AGGIORNAMENTI
Cerca
05 Gennaio 2021 - 16:40
Da venerdì 1 gennaio il Comune di Traves è entrato a far parte dell’Unione Montana Alpi Graie. Il consiglio dell’Unione aveva approvato a settembre la modifica dello statuto per consentire l’accesso del nuovo comune, dopo che a giugno il Comune aveva deliberato - con voto unanime - la volontà di abbandonare l’Unione Montana Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone. Una scelta - aveva spiegato il sindaco Mario Cagliero - «non dettata da orientamento politico, dissapori o quant’altro ma dalla constatazione, maturata e rafforzata in questo periodo difficile, che solo una profonda identità culturale e di intenti può aiutare la difesa di tutti quei valori, propri del nostro territorio, che ci sono stati tramandati dal passato e che auspichiamo di trasmettere a chi verrà dopo di noi». Un po’ le motivazioni ch’erano state addotte già dal primo cittadino di Ceres Davide Eboli che, in anticipo di due anni, aveva portato a compimento lo stesso cammino.
Sono ormai accantonate anche le polemiche che avevano segnato l’uscita di Traves dall’Unione Valli di Lanzo, che non era stata comunicata in nessun modo fino al voto in consiglio. Il presidente del supercomune, il sindaco di Pessinetto Gianluca Toglietti, non l’aveva presa bene. «Mario Cagliero mi ha mandato un messaggio dopo il consiglio e poi il giorno successivo ha diffuso pubblicamente la sua decisione – aveva puntato il dito Togliatti -. Non si sapeva nulla, non abbiamo mai discusso sulla volontà di Traves di lasciare la nostra Unione. Non posso davvero fare altro che prenderne atto. In questi mesi abbiamo operato in piena emergenza ma fin qui il sindaco non ha mai esternato il suo malumore, mi diventa difficile fare una valutazione politica sull’uscita dall’Unione. Quando si fa parte di un ente territoriale bisogna sentirsi rappresentati, evidentemente Cagliero non sentiva Traves rappresentato all’interno dell’Unione. Ovviamente decisioni di questo tipo non fanno piacere, il territorio farà fatica ad accollarsi certe situazioni come fatto finora, ad esempio le convenzioni tra il Comune e l’Unione per il personale. Ci confronteremo più avanti, mi avrebbe fatto piacere che Cagliero mi evidenziasse almeno le criticità incontrate prima di prendere questa decisione».
Cagliero aveva evitato risposte perché «il territorio ha bisogno di serenità e distensione per portare avanti impegni e progetti, su cui sono impegnate entrambe le unioni».
A metà dicembre si era conclusa anche l’ultima querelle, con il Comune che aveva trovato la quadra con l’Unione sulla “proposta compensativa” per i debiti maturati da Traves nel corso degli anni. Una cifra che ammontava a circa 54mila euro, dei quali 46mila relativi ai consumi di acqua dovuti all’ex Comunità Montana. Il Comune ha rinunciato ai contributi annuali da 20mila euro relativi al 2018, al 2019 e al 2020 per compensare quei 46mila euro, proponendo di utilizzare la somma residua di circa 14mila euro per la realizzazione di un intervento di ripristino del tratto di rete di raccolta e scolo delle acque del Rio Crocetta, in Frazione Fontana. A inizio dicembre, intanto, il Comune di Traves ha comunicato l’avvenuto pagamento degli altri debiti, che ammontavano a circa 8mila 500 euro. L’Unione aveva poi accettato la proposta di Cagliero.
Edicola digitale
I più letti
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.