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18 Febbraio 2026 - 11:29
Non è il ritorno che aveva immaginato. Lindsey Vonn lascia l’Italia dopo giorni di dolore, sala operatoria e silenzio forzato. La caduta nella discesa femminile dei Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina, lo scorso 8 febbraio, le è costata la frattura della tibia sinistra. Un colpo durissimo, arrivato poche settimane dopo la rottura del crociato rimediata a Crans Montana.
Quattro interventi chirurgici in pochi giorni all’ospedale Cà Foncello di Treviso, poi il lungo viaggio verso casa: terapia intensiva, ambulanza, aereo, ancora ambulanza. Un rientro tutt’altro che semplice per una delle icone più forti dello sci mondiale. L’infortunio, ha spiegato lei stessa, è stato «molto più grave di una semplice frattura» e richiederà un nuovo intervento alla gamba.
A 41 anni, la leggenda americana ha affidato ai social il racconto di queste giornate sospese. «Un enorme ringraziamento a tutti in Italia per essersi presi cura di me» ha scritto su Instagram annunciando il ritorno negli Stati Uniti. Parole semplici, ma cariche di gratitudine.
Il messaggio diventa ancora più intimo quando descrive la sua condizione fisica: «Non mi alzo in piedi da più di una settimana. Sono stata immobile in un letto d’ospedale dopo la gara. Anche se non sono ancora in grado di stare in piedi, tornare a casa è una sensazione fantastica».
Nel post ha pubblicato un video della degenza a Treviso, girato dalla sorella Karin Kildow. Immagini di pasti in ospedale, controlli medici, momenti di cura e piccoli gesti quotidiani lontano dalle piste e dai riflettori. «Grazie agli amici, alla famiglia, alla mia squadra e a tutto lo staff medico che mi sta aiutando a tornare me stessa» scrive ancora.
Poi la confessione più profonda, quella che racconta cosa resta quando le medaglie e le vittorie passano in secondo piano: «Sto lentamente tornando a vivere, tornando alle basi e alle cose semplici che contano di più: sorridere, ridere, amare. Questo video mi ha fatto piangere e mi ha riempito il cuore».
La campionessa che per anni ha sfidato le piste più estreme ora affronta una battaglia diversa, più lenta e silenziosa. Il rientro negli Stati Uniti segna solo l’inizio di un percorso di recupero lungo e complesso. Un nuovo intervento chirurgico l’attende, ma la determinazione non sembra averla abbandonata.
Non cammina ancora. Ma è tornata a casa. E, come ha scritto lei stessa, sta lentamente tornando a vivere.
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