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PONT CANAVESE. La casa di riposo chiude. Venti ospiti da trasferire

PONT CANAVESE. La casa di riposo chiude. Venti ospiti da trasferire

Bruno Riva, sindaco di Pont; Sandra Bonatto, minoranza di Pont

PONT CANAVESE. La casa di riposo di Pont sta per chiudere? Il pericolo è concreto ed incombente. Eppure lo si è saputo soltanto da poco tempo e quasi per caso: se ne parlava da qualche giorno in paese e se n’è discusso ampiamente in consiglio comunale ma nessuna comunicazione ufficiale è ancora arrivata dall’ASL.

Il sindaco Bruno Riva  ha affrontato la questione nel corso delle sue “Comunicazioni” di fine seduta ed il confronto si è fatto subito rovente, rivelando problemi pregressi dei quali i cittadini non erano a conoscenza e che si sono aggravati nel corso del tempo perché non affrontati adeguatamente

Sono problemi di due tipi: uno economico-finanziario, l’altro strutturale. Da un lato vi è la decisione, comunicata dal CISS 38 nel 2019, di ritirare la propria compartecipazione; dall’altro le condizioni dell’edificio, che a quanto pare risultano pessime. Al momento  ospita 20 persone in luogo delle 40 che poteva accogliere in precedenza. Secondo la capogruppo di minoranza Sandra Bonatto i motivi sono   economici: “Avere 20 ospiti in un piano e solo 2 nell’altro non era conveniente”. Secondo l’assessore ai Servizi socio-sanitari Marisa Satta sono legati alla sicurezza: “Non è idoneo per 40 persone”. Il suo predecessore Eugenio Reinaudo ha spiegato che si era anche pensato di utilizzare il terzo e quarto piano per l’emergenza abitativa visto che nessun comune del CISS 38 ha posti a disposizione per situazione del genere, ma non lo si è potuto fare a causa del Covid.

Tutti sono d’accordo che si tratti di un  grosso problema ed il consigliere di maggioranza Stefano Pegoraro ha auspicato una collaborazione tra i due gruppi, lasciando da parte accuse e recriminazioni. Anche il vicesindaco Motto ha parlato dell’opportunità  di lavorare tutti insieme ma  non  pare facile vista l’atmosfera sempre così elettrica.

Una convenzione sciolta in anticipo

Come ha spiegato il sindaco  e confermato il suo predecessore, nel 1999 l’allora amministrazione  comunale aveva stipulato una convenzione con l’ASL, cedendole per 30 anni l’edificio dell’ex-ospedale, che ospitava la RSA.  L’Asl a sua volta aveva stipulato una convenzione con il CISS 38 per la gestione della struttura ed il CISS l’aveva affidata ad una cooperativa. La convenzione fra Comune di Pont ed Azienda Sanitaria Locale ha durata trentennale per cui scadrà alla fine di questo decennio (ma sembra che non siano previste penali in caso di recesso anticipato) mentre quella fra ASL e CISS scadrà nel prossimo mese di dicembre.

L’attuale maggioranza afferma che la decisione del CISS 38 era stata comunicata già nel 2019 e ripetuta in successive occasioni; Coppo parla invece di “luglio od agosto 2020” ed aggiunge che “l’ASL si sarebbe potuta sostituire al CISS accollandosi la spesa ma  non in quel momento visto che eravamo sotto  elezioni”. 

Secondo l’ex-sindaco la causa della probabile chiusura è che “il personale in servizio non può fare determinati tipi di lavoro per motivi di salute” mentre l’assessore Satta sostiene che questa questione il CISS avrebbe potuto risolverla e che è molto più grave l’altro problema.   

Riva ha spiegato di aver chiesto nello scorso maggio un incontro all’allora commissario dell’ASL TO4 Luigi Vercellino dal quale aveva ricevuto rassicurazioni: la gestione della RSA sarebbe stata riaffidata con un bando. All’incontro aveva preso parte anche Eugenio Reinaudo (allora ancora in giunta) che ha confermato. Pochi giorni dopo però Vercellino era stato improvvisamente sostituito ed al suo posto era stato nominato direttore generale Stefano Scarpetta, così il meccanismo si era bloccato. 

Casa di riposo, un edificio trascurato

Al problema dei costi di gestione della RSA si affianca quello dell’inadeguatezza strutturale dell’edificio dell’ex-ospedale. Il sindaco e la giunta ne sono venuti a conoscenza meno di due mesi fa ed in modo tutt’altro che ufficiale. “In agosto – ha raccontato Rivaalcuni cittadini che risiedono nei pressi di quell’area hanno visto persone che si muovevano sul tetto e sostituivano delle tegole. Mi hanno avvisato ed ho telefonato a Scarpetta, che molto gentilmente si è prestato a venire a Pont. L’incontro si è tenuto quattro settimane fa, venerdì 10 settembre, e gli abbiamo chiesto lumi sul futuro della RSA e sulla situazione dell’edificio: il 14 agosto era stata effettuata una verifica molto molto attenta, della quale ufficialmente non conosciamo ancora l’esito”. Ufficialmente no ma in concreto sì: “Da fonti informali – ha aggiunto Marisa Satta - sappiamo che la situazione è molto grave”. 

Da quell’orecchio Coppo non ci sente e non ha fornito risposte, limitandosi a dire: “Fino all’estate 2020 nessuno è mai venuto a lamentarsi di questo”. Quindi si è gettato nel consueto sermone nei confronti del  suo successore, che considera un inetto perché non ha il suo stesso modo di agire: “Al di là degli aspetti strutturali, che non ci competono, il recesso del Ciss è una questione che andava affrontata politicamente, con accordi verbalizzati, non a voce. Nei rapporti fra amministrazioni si scrive, si fanno dei verbali. Con il passaggio di consegne avevo consegnato una radiografia delle cose da fare. Non avete fatto nulla! Per un anno siete venuti qui a parlate di tutto, anche di questioni personali ma in base alle voci che circolano fra un mese manderanno via i degenti”.  

E’  la stessa accusa che la maggioranza ha mosso a lui. “La convenzione del ’99 – ha sottolineato il sindaco - prevedeva verifiche annuali. Nell’ultimo decennio il Comune ha controllato che venissero davvero effettuate?  Un degrado del genere non si crea in un anno”.  

L’assessore al Bilancio Marina Barinotto ha  precisato che i controlli del 2014 e 2019 avevano evidenziato criticità notevoli  ma che i lavori prescritti erano stati effettuati solo in parte. “Dove sono i verbali di queste verifiche? – ha incalzato la Satta - Li abbiamo cercati dovunque senza trovarli. O sono spariti o non sono stati redatti. Se si fosse provveduto per tempo forse la situazione non sarebbe così tragica. E’ un altro peso che sta cadendo sull’attuale amministrazione!”. 

Alla Bonatto che affermava : “A me risulta che, quando si riscontrano problemi strutturali, mentre ci si mette in regola vengono bloccati i nuovi ingressi ma gli ospiti già presenti rimangono”, il sindaco ha ribattuto:  Non se i lavori riguardano il 90% della struttura!”.

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