Lunedì 11 dicembre, i giudici, della quinta sezione del Consiglio di Stato di Roma, presieduti da Fabio Franconiero, hanno rigettato l’istanza di revoca della sentenza attraverso cui lo stesso Consiglio di Stato presieduto dal giudice Carlo Saltelli nella seduta del 19 dicembre del 2017, aveva accolto il ricorso presentato dal “Consorzio Grandi opere” di Caserta. All’indice un appalto di 20 anniper la manutenzione del patrimonio urbano (85 immobili e 200 km di strade) e delle aree verdi affidato da Patrimonio (azienda partecipata al 100% dal comune), a Ma.Nu per 72 milioni di euro totali.
Insomma, il bando sulle manutenzioni è da rifare. Ma non basta, la Patrimonio infatti, dovrà pagare anche le spese legali della controparte (circa 5 mila euro).
A suggerire all’Amministrazione comunale di scrivere al Consiglio di stato per dire loro che la sentenza era sbagliata erano stati i consulenti legali, costati la bellezza di 40 mila euro. Vista oggi, una scelta disperata.
La “grana” era scoppiata perchè Ma.Nu che altro non è che una società di proprietà di Patrimonio al 51% e peril 49% in mano ad un’associazione temporanea di imprese composta dal “Gruppo Cribari” e della “Cooperativa Viridia” entrambe con uffici a Settimo Torinese non avrebbero avuto le capacità economico finanziarie per partecipare e vincere la gara.
La notizia manco a dirloha scatenato tutte le opposizioni.“I soldi impiegati in questa istanza di revoca potevano essere risparmiati - è subito andato all’attacco il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, Massimo Del Vago. - Hanno fatto una prima cappella con il bando e una seconda con l’istanza di revoca che non stava in piedi e noi l’avevamo detto. Sarebbe stato meglio mettere in piedi un nuovo bando. Ora spero che la giunta, prima di procedere, si confronti con tutto il consiglio. Se hanno intenzione di rifare il bando oggi è bene parlarci, io sono disponibile anche durante le vacanze. Altrimenti lo farà la prossima giunta”.
Durissimo il capogruppo di Forza Italia, Felice Scavone. “Ancora una volta - commenta - hanno sbagliato tutto. Mi auguro che cambino atteggiamento. Ora spero che i lavori necessari siano messi a gara senza affidare tutto sempre alle stesse aziende, sotto soglia.Se fanno così mi incavolo. Per non parlare dei 50 mila euro spesi per gli avvocati per un ricorso senza senso”.
Più pacato, invece, il commento dell’assessore alle partecipate, Sergio Bisacca. “L’istanza di revoca era un’opportunità, purtroppo non è andata a buon fine. Per fortuna, il giudizio di merito sul bando è buono e rimetteremo, quindi, insieme la procedura. Spacchettare il bando? Non spetta alla politica, sono questioni tecniche. Valuteranno sempre loro come sarà meglio proseguire per i lavori di manutenzione che saranno necessari nei prossimi mesi. Nessun problema, invece, per quelli che sono stati già affidati come la pulizia in caso di neve”.
Dal canto suo, infine, la Patrimonio si impegnerà a garantire “il regolare svolgimento delle indispensabili attività tecnico/manutentive necessarie alla Città di Settimo Torinese e nel contempo, i tecnici coadiuvati dai legali, predisporranno gli atti necessari per procedere ad una nuova gara ad evidenza pubblica secondo quanto previsto dalla normativa vigente in materia”.
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