in prima persona i loro territori e sono i primi a poter valutare, insieme alle autorità sanitarie, la gravità o meno della situazione. C’è quasi l’impressione che il premier Conte sia pressato da decisioni politiche da un lato e da una serie di consulenti integralisti dall’altro, a tal punto da prendere decisioni draconiane ingiustificate. Il Governo faccia chiarezza subito”.Così in una nota il deputato di Forza Italia Dario Bond.

Sindaco di Asti: “Calmi, non assaltate supermercati”

“Calma e sangue freddo! Stiamo lavorando per gestire al meglio questo difficile momento. Non assaltate i supermercati. Non serve perché continueranno ad essere garantiti i rifornimenti e perché si sta facendo esattamente il contrario di quello che bisognerebbe fare”. Lo dice il sindaco di Asti, Maurizio Rasero, postando un video su Facebook, durante la riunione in corso in prefettura tra i rappresentanti delle istituzioni locali e le forze dell’ordine. “Il messaggio che vogliamo dare a tutta la popolazione – afferma – è di evitare certi comportamenti che sono sbagliatissimi e che vanno contro a quello che le norme ministeriali prevedono. Il momento è difficile – aggiunge – e ci vede impegnati, ognuno con le proprie competenze e stiamo cercando di far il massimo. Chiediamo però calma alla popolazione e di evitare questi comportamenti scorretti. State in casa e non assembratevi nei supermercati”.

Niente scene di panico, i vercellesi rispettano le norme

Mattina relativamente tranquilla a Vercelli, dove i cittadini hanno scoperto al risveglio di essere isolati dalle nuove disposizioni per il contenimento del coronavirus. I parcheggi dei supermercati sono pieni di auto, anche se non si registra un vero e proprio assalto agli scaffali. Nei dehors dei bar della centrale piazza Cavour c’è gente, così come in corso Libertà, la via dello shopping vercellese, qualcuno con la mascherina. Sui portoni delle chiese i parroci hanno affisso i cartelli con la sospensione di tutte le funzioni religiose. I vercellesi si salutano a distanza, senza contatto fisico, rispettando la distanza di sicurezza anche quando sono in coda davanti all’edicola per acquistare il giornale. “Le persone si stanno ponendo tanti dubbi su cosa potrà fare e come potrà muoversi: noi ci siamo adeguati alle disposizioni”, commenta Luca Impellizzeri, del bar Imperiale, in via Verdi. Per garantire la distanza minima di sicurezza, le consumazioni nel suo locale sono servite da questa mattina solamente ai tavoli. “Abbiamo dovuto rimodulare gli orari degli aperitivi”, sottolinea il titolare. I negozi aperti avvisano i clienti di rispettare la distanza di sicurezza. “Raccomandiamo a tutti la massima precauzione – scrive su Facebook il sindaco, Andrea Corsaro -: evitare la riunione di più persone, i contatti personali e ogni spostamento non necessario. Ricordiamo che questi sacrifici vanno nella direzione di tutela della salute della collettività e che devono essere rispettate le disposizioni per evitare la diffusione del contagio”.

Coldiretti, in area 1/3 Made in Italy alimentare

Nelle aree interessate dal nuovo decreto sul Coronavirus si produce “un terzo del Made in Italy agroalimentare”. Per questo Coldiretti chiede che si dia “continuità alle attività produttive nelle campagne” e offre “piena disponibilità a collaborare con le autorità regionali e di governo per non compromettere la mobilità di merci e persone necessarie all’attività produttiva, nel rispetto delle norme di sicurezza”. “Per assicurare le necessarie forniture alimentari al Paese – ha osservato in una nota il presidente di Coldiretti Ettore Prandini – è importante che siano stati recepite nel decreto le nostre sollecitazioni al Ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova per dare continuità alle attività produttive nelle campagne dove vanno seguiti i cicli stagionali, dalla semina alla raccolta e garantita la cura delle piante e l’assistenza e l’alimentazione degli animali allevati nelle stalle, ma anche i mercati di vendita diretta, la trasformazione industriale e le consegne per la distribuzione commerciale”.

