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VOLPIANO-SAN GIUSTO. 'Ndrangheta, condanne per 240 anni al processo Cerbero

VOLPIANO-SAN GIUSTO. 'Ndrangheta, condanne per 240 anni al processo Cerbero

È terminato con 49 condanne - per un totale di quasi due secoli e mezzo di reclusione - il primo grado in rito abbreviato del processo Cerbero sulla ‘ndrangheta nel torinese e sul traffico internazionale di droga.

Un processo scaturito dalla maxi inchiesta della Direzione Antimafia di Torino che all’alba del 5 novembre del 2019 portò all’esecuzione di 71 provvedimenti cautelari da parte dai carabinieri e dalla guardia di finanza: 57 arresti, 4 persone ai domiciliari, 8 sottoposte all’obbligo di firma e 2 sottoposte all’interdizione dell’esercizio della professione. Gli indagati erano in totale 85, accusati a vario titolo di associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico internazionale di stupefacenti, riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. Gli imputati che hanno scelto il giudizio abbreviato - che comporta una corposa riduzione della pena, pari ad un terzo, in caso di condanna - sono stati 64. I giudici hanno confermato l’impianto accusatorio dei pm Paolo Toso e Monica Abbatecola, condannando quasi tutti gli imputati a giudizio per il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso.

Le indagini erano partite nel 2016 e avevano consentito di ricostruire la struttura delle locali di ‘ndrangheta di Volpiano e San Giusto, facenti capo rispettivamente alle potenti famiglie Agresta e Assisi. I carabinieri avevano inoltre tracciato i canali di approvvigionamento della droga (hashish importato tramite la tradizionale rotta spagnola e cocaina attraverso i porti del nord Europa), scoprendo l’esistenza di due organizzazioni dedite al traffico e allo smercio delle sostanze illegali, una attiva a Volpiano e l’altra a Torino, in Barriera di Milano. Due associazioni che operavano sotto l’egida della ‘ndrangheta.

Nel corso delle investigazioni erano stati anche arrestati tre noti latitanti (padre e due figli): Pasquale Michael Assisi, catturato nel suo appartamento nel centro di Torino il 3 maggio 2017, e Nicola e Patrick Assisi, inseriti nell’elenco dei latitanti “pericolosi” (ex lista 100), individuati in appartamenti di lusso a San Paolo, in Brasile, l’8 luglio 2019.

Fondamentale nell’inchiesta il ruolo del collaboratore di giustizia Domenico Agresta, detto “Micu McDonald”, 32 anni, giovane “padrino” pentitosi nel 2016. Erano state proprio le sue dichiarazioni a permettere ai magistrati di fare luce sull’intricato mondo delle cosche. Dichiarazioni suffragate da ampi riscontri che hanno confermato la credibilità del collaboratore di giustizia.

La pena più elevata, 19 anni di carcere, è stata inflitta ad Antonio Agresta, 48 anni, omonimo di un altro imputato sessantunenne (condannato invece a 10 anni). Altre pesanti condanne sono state inflitte a Bruno Pezzolato - 17 anni, 9 mesi e 10 giorni di reclusione - e Michelangelo Versaci, 14 anni e 8 mesi.

I giudici hanno inoltre riconosciuto una provvisionale di 15mila euro al Comune di Volpiano e di 10mila euro al Comune di San Giusto, ambedue patrocinati dall’avvocato Giulio Calosso. «Una sentenza - commenta - che ha confermato l’opportunità di costituirsi parte civile da parte dei Comuni sui quali insistono due storiche  locali di ‘ndrangheta che hanno causato un importante danno d’immagine».

