Cerca

Attualità

Scorpioni d’Arduino: giallo, verde e risate nella sede del Carnevale - VIDEO

È venerdì 6 febbraio e Ivrea già vibra: tra cori fragorosi, arance profumate e balletti improvvisati, la squadra degli Arduini si prepara a conquistare la piazza con entusiasmo e amicizia.

È venerdì 6 febbraio e Ivrea sembra già in preda a un’esplosione di colori, profumi e cori. Per le strade, gli stendardi delle varie squadre di aranceri sventolano come piccole fiammelle, e il vento porta con sé il profumo delle arance. Ogni angolo della città racconta una storia di festa e tradizione. E quando si attraversa il centro, il giallo e il verde degli Arduini è inconfondibile.

La loro sede è già illuminata: le luci calde riflettono sulle pareti, e dall’interno si sentono i primi cori, fragorosi e gioiosi, mentre qualcuno batte il ritmo con i piedi sul pavimento. Bussiamo alla porta e subito veniamo accolti da un’onda di calore umano: sorrisi, abbracci, pacche sulle spalle. Alcuni giovani lanciano un coro, altri iniziano a eseguire un "balletto" o "mossa del mostro".

La domanda è quasi ovvia: “Come vi state preparando per il Carnevale?”
Tra una risata e l’altra, la risposta arriva spontanea: “Mangiamo, beviamo, ridiamo… poi bisogna solo tirare le arance e divertirsi! Un po’ di cattiveria ci vuole, e anche un po’ di stupidità, eh!”

Entrando più in profondità nella sede, ci si accorge subito di quanto questa squadra sia viva: tra scaffali pieni di costumi giallo-verdi e vecchi stendardi, si percepisce una passione che attraversa generazioni. Le pareti raccontano la storia degli Arduini: fotografie ingiallite, ritagli di giornale e stemmi che parlano di sessanta anni di amicizia, entusiasmo e imprese carnevalesche.

Nati nel 1966, da quindici amici del Borghetto con pochi mezzi ma tanta voglia di fare, gli Scorpioni d’Arduino si distinsero subito per spontaneità e spirito combattivo. Le prime divise erano improvvisate, lo stemma una semplice corona rossa sul giallo, tanto che da lontano iniziarono a chiamarli scherzosamente “quelli della mano rossa”. Ma ben presto, grazie a simpatia, passione e all’appoggio dei veterani della Pantera Nera, arrivò il riconoscimento ufficiale e la piazza di battaglia, Piazza Ottinetti, divenne il loro regno.

Seduti intorno a un tavolo, tra panini e bicchieri, i giovani raccontano con orgoglio storie di cene e riunioni, di goliardia e di momenti di pura amicizia.

Ma la cosa più evidente è clima di famiglia: giovani e meno giovani ridono, scherzano, si scambiano consigli su come lanciare le arance al meglio, come coordinare cori e movimenti.

Quando ci alziamo per andare via, il coro si fa più forte, il balletto più energico, e si capisce che tra queste mura si respira qualcosa che va oltre il Carnevale: è la passione per Ivrea, per la storia, per la squadra e per la bellezza di tirare arance, ridere e sentirsi parte di qualcosa di unico. Tutto è pronto per il Carnevale 2026: gli Scorpioni d’Arduino stanno per tornare in piazza, pronti a trasformare la città in un mare giallo e verde. 

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori