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Zona rossa? Un "rosso relativo"

Zona rossa? Un "rosso relativo"
Più che in zona rossa un "rosso relativo" come nella la famosa canzone di Tiziano Ferro. "La voglia scalpitava, strillava, tuonava... cantava... Da notte fonda nel petto di ...". E poi "La noia quella sera era troppa. E cercava, chiamava..".  Di vigili urbani in giro neanche l'ombra. Idem per carabinieri, poliziotti e finanzieri. Non ci sono e quando ci sono sembrano rispondere alla regola di "chiudere un occhio"  e forse anche tutti e due. Insomma, il rosso 2021 non è affatto uguale al rosso 2020. Gli assomiglia solo nella serranda abbassata di alcune categorie di commercianti, per il resto sembrano giornate dei tempi andati, con i centri storici che pullulano di uomini e donne, ragazzi e ragazze in giro a fare vasche. E dire che in fascia rossa non sarebbe consentito muoversi di casa, salvo che per comprovati motivi, peraltro autocertificati. Tutto chiuso. Scuole, asili, palestre, piscine, centri estetici, parrucchieri, barbieri. Tutto vietato, comprese le visite ai parenti, possibili una sola volta al giorno ma solo da sabato 3 aprile a lunedì 5 aprile, dalle 5 del mattino alle 22 di sera, nell’ambito della propria regione. Diciamo che nelle zone rosse è consentito svolgere attività motoria individuale all'aperto nei pressi della propria abitazione con distanziamento di un metro e indossando la mascherina, e che non ci si venga a dire che "passeggiare" nei centri storici non significa fare "attività motoria" che ognuno la fa come gli pare e piace, anche senza scarpe e tuta da ginnastica. Insomma, i cittadini si sono stufati di assecondare i dpcm, le forze dell'ordine di farli rispettare e i governi (nazionale e regionale) di chiedere ai Prefetti di intervenire. Non c'è più uno che li legga e delle due l'una: o lo si accetta e a questo punto tanto vale scriverli o non lo si accetta e ci vorrebbe l'esercito.  
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