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23 Gennaio 2026 - 12:13
Addio file in questura, il passaporto si fa alle Poste e il Piemonte accelera sulla svolta
La corsa contro code interminabili e appuntamenti impossibili per ottenere il passaporto prova a cambiare passo. Il Piemonte continua a spingere sul progetto Polis, che consente di richiedere e ottenere il passaporto direttamente all’ufficio postale, senza passare da questure e commissariati. A fare il punto sullo stato di avanzamento è stato il presidente della Regione Alberto Cirio, che a Roma ha incontrato i vertici del Ministero dell’Interno per definire il calendario delle prossime tappe.
L’incontro si è svolto al Viminale con Claudio Palomba, Capo del Dipartimento per l’amministrazione generale, e con i funzionari del Dipartimento. Al centro del confronto, l’estensione progressiva del servizio che punta a rendere più semplice e accessibile una delle pratiche più richieste dai cittadini, soprattutto dopo l’esplosione delle domande registrata negli ultimi anni.
Il progetto Polis è già una realtà concreta in buona parte del territorio piemontese. Attualmente il servizio è attivo nei Comuni sotto i 15 mila abitanti delle province di Alessandria, Cuneo, Novara, Vercelli e Torino, dove i cittadini possono presentare la richiesta di rilascio del passaporto allo sportello postale, riducendo tempi di attesa e spostamenti. Una novità che ha avuto un impatto significativo soprattutto nelle aree più periferiche, spesso penalizzate dalla distanza dagli uffici della Polizia di Stato.
Durante il vertice romano è stato definito anche il calendario delle prossime estensioni. Il 10 febbraio il servizio arriverà negli uffici postali dell’Astigiano e del Biellese, completando di fatto la copertura dei piccoli Comuni in quasi tutta la regione. Il 21 aprile, invece, sarà la volta del Verbano Cusio Ossola, territorio particolarmente sensibile al tema dei servizi di prossimità per via della sua conformazione geografica e della distanza dai principali centri amministrativi.

Si tratta di un passaggio importante in una regione caratterizzata da forti differenze territoriali. Se nei grandi centri urbani l’accesso agli uffici pubblici è più immediato, nelle zone montane e collinari la possibilità di svolgere una pratica come la richiesta del passaporto vicino a casa rappresenta un cambiamento concreto nella vita quotidiana. Non solo meno chilometri da percorrere, ma anche una riduzione della pressione sugli uffici delle questure, spesso sovraccarichi.
Il presidente Alberto Cirio rivendica il lavoro svolto negli ultimi mesi per portare il Piemonte dentro la sperimentazione nazionale e per ampliarne progressivamente i confini. «L’estensione del servizio ai Comuni sotto i 15 mila abitanti di tutte le province del Piemonte rappresenta il frutto di un lavoro che abbiamo portato avanti in questi mesi dapprima per inserire il Piemonte nella sperimentazione e poi per ampliare progressivamente i territori coinvolti», spiega. Un percorso costruito passo dopo passo, grazie alla collaborazione tra Regione Piemonte, Governo e Poste Italiane.
L’obiettivo dichiarato è duplice. Da un lato rendere le procedure più veloci e accessibili, dall’altro avvicinare i servizi ai cittadini che vivono lontano dai grandi centri. «Con l’obiettivo di rendere le procedure per la richiesta dei passaporti più veloci, più accessibili e vicine anche nelle zone più periferiche e lontane dai grandi centri urbani», sottolinea Cirio, evidenziando come il progetto risponda a una domanda reale e diffusa.
Ma lo sguardo è già rivolto al futuro. Una volta completata la copertura dei piccoli Comuni in tutte le province, il progetto Polis è destinato a compiere un ulteriore salto di scala. «L’estensione alle città più grandi è per noi il prossimo step», afferma il presidente della Regione. Un passaggio cruciale, che potrebbe incidere in modo significativo sulle liste d’attesa e sull’organizzazione del lavoro delle questure urbane. «Per alleggerire il lavoro delle questure e dei commissariati e per rendere il servizio sempre più capillare e agevole su tutto il territorio regionale», aggiunge.
Il coinvolgimento delle grandi città rappresenta infatti la sfida più complessa. Qui la domanda di passaporti è più elevata, ma anche il carico amministrativo è maggiore. L’idea di spostare una parte delle richieste sugli uffici postali potrebbe contribuire a riequilibrare il sistema, a patto di garantire standard adeguati e una gestione efficiente dei flussi.
In un periodo in cui la pubblica amministrazione è chiamata a semplificare e digitalizzare, il progetto Polis si presenta come un esempio di servizio di prossimità che utilizza una rete già esistente e capillare come quella delle Poste. Se la sperimentazione continuerà a dare i risultati attesi, il modello piemontese potrebbe diventare un riferimento anche per altre regioni.
Per ora, i cittadini del Piemonte vedono avvicinarsi un traguardo concreto: meno code, meno attese e un passaporto più facile da ottenere, a partire dallo sportello sotto casa. Un cambiamento silenzioso, ma destinato a incidere su uno dei rapporti più delicati tra cittadini e pubblica amministrazione.
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