AGGIORNAMENTI
Cerca
Sport
22 Gennaio 2026 - 23:00
Urbano Cairo
Il mercato di gennaio come occasione, come promessa e anche come gesto simbolico. Urbano Cairo sceglie parole che parlano direttamente ai tifosi del Torino, ma che allo stesso tempo raccontano una fase delicata della stagione granata, fatta di equilibri instabili, risultati alterni e di una classifica che, pur garantendo un margine sulla zona retrocessione, non consente distrazioni.
A margine della presentazione della Wizz Air Milano Marathon, il presidente del Torino rompe il silenzio sul mercato invernale e sul momento della squadra allenata da Marco Baroni, a pochi giorni dalla chiusura delle trattative. Il tono è quello di chi vuole rassicurare, ma anche ribadire un impegno personale. «I tifosi del Torino mi chiedono un regalo a gennaio? Lo faccio a loro ma lo faccio anche a me perché migliorare il Toro è una cosa che io ci tengo a fare», afferma Cairo. Una frase che sintetizza il doppio binario su cui si muove la strategia granata: il rapporto con la piazza e la volontà di rafforzare una rosa che finora non ha trovato continuità.
Il presidente non nasconde le difficoltà strutturali del mercato di riparazione, ma sottolinea il lavoro costante della dirigenza. «Gennaio non è un mercato facilissimo ma stiamo lavorando giorno e notte con Petrachi, abbiamo l'obiettivo di fare ancora qualcosa di buono», aggiunge, chiamando in causa il direttore sportivo Gianluca Petrachi, tornato a essere figura centrale nelle scelte tecniche del club.
Qualcosa, intanto, si è già mosso. Cairo fa il punto sugli innesti ufficializzati, partendo dall’esterno sinistro arrivato dal Benfica. «Adesso è arrivato dal Benfica Obrador», ricorda, «un quinto di sinistra di qualità che viene dalla cantera del Madrid». Un profilo giovane ma con un percorso formativo importante, che il club considera funzionale al progetto tecnico di Baroni, soprattutto in una zona del campo dove il Torino ha spesso mostrato limiti di spinta e continuità.
Non solo prima squadra. Nel bilancio del presidente rientra anche un’operazione in prospettiva, che guarda al settore giovanile. «Abbiamo preso Rivas, un 2008 colombiano che rafforzerà la Primavera ma che ha potenzialità, ha fatto il Mondiale nel 2017 mettendosi molto in evidenza». Un investimento che rientra nella linea di valorizzazione dei giovani talenti, ma che difficilmente avrà ricadute immediate sul rendimento della squadra maggiore.
Ed è proprio qui che si apre il tema più delicato: il campo. Il Torino, dopo metà stagione, occupa il quattordicesimo posto, con sei punti di vantaggio sulla zona retrocessione. Un margine che consente una relativa tranquillità, ma che non cancella le criticità emerse finora. Cairo lo ammette apertamente, parlando di una squadra capace di alternare prestazioni convincenti a passaggi a vuoto difficili da spiegare. «E' l'obiettivo, lo dicevamo con il mister ieri sera», racconta, riferendosi alla necessità di trovare una linea più stabile nei risultati.
I numeri, però, raccontano una stagione fatta di contraddizioni. Da un lato, il Torino ha collezionato otto clean sheet, dato che suggerisce una certa solidità difensiva in alcune fasi del campionato. Dall’altro, emerge un dato che suona come un campanello d’allarme. «Abbiamo fatto buone partite a altre meno buone, abbiamo fatto otto clean sheet, ma siamo la peggiore difesa del campionato assieme al Verona», sottolinea Cairo, evidenziando una fragilità strutturale che va oltre le singole prestazioni.
Un paradosso che sintetizza bene il momento granata: capace di blindarsi in alcune gare, ma vulnerabile e discontinua in altre, soprattutto quando il ritmo si alza o quando è chiamata a gestire il risultato. Ed è proprio su questo punto che il presidente insiste nel chiedere un salto di qualità. Più che un cambio radicale, Cairo parla di continuità, parola chiave che ritorna nelle sue valutazioni e che diventa il vero obiettivo da qui a fine stagione.
Il mercato di gennaio, in questo senso, non viene presentato come una rivoluzione, ma come uno strumento per correggere e completare. Un “regalo”, come lo definisce Cairo, che ha una doppia destinazione: la tifoseria, sempre attenta e spesso critica, e lo stesso presidente, che rivendica il legame personale con il club e la volontà di vederlo crescere.
Resta ora da capire se alle parole seguiranno altri innesti concreti e se il lavoro “giorno e notte” annunciato dalla dirigenza porterà a nuovi rinforzi prima della chiusura del mercato. Per il Torino, la seconda parte della stagione passa da qui: dalla capacità di trasformare promesse e potenzialità in punti, equilibrio e risultati costanti. E di rendere quel regalo di gennaio qualcosa di più di una semplice dichiarazione d’intenti.

Edicola digitale
I più letti
Ultimi Video
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.