Le condanne e le assoluzioni

Agresta Antonio (classe 1973),  condannato a 19 anni di reclusione

Agresta Antonio (classe 1960), condannato a 10 anni di reclusione

Agresta Domenico, assolto perché il fatto non sussiste

Agresta Francesco, condannato a 6 anni 10 mesi di reclusione

Agresta Michele, assolto per non aver commesso il fatto

Agresta Natale, condannato a 6 anni e 8 mesi di reclusione

Alvaro Domenico, condannato a 7 anni di reclusione

Andriani Nicola, condannato a 3 anni e 6 mesi di reclusione

Assisi Pasquale Michael, condannato a 5 anni di reclusione

Barbaro Antonio, condannato a 4 anni 8 mesi di reclusione

Barbaro Domenico, condannato a 5 anni 8 mesi di reclusione

Barbaro Francesco, condannato a 4 anni 4 mesi di reclusione

Barbaro Saverio, condannato a 2 anni di reclusione

Basile Vito Luigi, condannato a 1 anno 4 mesi di reclusione

Begaj Brulind, condannato a 1 anno 8 mesi di reclusione

Begaj Elez, condannato a 2 anni e 6 mesi di reclusione

Bernardo Daniele, assolto perché il fatto non costituisce reato

Carbone Giuseppe, condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione

Catanzariti Domenico Cosimo, condannato a 13 anni e 10 mesi di reclusione

Catanzariti Francesco, condannato a 7 anni e 4 mesi di reclusione

Catanzariti Pasquale, condannato a 6 anni e 8 mesi di reclusione

Cirelli Paolo, condannato a 3 anni di reclusione

Cristofaro Salvatore, assolto perché il fatto non costituisce reato

De Carne Nicola, assolto perché il fatto non costituisce reato

Di Pietro Gianluca, assolto per non aver commesso il fatto

Facchino Luigi, condannato a 10 anni e 2 mesi di reclusione

Falletta Lorenzo, assolto per non aver commesso il fatto

Ferlito Antonio Roberto, condannato a 5 anni e 2 mesi di reclusione

Ferlito Roberto, condannato a 5 anni e 2 mesi di reclusione

Filippini Francesco, condannato a 8 mesi di reclusione

Folinazzo Rossella, assolto perché il fatto non sussiste

Gambino Cinzia, assolto perché il fatto non costituisce reato

Gargivolo Michael, condannato a 5 anni di reclusione

Gatto Antonino, condannato a 6 anni di reclusione

Giacomazzi Stefano, assolto perché il fatto non sussiste

Iaconis Cosimo, condannato a 6 anni e 8 mesi di reclusione

Imbergamo Terenzio, condannato a 5 anni e 10 mesi di reclusione

Lampis Juri, condannato 3 anni e 4 mesi di reclusione

Macrì Francesco, condannato a 5 anni e 10 mesi di reclusione

Maggiore Alfio Giuseppe, condannato a 3 anni di reclusione

Maggiore Giuseppe, condannato a 2 anni di reclusione

Maggiore Orazio Valentino, condannato a 2 anni di reclusione

Martina Piero, condannato a 8 mesi di reclusione

Nanzenze Bunga Eliel, condannato a 1 anno e 4 mesi di reclusione

Nerbo Junior Giuseppe, condannato a 3 anni e 8 mesi di reclusione

Oneto Vincenzo, condannato a 3 anni di reclusione

Palmitesta Domenico Fabrizio, condannato a 4 anni di reclusione

Palumbo Salvatore Antonino, assolto per non aver commesso il fatto

Paparo Luciano, condannato a 6 anni e 8 mesi di reclusione

Pezzolato Bruno, condannato a 17 anni, 9 mesi e 10 giorni

Piccolo Antonio, condannato a 4 anni di reclusione

Priolo Francesco, condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione

Priolo Giusepe, condannato a 4 anni di reclusione

Redino Giuseppina, assolta per non aver commesso il fatto

Risiglione Deborah, assolta perché il fatto non sussiste

Risiglione Jermaine, assolta perché il fatto non sussiste

Romano Angelo Raffaele, assolto perché il fatto non sussiste

Romeo Giuseppe, condannato a 5 anni di reclusione

Salandin Emanuele, assolto perché il fatto non sussiste

Sergi Pasquale, condannato a 1 anno e 8 mesi di reclusione (sospensione condizionale della pena)

Siclari Sebastiano, condannato a 4 anni di reclusione

Solitano Alessandro, condannato a 5 anni e 8 mesi di reclusione

Versaci Giovanni, condannato a 6 mesi di reclusione

Versaci Michelangelo, condannato a 14 anni e 8 mesi di reclusione

Villani Alessandro, condannato a 3 anni di reclusione

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