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16 Giugno 2015 - 15:45
Regione Piemonte
E' stato raggiunto in Regione Piemonte l'accordo per la Bottero di Trana, circa 120 addetti, che ha dichiarato 48 esuberi. L'intesa prevede l'uscita volontaria e incentivata di 42 lavoratori, per gli altri 6 si troverà una soluzione nei 120 giorni di durata della procedura di mobilità.
"E' un accordo che conclude una vertenza difficile e consente, se pur con una forte riduzione di manodopera - dichiara Claudio Chiarle, segretario generale della Fim Cisl Torino e Canavese - di mantenere in vita l'azienda. Come sempre la Fim si è impegnata in un percorso condiviso con i lavoratori che ha portato all'approvazione dell'accordo durante l'assemblea. Abbiamo lavorato per una soluzione realistica senza approcci ideologici. Abbiamo come sempre fatto prevalere gli interessi dei lavoratori che vengono prima degli interessi politici dell'organizzazione sindacale".
L'accordo non è stato firmato dalla Fiom perché "non prevede più la volontarietà in quanto i 6 che hanno dichiarato la loro opposizione al licenziamento verranno comunque licenziati dall'azienda, in quanto nell'accordo firmato solo dalla Fim-Cisl viene prevista questa procedura".
"E' intollerabile - dichiara Edi Lazzi, responsabile della Lega di Collegno della Fiom - che si conduca una trattativa in cui l'obiettivo prioritario è quello di tutelare i lavoratori dal licenziamento unilaterale dell'impresa e quando l'obiettivo è stato praticamente raggiunto l'estremismo dell'impresa e il voltafaccia di un'organizzazione sindacale hanno mandato a monte un lavoro fatto correttamente, e d'accordo con i lavoratori, fino a quel momento. L'assessore regionale al Lavoro Pentenero sapeva che l'obiettivo era a portata di mano: ci stupisce che nelle sue dichiarazioni sostenga che è stata trovata una soluzione con la non opposizione al licenziamento quando questo non è assolutamente vero. Inoltre, le assemblee svolte nello stabilimento di Trana non hanno dato nessun mandato alla firma dell'accordo poiché una vera votazione non c'è stata. Sapendo che non sarebbe comunque stato corretto fare votare i lavoratori a favore del licenziamento di una parte dei loro colleghi".
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