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CHIVASSO. Salvatore Pronestì, un artista orgoglio della nostra città

Salvatore Pronestì al lavoro

Salvatore Pronestì, un nome “sinonimo” di pittura ad olio, acquerello, tempera, tecnica mista, pastello, carboncino, sanguigna, un nome sinonimo di “arte”,insomma, e sicuramente uno dei pittori chivassesi più conosciuti ed apprezzati.

Classe 1949, nativo di Rizziconi, Calabria, ma trasferitosi giovanissimo in Piemonte, a Chivasso, comincia ad avvicinarsi all’arte fin dalla scuola media. Il Professor Giuseppe Fluttero, suo docente, resta impressionato dalla sua capacità di riprodurre i soggetti e questo rappresenterà per il giovane Salvatore “uno stimolo mai più dimenticato”-come ci racconta lui stesso-.

Ulteriore stimolo artistico gli arriverà dall’incontro con la critica d’arte e scrittrice di libri di testo, la Professoressa Gina Pischel, sua docente presso il “CFM” (“Centro Formazione Meccanica”) dell’Olivetti che gli farà apprezzare ancora di più l’arte.

Un momento importante è rappresentato dall’incontro con il Maestro Francesco Capello -ci dice Salvatorecol quale ho affinato la mia tecnica di disegno e altrettanto importante è stato l’incontro col Maestro Francesco Fossati -continua a raccontarci- con cui mi sono avvicinato e appassionato alla pittura ad olio”.

Ma non è tutto. Altri nomi illustri sono stati insegnanti di Pronestì: Anselmo Troletti (pittura ad olio, acrilico ed acquerello), Giacomo Soffiantino (riproduzione di nudo dal vero), Francesco Casorati (acquaforte, acquatinta e litografia).

Da questo mix di “Maestri” e dalla sua predisposizione innata nasce il “Pittore” Salvatore Pronestì  con la sua capacità di intuire spazi e volumi e di riprodurli, con il suo utilizzo ben calibrato dei colori, con l’immediatezza delle sue immagini e la loro carica emotiva, perchè se è vero che l’arte è una condizione dell’anima lui, la sua, nelle sue opere, ce la mette davvero.

Un “Artista” a tutto tondo che spazia dal verismo, all’impressionismo, all’accademismo figurativo, all’iperrealismo riproducendo paesaggi, volti, corpi, scorci caratteristici, nature morte perché -ce lo confida lui stesso- “l’arte mi piace tutta”. E la sua “Arte” è in continua evoluzione: “Osservo tanto e cerco di capire, perché ci sono sempre cose che credi di aver capito ma, poi, non è così ed è solo in questo modo che sperimenti, che ti rinnovi, che cresci”.

Salvatore Pronestì, che continua ad andare avanti con la produzione delle sue opere e ad esporle ed è attualmente docente di disegno presso l’Unitre di Chivasso e di Castagneto Po, è stato insignito di numerosi riconoscimenti e ha vinto numerosi premi, di cui va orgoglioso, ma sicuramente l’orgoglio e la soddisfazione più grandi sono rappresentati dal vedere lo stesso amore per l’arte vivere e crescere nella giovane figlia Diana, anche lei pittrice.

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