Cirio: decreto evita futile, non necessario

“Il decreto evita ciò che è futile, il necessario si può fare”: così il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, in diretta Facebook, spiega le nuove limitazioni previste per contenere i contagi da coronavirus. “Per lavoro posso spostarmi, le merci si possono muovere”, aggiunge il governatore. “Capisco che il decreto stia facendo impazzire i nostri concittadini. Per questo motivo, farò a breve una video conferenza con tutti i prefetti per emanare circolari attuative che facilitino la vita dei cittadini”. Così il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, in una diretta Facebook dopo la notizia della sua positività al coronavirus.

Confapi, chiarire prima di riapertura fabbriche

“Alla luce del provvedimento appena varato, riconoscendo le buone ragioni di queste misure, Confapi chiede rapide delucidazioni in merito alle condotte da adottare in vista della riapertura di lunedì di fabbriche e aziende”. Così in una nota Maurizio Casasco, presidente di Confapi, in merito al Dpcm varato la notte scorsa dal governo.” La maggior parte delle imprese manifatturiere può servirsi solo marginalmente dello smart working. È necessario avere indicazioni chiare su cosa succede adesso per il trasporto delle merci, su come organizzare l’apertura degli impianti produttivi e sugli spostamenti delle persone, in particolare di chi si muove all’interno delle nuove zone rosse per lavoro” ha concluso.

Cirio, sto bene, continuo a lavorare

“Vivo isolato in una parte della mia casa, ma sto bene e non ho sintomi. Questa cosa non mi distoglie dalle mie responsabilità, dal governo regione. Continuerò a fare il lavoro fatto in questi giorni”. Così il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, in una diretta Facebook dopo la notizia della sua positività al coronavirus.

Regione Piemonte, attività avanti senza ostacoli

L’attività della Regione Piemonte, “in un momento più che mai difficile, proseguirà senza ostacoli”. Il presidente Cirio, positivo al coronavirus, ha già predisposto tutto il necessario. Lo rende noto la Regione Piemonte. Cirio continuerà a lavorare, “come fa ininterrottamente da due settimane ormai, per affrontare questa emergenza – scrive ancora la Regione -. Lo farà inevitabilmente a distanza, ma in costante collegamento e garantendo al Piemonte, ai Piemontesi e all’Italia il suo massimo supporto”. Cirio ha effettuato il test nelle scorse ore, come fatto a scopo precauzionale anche da altri colleghi governatori presenti a Roma il 4 marzo per l’incontro a Palazzo Chigi. Il governatore ha già attivato tutte le procedure previste per le verifiche e la messa in sicurezza delle persone a lui più vicine, a cominciare dalla Giunta, lo staff e i colleghi, le persone con cui è stato a contatto di recente e naturalmente la sua famiglia.

Tommasi,stop calcio atto più utile a Paese

Il presidente dell’AssoCalciatori Damiamo Tommasi insiste: bisogna fermare il campionato. Lo fa con un tweet in cui spiega che “stamattina ho scritto a Giuseppe Conte, Vincenzo Spadafora, Gabriele Gravina, Paolo Dal Pino, Mauro Balata, Francesco Ghirelli”. “Fermare il calcio è l’atto più utile al Paese in questo momento – sottolinea il presidente dell’Aic -. Le squadre da tifare stanno giocando nei nostri ospedali, nei luoghi d’emergenza”.

Enac, tutti aeroporti aperti e operativi

“Enac informa che tutte le infrastrutture aeroportuali, comprese quelle all’interno delle zone soggette a restrizioni, sono aperte e operative, come da indicazioni del Comitato Operativo della Protezione Civile”. Lo si legge in una nota dell’ente nazionale per l’aviazione civile in merito alle indicazioni contenute nel Decreto del Presidente del Consiglio del Ministri di questa notte

Outlet restano chiusi, stop shopping a Serravalle

Anche l’outlet di Serravalle Scrivia (Alessandria), tra i più grande d’Europa, è rimasto chiuso questa mattina in ottemperanza alle nuove disposizioni per il contenimento dei contagi da coronavirus. “Informiamo che, in ottemperanza a quanto disposto nel decreto emesso con le nuove misure nazionali di contenimento dell’emergenza COVID-19, Serravalle Designer Outlet fino al 3 di aprile svolgerà le proprie attività dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 20, mentre sarà chiuso il sabato e la domenica”, si legge sul sito della McArthurGlen, la società proprietaria dell’Outlet. Chiuso in provincia di Novara anche il Vicolungo outlet, tra i più frequentati la domenica anche da chi proviene dalla Lombardia. I dipendenti che si sono presentati questa mattina al lavoro sono stati rimandati a casa.

