NOLE. Benito Mussolini non è più cittadino onorario di Nole. Tutto nasce da un’idea, ispirata a quanto successo poco prima a Rivarossa, che aveva revocato la cittadinanza al dittatore. Poi le ricerche in archivio storico per capire se quell’onorificenza fosse stata concessa anche a Nole.
Infine la scoperta: con la delibera di consiglio 48 dell’8 giugno 1924 il Comune di Nole conferiva la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. Arrivati a questo punto, i consiglieri del gruppo “Costruire Futuro” hanno deciso di presentare una mozione in sala consiliare, con l’obiettivo di replicare quanto fatto a Rivarossa.
Così, durante il consiglio comunale del 5 luglio scorso, l’hanno letta e sottoposta alla votazione.“Considerata la tragica responsabilità storica del regime fascista nella soppressione sistematica delle libertà civili e nella repressione del dissenso e in virtù del sacrificio di tanti nolesi contro il fascismo, chiediamo di revocare quella delibera” ha detto Davide Arminio.
Da quel documento e dal contesto in cui è stato scritto, peraltro, si possono trarre due osservazioni. La prima: la delibera del ‘24 nonè stata assunta all’unanimità dal consiglio comunale, perché era assente quasi la metà dei consiglieri.
“La seconda - ha spiegato Arminio - fu che due giorni dopo i sicari fascisti rapivano e uccidevano il deputato socialista Giacomo Matteotti”. Un omicidio, dunque, che più di ogni altro evento costituì il simbolo dell’affermazione ormai sempre più definitiva e radicata della barbarie fascista.
“Votiamo con convinzione questa mozione - ha risposto il primo cittadino Luca Bertino dopo aver ricordato i nolesi che hanno sacrificato la propria vita per contrastare l’ascesa del fascismo - e conseguentemente i dà atto che è revocata la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini”.“Riteniamo molto positivo - commentano i consiglieri di Costruire il Futuro a posteriori - che il Consiglio abbia votato all’unanimità la nostra proposta di revoca della cittadinanza onoraria nolese a Benito Mussolini; nell’anno in cui cadono i 100 anni dalla marcia su Roma ci sembrava doveroso riaffermare i principi democratici e di libertà che condividiamo e difendiamo. Solo un mese fa abbiamo celebrato la posa delle pietre d’inciampo in memoria dei nolesi deportati nei lager, una delle tante cicatrici lasciate dal fascismo nelle vite di tantissimi italiani. Questa revoca è un forte segnale simbolico che vogliamo dare per confermare i valori dell’antifascismo della nostra comunità”.
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