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Chivasso
17 Dicembre 2023 - 01:09
Al grido di “Pace, pace, pace”, Chivasso risponde all’appello di Hanna Hanania, sindaco di Betlemme in Cisgiordania, che con una lettera all’omologo di Chivasso Claudio Castello, scritta con il Natale alle porte, chiedeva alla comunità globale di “agire con decisione per porre fine alle atrocità commesse e garantire una giustizia basata sulle risoluzioni di legittimità internazionale”.
In piazza della Repubblica, questo pomeriggio, sabato 16 dicembre, è andato in scena un presidio organizzato dal gruppo consiliare Liberamente Democratici e da una serie di associazioni chivassesi per chiedere la fine della guerra in Medio Oriente tra Israeliani e Palestinesi.

I rappresentanti dell’associazione Uniti per l’Integrazione
Non proprio numerosissimi, per la verità, i presenti, complice la concomitanza con altre manifestazioni, vedi la maratona Telethon, o il fatto che questo fosse l’ultimo weekend di shopping pre-natalizio. E a parlare di guerra e di pace, per molti, non è un tema conciliabile con la corsa ai regali.
Il presidio era organizzato da un gruppo di lavoro a cui hanno aderito le associazioni chivassesi tra cui Liberamente Democratici, Legambiente, Anpi, ACLI, CGIL, Movimento Federalista Europeo (MFE) e Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI). Al presidio c’erano anche i rappresentanti della comunità musulmana chivassese e dell’associazione “Uniti per l’Integrazione”. E’ intervenuto anche il vice sindaco Pasquale Centin con i colleghi di maggioranza Giovanni Scinica e Stefano Mazzer, entrambi del Pd.
“Abbiamo deciso di “rompere” il silenzio che grava anche nella nostra città sul conflitto Israelo-Palestinese - spiegano in una nota gli organizzatori -. Crediamo che sia giunto il momento di far sentire una voce solidale, dire NO alla guerra e alle atrocità a cui stiamo assistendo da più di due mesi a danno delle popolazioni israeliane e palestinese.

Claudia Buo consigliera comunale di Liberamente Democratici
Pace come difesa del diritto della dignità umana e del rispetto di tutti i popoli. Crediamo fortemente nella necessità di una sospensione immediata dell’uso delle armi e nell’organizzazione di una Conferenza Internazionale per la Pace per affrontare e risolvere le controversie. Soltanto con una mediazione non armata di tutti i belligeranti può essere trovata una soluzione alla guerra in Medio Oriente tra israeliani e palestinesi, che da oltre 70 anni, attraverso il susseguirsi incessante di tregue e conflitti, ancora non permettono di costruire una via per un progetto di convivenza e di rispetto della libertà e della dignità dei due popoli ad esistere e svilupparsi: solo costruendo la Pace saranno liberi. Ricordando a tutti noi chivassesi che siamo gemellati dal 2016 con Betlemme di Palestina e che questo gemellaggio rende ancor più forte il vincolo di fratellanza e sorellanza tra le due città”.
Per chi non lo sapesse, i rapporti tra Chivasso e Betlemme risalgono al 1966, quando la comunità parrocchiale dell’omonima frazione chivassese si gemellava con la parrocchia di Santa Caterina di Bethlehem.
I chivassesi di Betlemme tornarono dal viaggio in Terra Santa con un frammento della grotta della natività e con una statua del bambino Gesù che fu portata in Vaticano e benedetta da Papa Paolo VI.
I fedeli chivassesi, sotto l’altare della Chiesa di Betlemme, nel tempo realizzarono una grotta del tutto simile a quella di Terra Santa.

I partecipanti al presidio di oggi a Chivasso
Nel 2016, a cinquant’anni esatti da quel gemellaggio tra parrocchie, l’allora sindaco di Chivasso Libero Ciuffreda e il primo cittadino di Betlemme di Cisgiordania Vera Baboun siglarono un vero e proprio gemellaggio tra le municipalità.
Da qui la lettera di Hanna Hanania al collega Castello. E la conseguente manifestazione di oggi, la prima di altre che arriveranno. Possibilmente non a ridosso del Natale…
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