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SAN BENIGNO CANAVESE. Culasso dice NO al biometano, cosa farà Città Metropolitana?

BIOMETANO SAN BENIGNO. No, no e ancora no. Nettissima la presa di posizione del sindaco Giorgio Culasso contro il progetto della società “Canavese Green Energy” per la realizzazione di un impianto di trattamento rifiuti sulla Sp81, ad un chilometro e duecento metri dal centro di San Benigno. Un impianto che tratterebbe 60mila tonnellate all’anno di Forsu, cioè della frazione organica dei rifiuti urbani, il cosiddetto “umido”, e 20mila tonnellate annue di “verde”, inoltre produrrebbe biometano e compost.

La stroncatura del progetto è arrivata nella serata di venerdì durante l’incontro tra l’Amministrazione comunale e i cittadini. Culasso ha raccontato ai tantissimi presenti le fasi del lungo iter burocratico cominciato ad aprile, con la richiesta di insediamento presentata dalla società in Città Metropolitana l’1 di aprile. Un progetto del quale gli amministratori di San Benigno sono venuti a conoscenza a maggio. Il 2 luglio l’ex provincia ha chiesto al Comune un parere sulla compatibilità urbanistica ma la squadra di Culasso ha precisato di non poterlo dare a causa della carenza di documentazione presentata dalla società. Il 27 agosto la Canavese Green Energy ha integrato i documenti, che sono entrati in possesso del Comune il 7 settembre. «Abbiamo istituito un gruppo di lavoro e li abbiamo esaminati a fondo, non sono conformi con quanto richiesto - ha spiegato il sindaco -. Per questo motivo dichiariamo la nostra contrarietà al progetto, che formalizzeremo nella seduta di consiglio comunale di martedì (questa sera NdR)».

Sono diverse le motivazioni che hanno fatto propendere l’Amministrazione per il “no”, a partire dai vincoli urbanistici del Piano Regolatore per arrivare ad una serie di “incongruenze” tecniche che il gruppo di lavoro comunale ha riscontrato in varie parti del progetto. Culasso si è detto inoltre dubbioso sul fatto che una società con capitale sociale di soli 10mila euro possa portare agilmente a compimento un progetto mastodontico come questo, che richiederebbe un investimento plurimilionario. Altra preoccupazione riguarda l’inquinamento, visto che la Forsu arriverebbe presumibilmente anche da fuori Piemonte, con un traffico di tir elevato sulle strade canavesane. 

All’evento erano presenti anche i referenti del Comitato “Mai sulla nostra testa”, che hanno rimarcato la mancanza di comunicazione da parte dell’Amministrazione ma al contempo si sono detti entusiasti della posizione assunta dal sindaco. Il Comitato nei giorni scorsi ha superato le 2mila firme raccolte contro la realizzazione dell’impianto.

L’ultima parola spetta però a Città Metropolitana, non al Comune e nemmeno ai cittadini, che possono esprimere solo pareri e presentare osservazioni. Ma anche su questo Culasso è stato chiaro, con parole che sanno di dichiarazione di guerra. «La prossima settimana ci rivolgeremo ad un avvocato - ha concluso il sindaco -. Se Città Metropolitana passerà sulle nostre teste e non terrà conto del nostro “no”, allora faremo ricorso al Tar». Intanto già diversi sindaci del circondario, da Chivasso a Volpiano, si sono dichiarati sostenitori della battaglia di San Benigno. Una battaglia che si preannuncia lunga ed estenuante.

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