È finita nei giorni scorsi all’aeroporto di Torino-Caselle “Sandro Pertini” la latitanza di un cittadino marocchino ritenuto uno dei promotori di un traffico illecito internazionale di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina e hashish. L’uomo, destinatario di un provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso dal Tribunale di Torino, è stato rintracciato e arrestato dalla Polizia di Stato non appena rientrato in Italia, dopo essersi sottratto all’esecuzione della misura lasciando il territorio nazionale.
L’arresto si inserisce nell’ambito di una più ampia operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino, guidata dal procuratore Giovanni Bombardieri, che nei mesi scorsi aveva portato all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e di arresti domiciliari nei confronti di sei persone, quattro cittadini marocchini e due italiani. Cinque di loro erano già stati arrestati dalla Squadra Mobile di Torino, mentre il sesto indagato, ora finito in manette, era riuscito a far perdere le proprie tracce rifugiandosi in Marocco.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo avrebbe gestito un traffico di stupefacenti su scala internazionale, facendo arrivare la droga in Italia attraverso spedizioni apparentemente lecite, affidate a vettori ignari del reale contenuto dei colli. Un sistema studiato per eludere i controlli e mascherare l’importazione delle sostanze, sfruttando canali commerciali ordinari per coprire operazioni illegali.
Le ricerche del latitante non si sono mai fermate e sono state estese anche all’estero, grazie all’attivazione dei canali di cooperazione internazionale di Polizia. Quando gli investigatori hanno appreso dell’imminente rientro dell’uomo in Italia, la Squadra Mobile ha predisposto un servizio mirato allo scalo torinese. All’arrivo del volo, con il supporto della Polizia di Frontiera, sono scattate le verifiche che hanno consentito di identificarlo e procedere all’arresto.
Dopo le formalità di rito, il cittadino marocchino è stato associato alla casa circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino, dove rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria. L’operazione conferma, secondo gli inquirenti, l’attenzione costante sul fronte del contrasto al traffico illecito di sostanze stupefacenti e il ruolo decisivo della collaborazione tra forze di polizia nazionali e internazionali nel rintracciare soggetti che tentano di sottrarsi alla giustizia.
Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dall’ordinamento, nei confronti dell’indagato vale la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva. Gli elementi raccolti dagli investigatori, tuttavia, sono stati ritenuti dall’autorità giudiziaria sufficienti a configurare gravi indizi di colpevolezza, tali da giustificare l’adozione della misura restrittiva.