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03 Maggio 2021 - 18:41
Il 2 aprile del 2020 l’Italia era in piena emergenza Covid, gli ospedali erano allo stremo, e nessuno sapeva che pochi giorni dopo sarebbe stato annunciato «il lancio di un nuovo test sierologico per rilevare la presenza di anticorpi nei pazienti infettati dal Sars-Cov-2», che la DiaSorin di Saluggia - società quotata in Borsa - aveva realizzato in collaborazione col San Matteo di Pavia. Annuncio che avrebbe fatto lievitare le azioni DiaSorin del 5-7% in poche ore.
Che non lo sapesse proprio nessuno non è esatto: lo sapevano in pochi. Tra questi Carlo Rosa, amministratore delegato di DiaSorin, e Alessandro Venturi, presidente del Policlinico “San Matteo” di Pavia.
Secondo la Procura della Repubblica di Milano i due avrebbero avvisato con qualche giorno di anticipo colleghi e amici, permettendo loro di acquistare pacchetti di azioni e di rivenderle pochi giorni dopo a un prezzo più alto. Per questo i pm milanesi Stefano Civardi e Giordano Baggio, in un avviso conclusione indagini notificato nei giorni scorsi, accusano Rosa e Venturi di insider trading. Mentre sugli altri soggetti coinvolti (insider secondari) eventualmente indagherà la Consob.
A scrivere il messaggio del 2 aprile è proprio Venturi; si rivolge al collega Andrea Gambini, presidente del Besta, altro polo di eccellenza milanese, che a sua volta lo comunica a un consigliere dell’ospedale, Francesco Bombelli: «Se vuoi fare l’investimento che ti ho detto entro le 17:30». Gambini, per i pm, acquista 130 azioni il giorno 2 e le rivende l’8 aprile intascando 1500 euro; Bombelli ne acquista 150 il 6, le rivende l’8 aprile e in due giorni guadagna 1300 euro.
E Rosa? L’ad di DiaSorin già il 26 marzo avvisa l’amico Carlo Ciceri: «Tre settimane e lanciamo il test»; Ciceri fa subito incetta di azioni per poi ripetere l’operazione il 6 aprile, e intascare più di 2700 euro.
Dalla DiaSorin una portavoce ha però smentito la ricostruzione dei pm, spiegando che l’ad Rosa non avrebbe anticipato alcuna informazione privilegiata perché la notizia della validazione del test era stata comunicata in precedenza in alcune trasmissioni televisive.
A dare una svolta alle indagini del Nucleo speciale di polizia valutaria e Nucleo di Pef della Guardia di Finanza milanese sono stati i cellulari sequestrati a settembre dai colleghi di Pavia ad alcuni vertici della sanità lombarda e della Regione (compreso il governatore Fontana). L’intenzione era quella di ricostruire le chat di whatsapp che Venturi, indagato a Pavia per peculato e turbata libertà nella scelta del contraente, aveva cancellato per «depistare le indagini». L’inchiesta pavese si concentra sempre sull’accordo tra San Matteo e DiaSorin, che sarebbe stata favorita rispetto alle aziende concorrenti per via dei «legami politici» con la Lega. Un accordo che però, a dicembre, è stato definito “legittimo” dal Consiglio di Stato.
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