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12 Settembre 2015 - 10:49
Fiat Chrysler Automobiles
Il punto più brutto della crisi è stato superato: entro il 2018 la capacità produttiva degli stabilimenti italiani sarà al 100%. Nel giorno in cui l'Istat annuncia che la produzione è tornata a crescere, Fca sceglie la platea degli industriali torinesi, riuniti in assemblea, per confermare che la ripresa c'è. Le vendite sul mercato europeo "non sono andate male" anche ad agosto, anticipa il responsabile Emea dell'azienda automobilistica italo-americana Alfredo Altavilla, mentre i sindacati visitano lo stabilimento di Mirafiori - la fabbrica torinese simbolo del Gruppo - dove i lavori per il nuovo suv Maserati sono ormai arrivati al 70%.
"Abbiamo recuperato dal punto più brutto della crisi", sono le parole pronunciate da Altavilla di fronte al presidente di Confindustria Giorgio Squinzi. La svolta, prosegue il manager, con la decisione di riportare la produzione della Panda in Italia, a Pomigliano. "Al tempo non fu capita da molti - spiega - ma è stata fondamentale per comprendere il rilancio di Fca in Italia".
Senza quella operazione di reshoring, secondo il responsabile Emea del Gruppo, "non avremmo potuto fare l'operazione di inshoring del Renegade, a Melfi, e non potremmo dire che non ci sarà mai un'Alfa prodotta fuori dall'Italia". Proprio il piccolo suv targato Jeep, insieme alla Fiat 500X, sta trainando le vendite del Lingotto, che la nuova Alfa Giulia dovrà consolidare. "Le vendite sul mercato europeo dell'auto non sono andate male, né a luglio né ad agosto", dice il manager anticipando i dati che saranno diffusi a metà mese. La frenata della Russia non sembra preoccuparlo: "su di noi non impatta molto, a differenza di altri costruttori, perché noi commercializziamo Jeep - spiega - e veicoli commerciali che si continuano a vendere".
Dopo Pomigliano, Grugliasco, Melfi e Cassino, tocca ora a Mirafiori iniziare a produrre. Per la terza volta i sindacati hanno visitato oggi lo stabilimento, per verificare l'avanzamento dei lavori in vista della produzione del Levante.
Le nuove linee sono ormai al 70% e, mentre continuano i corsi di formazione per gli operai, ogni giorno vengono prodotte tre scocche di prova. "Chi aveva dei dubbi sulla ripartenza dello stabilimento di Mirafiori - commenta Vincenzo Aragona, segretario nazionale Fismic - oggi si deve ricredere". Più cauto, invece il segretario provinciale della Fiom-Cgil, Federico Bellono, che invita a evitare i "trionfalismi eccessivi" sulla ripresa economica. "Il ritorno delle produzioni in Italia mi sembra più un obiettivo che una realtà - sostiene - Mirafiori, nonostante le promesse e il tifo acritico delle istituzioni locali, è l'ultimo stabilimento dell'auto per quanto riguarda gli investimenti e ben lontano dal riassorbire tutti quei lavoratori che da anni sono in cassa integrazione. Abbiamo sempre considerato condivisibile l'idea del polo del lusso, ma non sufficienti gli investimenti fin qui prospettati. Mi ha colpito, tra l'altro - conclude - che nel suo intervento il rappresentante di Fca non abbia mai citato Mirafiori".
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