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30 Marzo 2026 - 12:24
Festival della Cicala, giovani talenti e maestri insieme: la musica diventa dialogo tra generazioni
La musica come ponte tra generazioni, come spazio di confronto e crescita, ma anche come racconto della storia attraverso le emozioni. È iniziata con queste premesse la seconda edizione del Festival Musicale della Cicala, rassegna dedicata alla storia della musica che, anche quest’anno, intreccia territori, talenti e percorsi formativi nell’Anfiteatro Morenico di Ivrea.
Il primo appuntamento si è svolto domenica 29 marzo nel salotto della Foresteria di Loranzé Alto, un luogo raccolto e suggestivo che ha fatto da cornice a una serata capace di unire dimensione artistica e valore educativo. Il festival, organizzato da LeMus edizioni musicali in collaborazione con l’Ecomuseo Ami, si articola in dieci appuntamenti distribuiti tra Bollengo, Burolo, Chiaverano e Loranzè, trasformando il territorio in un vero e proprio itinerario musicale diffuso.
Ma ciò che rende questa rassegna particolarmente significativa è la scelta di coinvolgere direttamente i giovani. Anche quest’anno, infatti, alcuni concerti sono stati aperti dagli allievi dell’Associazione Liceo Musicale di Rivarolo Canavese, selezionati per merito e talento. Non una semplice esibizione, ma un’occasione concreta per confrontarsi con musicisti affermati, condividendo lo stesso palco e lo stesso pubblico.
Un’esperienza che, per molti di loro, rappresenta un passaggio importante nel proprio percorso formativo. Gli studenti coinvolti si sono distinti durante l’anno per risultati in certificazioni conservatoriali, concorsi e concerti, e hanno trovato nel festival uno spazio per mettere alla prova non solo le proprie competenze tecniche, ma anche la capacità di comunicare attraverso la musica.
A inaugurare la rassegna è stato il Duo Bianchi-Demicheli, protagonista di una serata costruita attorno a un’idea originale: partire dalla fine. Il concerto, infatti, è stato interamente dedicato ai “bis”, quei brani che tradizionalmente chiudono un’esibizione e che rappresentano, in molti casi, il momento più intenso e personale del rapporto tra artista e pubblico.
«In un festival dedicato alla storia della musica – spiega la direttrice artistica Alice Fumero – ci sembrava interessante iniziare proprio da qui. Il bis non è solo una ripetizione, ma è diventato nel tempo un momento autonomo, spesso carico di significato emotivo».
Il programma ha proposto un viaggio attraverso epoche e autori diversi, uniti da una caratteristica comune: la capacità di commuovere e sorprendere. Il duo, forte di una lunga esperienza, ha costruito un percorso musicale che ha saputo alternare virtuosismo tecnico e intensità espressiva, restituendo al pubblico una serata partecipata e coinvolgente.

Il Festival della Cicala si distingue proprio per questa capacità di unire livelli diversi: da un lato la qualità artistica dei professionisti, dall’altro l’energia e la freschezza dei giovani musicisti. Un equilibrio non sempre scontato, ma che qui trova una sintesi efficace. In un contesto in cui la musica classica fatica spesso a intercettare le nuove generazioni, iniziative come questa assumono un valore particolare. Non solo per il pubblico, ma anche per i giovani interpreti, che trovano spazi reali di crescita e visibilità.
Il calendario proseguirà il 19 aprile a Bollengo, con un appuntamento che promette un ulteriore salto tra epoche e stili. Protagonista sarà il fisarmonicista Andrea Costamagna, con un concerto dal titolo Vibrazioni sonore: un viaggio musicale dal barocco al tango argentino. Un percorso che attraversa secoli e tradizioni, testimoniando ancora una volta la versatilità della musica come linguaggio universale.
Ad aprire la serata sarà il giovane chitarrista Nicolò Simonetta, quattordicenne di Rivarolo Canavese, già protagonista di un percorso formativo di alto livello. Studente dell’Associazione Liceo Musicale, ha conseguito certificazioni presso il Conservatorio Vivaldi di Alessandria e si prepara al debutto come solista con l’orchestra da camera dell’associazione.
La sua presenza rappresenta un esempio concreto di ciò che il festival intende promuovere: non solo spettacolo, ma formazione e continuità. Un passaggio di testimone tra chi ha già costruito una carriera e chi muove i primi passi, in un contesto che valorizza il merito e l’impegno.
Il Festival della Cicala si inserisce così in una visione più ampia, in cui la cultura non è solo intrattenimento, ma strumento di crescita collettiva. La scelta di coinvolgere piccoli comuni e spazi non convenzionali contribuisce inoltre a valorizzare il territorio, creando occasioni di incontro e partecipazione.
In questo senso, la rassegna diventa anche un modo per ripensare il rapporto tra musica e comunità, portando concerti di qualità in contesti accessibili e favorendo una fruizione più diretta e informale. Il successo dell’appuntamento inaugurale conferma la validità di questa impostazione. Una sala gremita, un pubblico attento e partecipe, e la sensazione che la musica, quando riesce a parlare a tutti, possa ancora essere un linguaggio capace di unire.
In un tempo in cui l’offerta culturale è sempre più frammentata, il Festival della Cicala propone un modello diverso: radicato nel territorio, aperto ai giovani e capace di costruire connessioni autentiche tra artisti e pubblico. Un progetto che, alla sua seconda edizione, mostra già una direzione chiara: quella di una musica che non si limita a essere eseguita, ma che diventa esperienza condivisa, memoria e futuro insieme.

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