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Dal cortile ai boschi di Bardonecchia: un cervo ferito torna libero grazie al progetto “Salviamoli insieme”

Curato al CANC di Grugliasco dopo un grave trauma addominale, il giovane esemplare è stato reintrodotto in natura dalla Polizia Locale metropolitana

Dal cortile ai boschi di Bardonecchia: un cervo ferito torna libero grazie al progetto “Salviamoli insieme”

È tornato a correre nel suo ambiente naturale il giovane cervo rimasto ferito nei giorni scorsi dopo un grave incidente. Nella mattinata di oggi, gli agenti del Nucleo Faunistico della Polizia Locale della Città Metropolitana di Torino hanno completato le operazioni di reintroduzione in natura dell’esemplare maschio, del peso di circa 60 chilogrammi, sancendo l’esito positivo dell’intervento realizzato nell’ambito di “Salviamoli insieme… on the road”, il progetto dedicato al recupero in campo della fauna selvatica pericolosa o non gestibile dai cittadini.

Il progetto è frutto della collaborazione tra la Città Metropolitana di Torino e il CANC – Centro Animali Non Convenzionali della Struttura didattica speciale Veterinaria dell’Università di Torino, con sede a Grugliasco, ed è ormai da tempo un punto di riferimento per la gestione delle emergenze che coinvolgono animali selvatici sul territorio.

La vicenda era iniziata con una segnalazione arrivata ai tecnici faunistici del servizio. L’animale era stato individuato all’interno del cortile di un’abitazione privata a Bardonecchia e appariva in condizioni evidenti di sofferenza, con una ferita nella zona addominale e difficoltà nei movimenti. In una prima fase, attenendosi ai protocolli scientifici previsti per i grandi ruminanti selvatici, gli esperti avevano scelto un monitoraggio a distanza. Per questa tipologia di animali, infatti, lo stress legato alla cattura può rivelarsi fatale e, in molti casi, traumi apparentemente preoccupanti tendono a risolversi spontaneamente.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante cervo e canguro

Il persistere delle difficoltà motorie ha però reso inevitabile l’intervento diretto. Dopo la sedazione, il cervo è stato trasportato al CANC di Grugliasco, dove i veterinari hanno riscontrato un ampio squarcio addominale, verosimilmente provocato da un errore di calcolo durante il salto di una recinzione. L’animale è stato sottoposto alle cure necessarie e all’intervento di sutura, avviando un percorso terapeutico che ha portato a un recupero rapido e completo delle condizioni fisiche.

Conclusa la fase clinica e verificata la piena idoneità alla vita in libertà, questa mattina il giovane cervo è stato riportato nei boschi di Bardonecchia, dove ha potuto fare ritorno al proprio habitat naturale. Un esito che conferma l’efficacia del lavoro congiunto tra istituzioni e mondo universitario e l’importanza di un approccio scientifico e coordinato nella gestione della fauna selvatica.

Il progetto “Salviamoli insieme… on the road” prevede un intervento strutturato proprio per situazioni di questo tipo. In caso di avvistamento di animali selvatici in evidente difficoltà, soprattutto quando si tratta di fauna potenzialmente pericolosa o comunque non gestibile dai cittadini, la convenzione tra la Città Metropolitana di Torino e il CANC consente l’attivazione immediata di tecnici faunistici e veterinari specializzati. Il servizio garantisce il recupero in campo di ungulati, carnivori pericolosi, rapaci e ofidi ed è attivo 24 ore su 24, assicurando una risposta tempestiva alle emergenze e riducendo i rischi sia per gli animali sia per le persone.

La storia del cervo di Bardonecchia, conclusa con un ritorno alla libertà, diventa così il simbolo concreto di una rete di intervento che, lontano dai riflettori, opera quotidianamente per la tutela della fauna e per un equilibrio sempre delicato tra ambiente naturale e presenza umana.

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