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CHIVASSO. Un anno orribile e la beffa dell’essere punto e a capo

CHIVASSO. Un anno orribile e la beffa dell’essere punto e a capo

Alessandro Lenti

La tensione per le partite iva non si allenta. Impossibilità di lavorare come si vorrebbe, tante spese e tasse sono la costante… e più che mai nell’ultimo anno. Si parla di ristori come se questi potessero bastare per compensare le perdite, ma non è così. Le persone vogliono solo poter lavorare, guadagnare, mantenere le proprie famiglie e vivere dignitosamente; basta limitazioni dei diritti e delle libertà personali.

La partita iva incontrata questa settimana per continuare a dare voce alla categoria è Alessandro Lenti, che con il padre gestisce l’attività di famiglia, suddivisa nel ramo traslochi e in quello di falegnameria e realizzazione di mobili su misura e che ha la sua sede in via San secondo 79 a Mosche.

A livello assistenziale gli aiuti dati sono stati pochi, abbiamo avuto diritto solo ai bonus iniziali del primo lockdown. Con i due codici ateco delle due rispettive attività siamo potuti rimanere aperti: per quanto riguarda la falegnameria l’abbiamo anche un po’ riconvertita per produrre i dispenser per i gel igienizzanti…in pratica abbiamo provato ad ingegnarci in un momento di crisi. Abbiamo anche continuato con il lavoro di routine, però le persone erano diffidenti e non uscivano molto, figuriamoci per venire a scegliere dei mobili. Quindi abbiamo sì potuto lavorare, ma tanto mancavano i clienti… un po’ una presa in giro - racconta Alessandro -. Anche per quanto riguarda il ramo traslochi abbiamo potuto continuare a lavorare, ma pure lì è stata dura: in genere un trasloco lo facciamo in sette/ otto persone, non di certo in due, e la gente non vedeva molto di buon occhio l’idea di avere un ‘affollamento’ in casa. E’ stato un caos generale e i mass media non hanno di certo aiutato facendo terrorismo psicologico”.

Alessandro Lenti ci racconta anche che hanno potuto sospendere temporaneamente dei pagamenti, dei leasing in corso, ma tanto sono somme che andranno comunque pagate. Non si è sentito molto aiutato dalle Istituzioni e ci spiega che sono stati loro titolari, in primis, ad essersi mossi per arginare le spese, per quanto possibile. Altre scadenze sono state posticipate di poco, ma non sono state minimamente sospese. Nonostante le difficoltà sono stati comunque ligi nel pagare i loro fornitori, anch’essi in una situazione non bella. Senza i clienti non è stato facile mantenere attiva l’azienda e senza ristori si sono dovuti arrangiare come hanno potuto.

Non sono stati momenti facili ed ora sembra di essere punto e a capo. Non vedo la luce in fondo al tunnel se non arriva una vera svolta. Confido nei vaccini e spero che vengano fatti anche dentro le aziende a tutela dei dipendenti che ci lavorano: sia per la salute che per potergli permettere di svolgere il proprio lavoro… piccole attività come la nostra si trovano in una situazione problematica se mancano anche solo due unità per malattia, ad esempio. Noi, intendo noi di famiglia, siamo risultati positivi al Covid e siamo dovuti rimanere in quarantena lasciando ad un collaboratore l’onere di portare avanti l’azienda… non una cosa da poco - spiega -. Desidero davvero vedere un cambiamento e sono felice di essere entrato a far parte di ‘Partite iva Chivasso’, perché almeno così ci viene data la possibilità di far sentire la nostra voce. Reputo il gruppo una valida iniziativa, un modo per sfogarsi e ribellarsi tutti insieme. L’unione fa la forza”.

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