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SETTIMO. "Niente assembramenti! Rinviamo il consiglio comunale"

SETTIMO. "Niente assembramenti! Rinviamo il consiglio comunale"

mencobello

Il consiglio comunale non s’ha da fare, c’è l’emergenza Coronavirus. Questa la richiesta che arriva, in coro, da tutti i rappresentanti della minoranza. Insomma, secondo le opposizioni, non ci sono le condizioni per approfondire l’argomento e nemmeno quelle di “sicurezza sanitaria” per ritrovarsi tutti e 25 in sala consiliare. Al centro della discussione c’è la seduta che dovrebbe andare in scena il 26 marzo, preceduta da una commissione, il 19 marzo, per l’approvazione di un unico punto: un ulteriore rinvio per quanto riguarda l’acquisto delle azioni di Seta da parte del Comune. Una discussione che, ormai, va avanti da mesi e riguarda l’acquisto delle azioni di Seta in capo al Bacino 16. Il primo a puntare il dito contro l’amministrazione è il capogruppo della Lega, Antonio Mencobello. “Apprendo con rammarico - spiega - e stupore, alla luce delle parole allarmanti dei rappresentanti della categoria medica presenti nella conferenza capigruppo di martedì e delle restrizioni consigliate e talora imposte alla libertà di movimento e assembramento delle persone a causa della gravissima situazione generata dal covid19, che sarebbe in agenda una commissione e un consiglio comunale con all'odg proposta di delibera in relazione alla vicenda SETA. A tal fine, se la Giunta riterrà, potrà assumere in via d'urgenza ed emergenza i provvedimenti che riterrà da sottoporre a ratifica del consiglio nei 60 giorni successivi, assumendosene la responsabilità, posto che il ritardo non è imputabile al nostro consiglio, evitando di esporre i singoli consiglieri a rischio di contagio e violazione delle prescrizioni”. Per Mencobello, poi, non ci sarebbero le condizioni per approfondire il tema. “L’ eventuale decisione di tenere commissioni e/o consiglio comunale sul tema in esame, oltre che rappresentare una grave mancanza di rispetto nei confronti dello scrivente, capogruppo del primo partito politico nella città di Settimo Torinese, anche una grave violazione della normativa generata dall'epidemia in corso. Locali pubblici ove verrebbero tenute le riunioni e assemblea certamente non in regola con le prescrizioni del caso. Ove si pensi, poi, all' adozione di soluzioni tecniche da remoto, ciò impedirebbe una ampia e efficace discussione della vicenda in parola il cui approfondimento risulta oltremodo necessario anche al fine di rendere ben consapevoli i consiglieri in relazione alla personale, assai delicata, decisione da assumere”. Sul suo stesso piano ci sono anche gli altri esponenti della minoranza. “Dovremmo essere i primi - commenta la Ruzza - ad evitare situazioni che entrino in conflitto con lo spirito della del decreto. Poi, il tema, richiederebbe un ampio dibattito politico che oggi, per evidenti motivi, non puo’ essere affrontato. Ricordiamoci che, a novembre, proprio su questo tema, l’opposizione non partecipò neanche al voto”. Dura anche la consigliera di Insieme per Settimo, Rosa Catenaccio. “Parlo da medico - spiega - la sala consiliare è coperta da una moquette in condizioni sgradevoli, non è pulita. In periodi normali si tratta “solo” di scarso igiene mentre invece oggi diventa un problema. La sala andrebbe, come minimo, sanificata. Si pone un problema medico, ci troviamo di fronte ad una struttura inadeguata. Poi, chiediamo di bloccare gli assembramenti e convochiamo il consiglio comunale? Non mi sembra una cosa molto corretta, è una scelta diseducativa, si rimandi tutto a tempi migliori”. Dello stesso avviso, infine, anche il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Massimo Del Vago. “Oggi - commenta - di certo non ci sono le condizioni per approfondire un tema così delicato”. Dura la replica dell’assessore al bilancio, Luca Rivoira, che sminuisce così le polemiche delle opposizioni. “Per quel che mi riguarda - commenta - le opposizioni possono anche stare a casa, così facciamo prima. Noi abbiamo approvato una delibera in consiglio a novembre che sospendeva l’acquisto delle azioni fino a fine marzo, ora dobbiamo prorogare quella sospensiva fino a luglio che è il tempo limite che si sono dati i Comuni. La delibera è del consiglio e quindi deve essere fatta di nuovo dal consiglio. Ora stiamo anche verificando la possibilità di fare il consiglio da remoto con il voto tramite Pec, stiamo aspettando una risposta dalla Prefettura in merito. La commissione, in ogni caso, si farà da remoto, giovedì. Non fare quella delibera vorrebbe dire creare una incongruenza contabile. Poi, voglio dire, la minoranza ha detto prima che andava bene, poi che non andava più bene, posso fidarmi di persone così? Che escono dalla sala e cambiano idea dopo aver parlato con qualcuno. La verità è che ci troviamo di fronte ad una polemica ridicola, nella sala consiliare, considerando anche le sedie del pubblico, ci sono tutte le condizioni di sicurezza necessarie per la distanza, vogliono solo far saltare la delibera”.
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