AGGIORNAMENTI
Cerca
Attualità
11 Febbraio 2026 - 08:31
È venerdì 6 febbraio e Ivrea sembra già in preda a un’esplosione di colori, profumi e cori. Per le strade, gli stendardi delle varie squadre di aranceri sventolano come piccole fiammelle, e il vento porta con sé il profumo delle arance. Ogni angolo della città racconta una storia di festa e tradizione. E quando si attraversa il centro, il giallo e il verde degli Arduini è inconfondibile.
La loro sede è già illuminata: le luci calde riflettono sulle pareti, e dall’interno si sentono i primi cori, fragorosi e gioiosi, mentre qualcuno batte il ritmo con i piedi sul pavimento. Bussiamo alla porta e subito veniamo accolti da un’onda di calore umano: sorrisi, abbracci, pacche sulle spalle. Alcuni giovani lanciano un coro, altri iniziano a eseguire un "balletto" o "mossa del mostro".
La domanda è quasi ovvia: “Come vi state preparando per il Carnevale?”
Tra una risata e l’altra, la risposta arriva spontanea: “Mangiamo, beviamo, ridiamo… poi bisogna solo tirare le arance e divertirsi! Un po’ di cattiveria ci vuole, e anche un po’ di stupidità, eh!”
Entrando più in profondità nella sede, ci si accorge subito di quanto questa squadra sia viva: tra scaffali pieni di costumi giallo-verdi e vecchi stendardi, si percepisce una passione che attraversa generazioni. Le pareti raccontano la storia degli Arduini: fotografie ingiallite, ritagli di giornale e stemmi che parlano di sessanta anni di amicizia, entusiasmo e imprese carnevalesche.

Nati nel 1966, da quindici amici del Borghetto con pochi mezzi ma tanta voglia di fare, gli Scorpioni d’Arduino si distinsero subito per spontaneità e spirito combattivo. Le prime divise erano improvvisate, lo stemma una semplice corona rossa sul giallo, tanto che da lontano iniziarono a chiamarli scherzosamente “quelli della mano rossa”. Ma ben presto, grazie a simpatia, passione e all’appoggio dei veterani della Pantera Nera, arrivò il riconoscimento ufficiale e la piazza di battaglia, Piazza Ottinetti, divenne il loro regno.
Seduti intorno a un tavolo, tra panini e bicchieri, i giovani raccontano con orgoglio storie di cene e riunioni, di goliardia e di momenti di pura amicizia.
Ma la cosa più evidente è clima di famiglia: giovani e meno giovani ridono, scherzano, si scambiano consigli su come lanciare le arance al meglio, come coordinare cori e movimenti.
Quando ci alziamo per andare via, il coro si fa più forte, il balletto più energico, e si capisce che tra queste mura si respira qualcosa che va oltre il Carnevale: è la passione per Ivrea, per la storia, per la squadra e per la bellezza di tirare arance, ridere e sentirsi parte di qualcosa di unico. Tutto è pronto per il Carnevale 2026: gli Scorpioni d’Arduino stanno per tornare in piazza, pronti a trasformare la città in un mare giallo e verde.
Edicola digitale
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.