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24 Luglio 2015 - 17:15
Due condanne a Torino per il caso delle protesi mammarie difettose prodotte dalla casa francese Pip. Il giudice Rossella La Gatta ha inflitto quattro mesi di reclusione al fondatore dell'azienda, Jean Claude Mas, e a un dirigente, Claude Couty. Entrambi sono stati riconosciuti colpevoli di frode in commercio, mentre l'accusa di aver violato il "codice del consumo" (un decreto legislativo del 2005) è caduta in prescrizione.
Le protesi, impiantate a decine di migliaia di donne in vari Paesi europei, erano considerate "pericolose" - secondo l'atto d'accusa firmato dal pm Raffaele Guariniello - per la "carenza di resistenza meccanica", la "fragilità dell'involucro", il rischio di trasudamento del gel con effetti "tossici e irritanti" per i tessuti. Nel processo torinese gli imputati rispondevano della consegna degli apparecchi a un centinaio di acquirenti.
La Pip (Poly implant prothese) ha chiuso nel 2010.
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