Sindaco Novara: zona rossa unica cosa da fare

“Non era pensabile che la nostra provincia, a ridosso della Lombardia e con un via vai di novaresi verso Milano ogni giorno potesse non essere inclusa tra le ‘zone rosse'”. E’ il commento del sindaco di Novara Alessandro Canelli. “Quando ieri il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, mi ha preannunciato che la nostra provincia, a differenza di Asti e Alessandria, era esclusa dai provvedimenti più drastici, – spiega il sindaco di Novara – l’ho pregato di farsi sentire con il governo. E sono molto soddisfatto che alla fine ci sia riuscito. Era l’unica cosa da fare”. “Per chi deve prendere decisioni – aggiunge Canelli – non c’era alternativa. Anzi, sono convinto che questi provvedimenti avrebbero dovuto essere assunti due settimane fa, ma allora forse mancava la percezione della gravità della situazione e non c’è stato il coraggio sufficiente”. “Come Comune – conclude il sindaco di Novara – ridurremo tutto tranne i servizi essenziali, lasciando a casa anche il personale che non sarà ritenuto necessario”.

Reggia Venaria chiude fino a nuove disposizioni

La Reggia di Venaria, i Giardini, le mostre e il Castello della Mandria restano chiusi, in conseguenza dell’emergenza coronavirus, fino a nuove disposizioni ministeriali. Lo rende noto il Il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude.

Ad Asti è assalto ai supermercati

Supermercati presi d’assalto, già dall’apertura, ad Asti. Parcheggi pieni e code alle casse, per far incetta di prodotti di prima necessità in alcuni dei più frequentati store della grande distribuzione. Al momento non si registrano invece grandi afflussi di veicoli in entrata e uscita ai due caselli autostradali di Asti Est e Asti Ovest. La stazione ferroviaria è deserta.

Sindaco Vercelli: “Manterremo massima prudenza”

“Siamo al lavoro per informare i cittadini sull’adempimento delle misure appena emesse dal Governo. Collaboreremo con la popolazione per mantenere la massima prudenza eseguendo le indicazioni che ci sono state fornire”. Così il sindaco di Vercelli, Andrea Corsaro. Questa mattina è in programma una riunione convocata d’urgenza a cui prenderanno parte le massime autorità cittadine e territoriali, tra cui il prefetto Francesco Garsia, per discutere sull’inserimento di Vercelli nella zona rossa stabilita dal decreto del Governo firmato la scorsa notte dal premier Giuseppe Conte.

Il Governatore Cirio positivo al Coronavirus

Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, è risultato positivo al coronavirus. Le sue condizioni di salute sono buone e continuerà a lavorare “inevitabilmente a distanza”. Lo rende noto la Regione Piemonte.

Sindaco di Asti: “Chiuderci è una follia”

“Una follia, un disastro che non ci aspettavamo”. Il sindaco di Asti, Maurizio Rasero, commenta così la decisione di isolare per coronavirus anche la provincia di Asti. “Questa mattina saremo di nuovo convocati in Prefettura, dopo la riunione della notte, ma non sappiamo ancora di preciso cosa accadrà. Ad ora non ci é stato spiegato il motivo di questa scelta”.

La situazione, ad Asti, era “sotto controllo”. Lo sostiene il sindaco Maurizio Rasero, commentando la decisione del governo di chiudere anche la provincia di Asti per far fronte all’emergenza coronavirus. “Sono giorni che monitoriamo la situazione, in stretto contatto con l’ospedale. Anche lì era tutto sotto controllo”, ribadisce il primo cittadino, critico nei confronti del provvedimento. “Nelle prossime ore ci verrà spiegato il decreto, che deve ancora essere pubblicato, ma che è stato annunciato ufficialmente”, sottolinea, rivelando di avere ricevuto telefonate da decine di astigiani allarmati. “C’è chi è al mare, o in montagna, e voleva sapere se doveva tornare. Sono tutti molto preoccupati”.

 

 

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