Sostenere la relazione tra le persone che vivono in condizioni di fragilità e i loro animali d’affezione, riconoscendo il valore affettivo e sociale che questo legame può avere nei momenti più difficili. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato oggi tra Comune di Torino, Asl Città di Torino, Università, Ordine dei medici veterinari della provincia di Torino e Lav, che rafforza e amplia l’operatività dell’ambulatorio veterinario sociale dell’Asl, attivo nella zona Falchera.
L’accordo punta a garantire cure medico-veterinarie gratuite o a condizioni agevolate agli animali appartenenti a persone seguite dai servizi sociali, riconoscendo come la presenza di un cane o di un gatto possa rappresentare un supporto fondamentale sul piano emotivo e relazionale. Un aiuto che va oltre la semplice assistenza sanitaria agli animali e si inserisce in una visione più ampia di tutela della persona.
Il protocollo, di durata triennale, impegna i soggetti firmatari a collaborare in modo strutturato per assicurare l’attività settimanale dell’ambulatorio veterinario sociale, favorire una presa in carico rapida delle situazioni segnalate, promuovere iniziative di formazione e aggiornamento e rafforzare la rete territoriale, con interventi integrati pensati sia per l’animale sia per la persona che se ne prende cura.
Il valore sociale dell’iniziativa viene sottolineato dall’assessore comunale al Welfare Jacopo Rosatelli, che evidenzia come «gli animali da affezione sono importanti per tutti, forse in modo particolare per le persone più fragili, e con questa iniziativa uniamo solidarietà sociale e tutela degli animali, due principi che ci stanno molto a cuore». Una linea condivisa anche dall’assessore alla Tutela animali Francesco Tresso, secondo cui «con questo protocollo sanciamo il principio della tutela delle fragilità a 360 gradi».
Dal punto di vista sanitario, l’ambulatorio rappresenta anche uno strumento di prevenzione. Lo sottolinea il direttore generale dell’Asl Città di Torino, Carlo Picco, ricordando che dall’apertura del servizio sono stati visitati «oltre 150 animali d’affezione tra cani e gatti, ed effettuati più di 90 esami diagnostici e 34 vaccinazioni. Questo è un intervento anche di salute pubblica».
L’esperienza dell’ambulatorio veterinario sociale di Falchera dimostra come la cura degli animali possa diventare un tassello concreto delle politiche di welfare, capace di intercettare bisogni spesso invisibili. In una città in cui le fragilità assumono forme diverse, l’iniziativa si propone come un modello di integrazione tra servizi sociali, sanità e tutela animale, riconoscendo che prendersi cura di un animale significa, spesso, prendersi cura anche della persona che gli sta accanto.
