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Il vicebrigadiere cadde sotto il fuoco del gruppo Potere Rosso a Rocca Canavese

Quando Benito Atzei fu ucciso il giorno del compleanno della figlia

L'amministrazione rocchese ha cominciato a erigere un monumento per ricordarlo

La Renault 5 dei membri di Potere Rosso

La Renault 5 dei membri di Potere Rosso, su cui viaggiavano Giuseppe Potenza, Fiore De Mattia e Giuseppe Scirocco

Il compleanno della figlioletta di nove anni, che cadeva proprio quel giorno. I mondiali vinti dalla Nazionale qualche mese prima. O più semplicemente, chi lo sa, qualcosa che riguardava il lavoro. Chissà a cosa pensava il vicebrigadiere Benito Atzei alle 18.30 dell'8 ottobre 1982. 

    

IN FOTO: Benito Atzei

Stava allestendo un posto di blocco assieme al carabiniere ausiliario Giuseppe Bertello a Rocca Canavese, in una delle strette stradine di frazione Remondato. I due avrebbero dovuto effettuare qualche controllo sui documenti degli automobilisti che passavano di lì.

Una giornata di lavoro qualunque. Anche se fare il carabiniere nel 1982 non era proprio un lavoro qualunque. Tra le auto che Atzei e Bertello fermano per il controllo documenti, c'è una Renault 5. A bordo ci sono Giuseppe Potenza, Fiore De Mattia e Giuseppe Scirocco.

Potere Rosso
Scirocco, romano, latitante, il membro più esperto del gruppo, aveva reclutato gli altri tre, tutti ventenni. Stavano cercando di raggiungere il loro quartier generale, che si trovava a Corio. Era arrivato in treno da Torino, e a Ciriè si era messo in macchina con Potenza e De Mattia.

Appartengono tutti e tre a Potere Rosso, emanazione delle Brigate Rosse guidate dal napoletano Giovanni Senzani, che avevano assunto il nome di "BR - Partito Guerriglia". Potenza e De Mattia vorrebbero creare una colonna brigatista canavesana, e per farlo hanno chiesto l'aiuto di Scirocco.

L'omicidio, la rivendicazione, l'arresto
Atzei li ferma, fa il saluto militare, e non ha neanche il tempo di portarlo a termine. Una scarica di proiettili che arriva dalla macchina lo uccide di fronte al collega, anche lui ferito dai proiettili brigatisti. In un'intervista rilasciata qualche mese fa al TGR, Bertello racconta di come fosse trovato ai piedi di uno dei tre militanti delle BR, che ha cercato più volte di armare la pistola per ucciderlo. Senza riuscirci.

"Lasciamolo perdere" dicono i tre. Salgono su un'altra auto e scappano. “Qui Potere Rosso. Rivendichiamo noi l’annientamento e disarmo della squadretta dei Carabinieri di Corio”. Così dicono a telefono i militanti di Potere Rosso. Dall'altra parte della cornetta, un dipendente de La Stampa. 

I tre vengono arrestati dalle Forze dell'Ordine il 10 ottobre. Che riescono ad acciuffarlo perché quella Renault 5 abbandonata sul luogo della sparatoria appartene a uno dei tre militanti. Scirocco verrà condannato all'ergastolo. Potenza e De Mattia, invece, che si dissociano ben presto dalla lotta armata, vengono condannati a ventun anni di carcere.

Giuseppe Bertello

IN FOTO: Giuseppe Bertello

Atzei: dalla Sardegna a Corio
Benito Atzei aveva quarantotto anni, ed era di origine sarda. Si era arruolato nell’Arma nel 1955 quale Carabiniere effettivo ed era stato promosso Vice Brigadiere nel 1981. Era stato assegnato come responsabile alla stazione dei carabinieri di Corio. Il 9 agosto 1983 fu insignito della medaglia d'argento al valor militare "alla memoria".

Un monumento per ricordarlo: è questa l'idea dell'amministrazione rocchese, guidata da Alessandro Lajolo. In un video pubblicato sui social lunedì 31 ottobre, Lajolo ha annunciato la posa della prima pietra. A Rocca esiste già una via intitolata ad Atzei, che ha però una vicenda curiosa alle spalle.

L’aveva inaugurata l'amministrazione di Fabrizio Bertetto. Ma l'Arma dei Carabinieri non si era nemmeno presentata all'inaugurazione. La via, infatti, era stata ritenuta troppo dissestata e in cattive condizioni, fatto che, secondo l'Arma, non avrebbe reso onore alla memoria del vicebrigadiere.

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