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Cronaca

Amianto abbandonato in strada, a Regio Parco l’illegalità sfida la salute pubblica

In via Monteverdi tornano gli scarichi abusivi di materiale edile pericoloso nonostante le barriere. I pericoli per la salute, le responsabilità penali e un’emergenza che si ripete

Amianto abbandonato

Amianto abbandonato in strada, a Regio Parco l’illegalità sfida la salute pubblica

Ancora una volta rifiuti pericolosi lasciati sull’asfalto, ancora una volta lastre di amianto abbandonate senza alcuna precauzione in un’area urbana. Succede a Regio Parco, nel tratto compreso tra via Sempione e via Monteverdi, una zona che da anni convive con il problema degli scarichi abusivi di materiale edile e che questa mattina si è risvegliata con l’ennesimo episodio di degrado e potenziale pericolo sanitario.

La documentazione fotografica mostra chiaramente lastre riconducibili ad amianto depositate lungo la carreggiata, in un punto già più volte finito al centro di segnalazioni e polemiche. Un gesto che non è soltanto incivile, ma che espone residenti e passanti a un rischio concreto. L’amianto, se danneggiato o deteriorato, può rilasciare fibre microscopiche che, se inalate, sono responsabili di gravi patologie come asbestosi, mesotelioma pleurico e altre forme tumorali dell’apparato respiratorio. Il pericolo aumenta proprio quando il materiale viene movimentato, rotto o lasciato all’aperto, come accade negli abbandoni illegali.

Negli anni scorsi, per arginare una situazione diventata cronica, l’amministrazione aveva deciso di interdire il tratto tra via Sempione e via Monteverdi mediante New Jersey in cemento, con l’obiettivo di impedire l’accesso ai veicoli e fermare gli scarichi incontrollati. Una misura che aveva ridotto il fenomeno, ma che oggi mostra tutti i suoi limiti. Il varco lasciato aperto per consentire l’accesso ai mezzi di una ditta impegnata in lavori nella zona viene infatti utilizzato anche da chi approfitta della mancanza di controlli per liberarsi illegalmente di rifiuti edili.

Questa mattina è partita l’ennesima segnalazione alla Polizia Municipale e ad Amiat, chiamate a intervenire per la rimozione e la messa in sicurezza dell’area. Ma il timore, condiviso da chi segue la vicenda da tempo, è che senza una vigilanza costante e senza soluzioni strutturali il problema possa tornare ad assumere le dimensioni di qualche anno fa.

Dal punto di vista normativo, la legge è chiara. L’abbandono di rifiuti pericolosi, e in particolare di amianto, è vietato dal Testo Unico Ambientale (decreto legislativo 152/2006) e comporta responsabilità penali. Chi smaltisce illegalmente amianto rischia sanzioni severe, che possono includere ammende elevate e l’arresto, oltre all’obbligo di bonifica dei luoghi contaminati. Il materiale deve essere rimosso e conferito esclusivamente tramite ditte autorizzate, seguendo procedure rigide di imballaggio, trasporto e smaltimento in discariche specializzate o impianti certificati.

Non si tratta quindi di una semplice violazione amministrativa, ma di un reato che mette a rischio la salute collettiva. Un aspetto su cui insiste anche il capogruppo di Fratelli d’Italia, che torna a chiedere controlli più incisivi e l’installazione di telecamere di sorveglianza nel tratto interessato per individuare i responsabili. Richieste avanzate più volte nel tempo e finora rimaste senza risposta concreta.

Via Monteverdi resta così il simbolo di una battaglia irrisolta tra chi rispetta le regole e chi continua a scaricare sui quartieri il costo ambientale e sanitario dell’illegalità. Un’emergenza che non riguarda solo il decoro urbano, ma tocca direttamente la sicurezza e la salute pubblica, e che continua a chiedere interventi rapidi, controlli efficaci e scelte nette.

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