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25 Marzo 2019 - 15:58
Roberto Bonome, candidato sindaco della Lega
Ingegnere, 37 anni. Volto nuovo della politica, figlio di quel Michele, conosciuto da tutti come Renzo, che fu tra i fondatori della Lega Nord di Rivarolo Canavese. Roberto Bonome è il candidato sindaco della Lega alle prossime elezioni comunali. “Ho accettato la proposta che mi è giunta dai vertici del partito per provare a fare qualcosa per la nostra città - comincia -. Voglio mettermi in gioco per provare a portare nella realtà amministrativa rivarolese le stesse idee per le quali si sta battendo la Lega a livello nazionale”...
Bonome, che voto si merita l’Amministrazione Rostagno?
Non voglio dare voti ma posso dire che Alberto è una persona eccellente, lo stimo molto, ma a livello amministrativo non ha eccelso, anzi ha lasciato un po’ a desiderare.
Cos’ha sbagliato questa amministrazione?
Non ha posto attenzione alle tante tematiche per le quali i rivarolesi si lamentano continuamente, ad esempio il decoro urbano, la viabilità, gli arredi, la pulizia.
Ma in questa Amministrazione c’è stata anche la Lega...
Sì, l’assessore Claudio Leone e il consigliere Daniele Intravartolo, persone pulite e coerenti. Sicuramente si sono trovati di fronte alla difficoltà di fare parte di una maggioranza e di una giunta a trazione di centrosinistra. So che Claudio ha cercato molte volte di mediare per portare a casa il risultato, con successo.
Leone e Intravartolo si ricandideranno?
In questa fase ci stanno dando una grande mano, ma per quanto riguarda la lista, i nomi definitivi non ci sono ancora. Abbiano una rosa di potenziali candidati, faremo valutazioni nelle prossime settimane.
Rostagno ha parlato di due leghe a Rivarolo, una più mite legata a Leone, che avrebbe voluto continuare ad amministrare con lui, e una “più aggressiva”, legata al segretario Frijia, che invece ha voluto andare per conto suo e ha prevalso. È così?
Non ci sono due leghe, c’è una Lega formata da diverse persone, ognuna ha il suo modo di relazionarsi. Io penso che nel partito ci sia un bell’equilibrio, le decisioni vengono prese serenamente, sono condivise. Probabilmente la dichiarazione di Rostagno è determinata dal fatto che ci fossero punti di vista differenti nel trovare un accordo di aggregazione delle liste. Chi aveva un’idea e chi un’altra, Rostagno ha chiaramente tenuto le parti dell’idea che più auspicava.
Credi sia giusto correre come lista con il simbolo di partito o avresti preferito rimanere in coalizione con Rostagno?
Non ho avuto modo e possibilità di confrontarmi più di tanto con Alberto per fare delle valutazioni.
Alla Lega si è unito, invece, il gruppo di Muovi Rivarolo...
Che ha spostato in pieno le ideologie di partito. Guardavano già politicamente verso di noi, non si è trattato di una scelta opportunistica. “Muovi Rivarolo” per noi rappresenta un valore aggiunto in termini di idee e di persone.
Chi vorresti come vice sindaco?
Prima pensiamo a formare la lista. Poi, dovessimo essere eletti, guarderemo alle competenze, ai risultati, alla voglia di collaborare e di fare gruppo.
Dai un voto alla Rivarolo attuale...
Non siamo sulla sufficienza, li rimando a settembre. Ma ormai le sue carta Rostagno se l’è giocate, ha avuto 5 anni di tempo.
Nel nome della lista di Rostagno non c’è più “Rinasce”, perché il sindaco sostiene che la città sia rinata. Cosa ne pensi?
Secondo me Rivarolo non ha bisogno di un nome nuovo tutte le volte. Ha bisogno di idee nuove, di un cambiamento sostanziale.
Con Bonome che Rivarolo sarebbe?
Spero di poter essere intervistato fra 5 anni e raccontare quanto di buono si è riuscito a fare. Una cosa è certa: non siamo per le promesse stratosferiche, per i voli pindarici. Semplicemente perché sono irrealizzabili. Noi portiamo avanti “Idee semplici e di buon senso”. Uno slogan che sembra una frase fatta ma non lo è, perché a Rivarolo mancano tante cose semplici. Lavoreremo con le idee chiare, con progetti realizzabili, cercando di portare a casa il miglior risultato possibile ma tenendo sempre i piedi per terra. Non faremo promesse mirate a guadagnare qualche voto. Spero che i rivarolesi abbiano voglia di credere in queste idee semplici e di buon senso, e non in promesse stratosferiche e irrealizzabili.
Qual è secondo te la priorità di Rivarolo?
Come ho detto, serve concentrarsi su arredi e decoro urbano, ma sarà anche importante sostenere il commercio.
Un sogno in particolare?
Non posso amministrare 5 anni con un unico obiettivo, ma una bella riqualificazione del polisportivo non sarebbe per niente male.
A livello di opere cosa ti piacerebbe fare?
Promettere adesso non è corretto, ci sarà modo di parlarne quando avremo definito il programma elettorale.
La Lega vincerà le elezioni?
Lo spero. Stiamo lavorando per questo, ma non partiamo già adesso con l’idea di avere vinto, non siamo strafottenti.
Di quale delle altre forze in campo avete più paura in termini elettorali?
Lo dico anche se magari è anti-elettorale: io non voglio solo sconfiggere l’avversario, voglio fare qualcosa per Rivarolo. Non baso la mia campagna elettorale sul promettere qualcosa in più degli altri.
Chi pensi possa ottenere maggiore consenso, delle altre forze in campo?
C’è Vittone, c’è Rostagno. C’è la lista Riparolium, già trita e ritrita. Un centrodestra che non riconosco, che non fa per me.
Dopo i fatti del commissariamento ritieni opportuna una candidatura a sindaco di Bertot?
Con tutto quel che è successo, magari un pensiero a non metterci la faccia l’avrei fatto. Però è libertà di ognuno provarci.
Cosa vi contraddistingue dalle altre forze politiche?
Ci presentiamo alle elezioni con un simbolo e una lista nuova, stiamo cercando di portare una ventata di aria fresca in città, sperando che l’elettore in cabina elettorale possa pensarla così: “Basta, sono stufo di quel che ho già visto, proviamo a dare l’opportunità a qualcuno di nuovo”. Gli altri ci hanno già provato, sono in amministrazione da anni. Se quel che c’è stato non è piaciuto, i rivarolesi devono avere il coraggio di voltare pagina.
Lodo Asa e contenzioso Rivarolo Futura. L’Amministrazione ha lavorato bene?
Sul primo tema la soluzione ancora non c’è, mentre sul secondo penso che l’Amministrazione abbia fatto il possibile, con coscienza, per chiudere la partita.
Ti senti un po’ un Salvini a livello comunale?
Salvini ha appeal, è una persona che politicamente mi piace tantissimo. Certo è difficile riportare a livello comunale le politiche che sta promuovendo a livello nazionale, ma agirò con il suo modus operandi. Se Salvini dice “prima gli italiani”, io nel mio piccolo voglio dire “prima i rivarolesi”. È il motivo per cui ho accettato la candidatura.
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