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BRUSASCO. Anche l'attore Elio Germano per Dana: "Liberatela!"

BRUSASCO. Anche l'attore Elio Germano per Dana: "Liberatela!"

BRUSASCO. Anche l'attore Elio Germano per Dana: "Liberatela!". Il mondo dello spettacolo si mobilita per Dana Lauriola, la portavoce No Tav originaria di Brusasco, dove vive la famiglia, in carcere dal 17 settembre 2020. Da Sabina Guzzanti ad Elio Germano, da Rita Peluso ad Erri De Luca, da Zerocalcare a Giovanni Marini: la lista degli artisti, attori, uomini e donne dello spettacolo che hanno deciso di ribadire pubblicamente il proprio sostegno a Dana si allunga sempre di più.

Dana Lauriola è alle Vallette, detenuta nella sezione femminile, per scontare una condanna definitiva a due anni di reclusione per aver preso parte, il 3 marzo 2012, ad una manifestazione durante la quale i no Tav occuparono l’area del casello autostradale di Avigliana. I manifestanti, nell’occasione, consentirono agli automobilisti di superare le sbarre senza pagare il pedaggio. 

Giovedì 14 aprile il tribunale di sorveglianza deciderà  se confermare la detenzione o concedere le misure alternative.

Tanti gli appelli arrivati per chiedere la scarcerazione della brusaschese, che nel suo paese d’origine ha gli affetti più cari ed ha lasciato tanti bei ricordi tra gli amici, i compagni di scuola, i coetanei.

Tra i più significativi quello dell’attore Elio Germano che ha diffuso un videoappello a sostegno dell’attivista: “Dana è stata condannata a due anni solo per aver spiegato a un megafono le ragioni dei No Tav – dice Germano nel filmato  (visibile sul canale YouTube Giornale La Voce, ndr) –. Non le sono mai state concesse le misure alternative al carcere perché vive in Val Susa e perché non si è mai dissociata dal movimento No Tav. Dopo sei mesi già in carcere, sarà il caso di liberarla, per un reato di opinione?”.

Dal carcere Dana nelle scorse settimane ha fatto avere una lettera al sito di riferimento della lotta “No Tav”, www.notav.info. Ecco alcuni stralci del suo scritto.

Car* tutt*, [...] più passano i mesi e più mi chiedo come una società che si definisce “civile” possa anche solo tollerare l’esistenza di un’istituzione come quella carceraria. Vorrei davvero essere in grado di trasmettervi la bellezza e la profonda umanità delle mie compagne di detenzione. Vorrei potervi convincere, uno per uno, di quanto meritino la possibilità di vivere una vita diversa, con altri strumenti, essere messe nella condizione di diventare la migliore versione di loro stesse. Il carcere, questo luogo disumano, non ha alcuna utilità e può solo ferire più profondamente di quanto la vita lo abbia già fatto”.

“[...] Qui continuiamo a convivere col Covid, noi come al maschile e in molte altre carceri del Paese - prosegue -. Per fortuna nessuna di noi si è ammalata troppo seriamente ed anche le “positive”, poco alla volta, recuperano in salute. C’è preoccupazione mista ad un senso di impotenza e per quanto si possa fare “attenzione”, la promiscuità è inevitabile negli spazi ristretti in cui siamo costrette 24 ore su 24”.

Chiudo, finalmente, confermandovi che il 14 aprile ci sarà la “Camera di Consiglio” presso il Tribunale di Sorveglianza per valutare mie eventuali misure alternative al carcere - conclude Dana -. Sappiate che comunque vada, io sono serena”.

Domenica, a Bussoleno, centro della lotta No Tav e dove l’attivista attualmente vive, si è svolta un’iniziativa di solidarietà, l’ennesima, per Dana. Aspettando l’udienza di giovedì.

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