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03 Ottobre 2016 - 19:20
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"Settembre decisamente positivo per il mercato italiano dell'auto. Continua la serie di crescite mensili a due cifre iniziata a gennaio 2015". E' il commento del Centro Studi Promotor. "Proiettando questo tasso di sviluppo sull'intero anno - afferma il presidente Gian Primo Quagliano - si ottiene un volume di 1.850.000 immatricolazioni, livello che nessuno aveva previsto e che è un importante passo avanti verso il ritorno del mercato italiano alla normalità, anche se il gap rispetto al livello ante-crisi del 2007 è ancora del 25,8%".
Valutazioni positive vengono anche dall'inchiesta congiunturale del Centro Studi Promotor di fine settembre. In particolare cresce rispetto ad agosto l'indicatore del clima di fiducia degli operatori del settore: aveva registrato un massimo a inizio 2016, ma c'era stato poi un graduale ridimensionamento nei mesi successivi a causa delle aspettative di un rallentamento della domanda. A settembre inoltre è salita al 61% dal 56% di agosto e dal 43% di luglio la quota di operatori che dichiarano che l'affluenza nelle show room dei concessionari è su livelli normali o alti.
Nonostante il buon risultato che si profila per l'intero 2016 - sottolinea il Csp - il livello delle immatricolazioni non ha ancora raggiunto una consistenza tale da consentire di far fronte alla normale domanda di sostituzione per un parco circolante che a fine 2015 aveva toccato quota 37.351.233 auto e di soddisfare il forte contingente di domanda di sostituzione accumulato durante la crisi. Questa situazione dovrebbe assicurare la prosecuzione della ripresa anche nel 2017.
"I livelli di immatricolazioni di settembre 2016 non si toccavano, per questo mese, dal 2010, quando il mercato superò le 155.000 unità". Lo sottolinea Aurelio Nervo, presidente dell'Anfia. "E' il ventottesimo incremento mensile consecutivo per il mercato italiano - osserva - nuovamente a doppia cifra, come già ad agosto, dopo il rallentamento di luglio, un risultato che determina un buon ingresso nel quarto trimestre dell'anno. A sostegno del trend di ripresa del mercato in un orizzonte temporale medio-lungo, anche considerando i fattori che incidono negativamente, come il ridimensionamento del clima di fiducia dei consumatori e i possibili rincari dei prezzi dei carburanti, gioca un ruolo centrale il rinnovo degli strumenti di sostegno fiscale agli investimenti, in particolare, per quanto riguarda l'auto, i superammortamenti che nel 2016 hanno favorito il segmento delle auto intestate alle società. La riduzione al 120% della maggiorazione del superammortamento per i veicoli e altri mezzi di trasporto, inserita nel Piano Industria 4.0 presentato il 21 settembre scorso, e che entrerà nella prossima Legge di stabilità, rischia, invece, di rallentare il necessario processo di ammodernamento del parco circolante che, procedendo lentamente, trova in queste misure di sostegno una garanzia di continuità, a tutto vantaggio della sicurezza sulle strade e della riduzione dell'impatto ambientale della circolazione, in linea con gli ambiziosi obiettivi ambientali fissati dai regolamenti comunitari".
"I dati del mese di settembre confermano che l'auto resta un bene centrale nella mobilità per l'opportunità data dalle forti promozioni commerciali e dalle agevolazioni fiscali, per affrontare un bisogno di sostituzione del parco anziano, rinviato per troppo tempo". Lo afferma Massimo Nordio, Presidente dell'Unrae, l'associazione delle Case automobilitiche estere.
"Il risultato di settembre - prosegue Nordio - conferma la nostra previsione di un mercato quest'anno vicino a 1.850.000 immatricolazioni, con una crescita a doppia cifra, migliore delle aspettative di inizio anno".
Altra opportunità di rinnovo del parco si intravede nel settore delle auto a società, dove bene ha funzionato il superammortamento. L'annunciata riduzione della misura dal 140% al 120% penalizza il comparto e genererà inevitabilmente nei prossimi 3 mesi un'anticipazione della domanda con conseguenze negative sul 2017. "Andrebbe rivista la decisione di riduzione dell'aliquota - conclude Nordio - sottolineando che tale stimolo di natura fiscale si era rivelato vincente nel contribuire al ringiovanimento del parco attraverso le auto aziendali e che, pertanto, dovrebbe essere di natura strutturale".
"Il risultato di settembre riassume l'intero ultimo trimestre in cui si sono alternate promozioni efficaci per gli acquisti delle famiglie italiane ma anche importanti dosi di km 0, dietro cui si nasconde la necessità di conseguire gli 'ambiziosi' obiettivi di quota delle Case.
Obiettivi a cui sono legati anche i margini variabili dei concessionari. Ottimo anche l'effetto del superammortamento del 140% messo a disposizione dall'attuale Governo al mondo delle partite Iva". Lo sottolinea Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto.
Federauto rileva il trend di crescita del mercato su valori tendenziali doppi rispetto agli incrementi stimati dai vari analisti a fine 2015, ma si chiede "quanto sia il frutto di vendite 'artificiose' che tutti utilizzano in un mondo di concorrenza spietata, senza esclusione di colpi. Ciò premesso il mercato 2016 si avvia a chiudere a oltre 1.800.000 immatricolazioni". "Da diversi anni - conclude Pavan Bernacchi - conviviamo con il canale delle vetture a kilometri zero, ma il suo sempre maggior peso rischia di diventare una patologia.
Purtroppo per le kilometri zero non si dispone di dati ufficiali, per cui dobbiamo affidarci unicamente alle nostre informazioni sul campo. Ma ci sono altri modi per targare vetture ai limiti delle normative, per esempio a società di noleggio di comodo. Su questo argomento un appello alle Case perché vigilino sulle regole della distribuzione e del mandato di concessione, applicate a tutti i loro prodotti in Europa".
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