CHIVASSO. Grandissima la mobilitazione di sabato mattina per le vie di Chivasso. A partire dalle ore 12, una foltissima schiera di trattori ha sfilato in un corteo di protesta. Oggetto della manifestazione sono i nuovi piani di contenimento dei cinghiali, che a partire da gennaio 2022 interesseranno tutta la Regione Piemonte.
In un centinaio hanno partecipato al corteo, con l'appoggio di circa trenta trattori e macchine agricole. Attraverso megafoni, i portavoce hanno reso noti a tutta la popolazione chivassese i problemi che ormai da anni sono chiamati ad affrontare quotidianamente. Tuttavia, recentemente anche gli abitanti della città hanno avuto a che fare con questa specie animale. Lo scorso 16 novembre infatti, un cinghiale si era introdotto nella sede CRI di Chivasso, mandando tutti in panico. Era stato successivamente abbattuto nella zona Enel, con proteste da parte degli animalisti.
Il CoAARP (Comitato amici degli ambienti rurali piemontesi), che ha come referente locale il montuese Enrico Mason, già da alcuni mesi sta denunciando la grave minaccia a cui le nostre terre sono sottoposte. La presenza sconsiderata di specie di cinghiali non autoctone, inserite per ragioni venatorie, non solo danneggia l'economia agricola, ma anche l'intero ecosistema rurale, già messo a rischio dall'emergenza climatica.
"Il metodo di caccia della braccata, ovvero quello con l’ausilio di 3 cani e un massimo di 25 componenti e previsto dal nuovo piano varato dalla Giunta Cirio, negli anni non ha influito sulla reale riduzione del numero di individui di cinghiale - si legge nel comunicato stampa del comitato -, portando invece ad un aumento esponenziale dei danni a carico delle produzioni agricole, oltre ad un aumento degli incidenti stradali".
Per i membri del comitato, insomma, questa soluzione paventata dal governo regionale, a forte trazione leghista, non può che essere un fallimento annunciato.
"Vista inoltre la necessità da parte dei componenti delle squadre di caccia di essere in possesso dell’abilitazione alla caccia di selezione - proseguono -, si può sospettare che tale sperimentazione, potrà portare ad incremento di operatori che richiedono l’accesso ai corsi abilitanti, con un maggior dispendio di denaro pubblico, meglio spendibile per indennizzare chi ha subito danni a raccolti o ad automobili, o per favorire l’utilizzo di agenti preposti agli abbattimenti. Non ultimo, questa sperimentazione viola palesemente le linee guida inerenti alla gestione e caccia del cinghiale, risultando così contestabile da parte di ISPRA, tale situazione porterà ad ulteriori ritardi nella risoluzione del problema".
Il comitato stima che il totale dei terreni danneggiati finora dai cinghiali sia pari alla superficie dell'intera provincia di Asti. Inoltre, molte colture tipiche del nostro territorio, che lo rendono noto anche a livello internazionale, come quelle della vite e delle nocciole sono compromesse da questa minaccia.
La grande partecipazione al corteo di sabato è la manifestazione della scarsa fiducia verso politica e associazioni di categoria, che non sono state in grado di tutelare gli agricoltori, a causa della loro inerzia in materia.
"Il CoAARP, rappresentando quasi interamente il mondo agricolo a livello regionale, chiede a gran voce che la Giunta Regionale - conclude la nota stampa -, trovi soluzioni operative di contenimento più efficaci nella riduzione del numero di individui di cinghiale, oltre che rispettose dei criteri richiesti dalle linee guida relative al cinghiale. Il Comitato ribadisce la piena disponibilità a partecipare ad un tavolo di confronto, con la speranza di trovare soluzioni efficaci e durature per limitare la proliferazione di una specie alloctona, che presto potrebbe essere vettore della Peste Suina Africana".
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