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05 Gennaio 2022 - 19:11
Claudio Moretti
Claudio Moretti, primario di cardiologia dell’ospedale di Chivasso, assessore alle Politiche Sociali sempre a Chivasso. Ci lasciamo alle spalle un anno difficile, segnato ancora dalla pandemia. Che anno è stato, il 2021, per la sua città?
“Un anno particolarmente difficile. In estrema sintesi una doccia scozzese di paure e di speranze.
Si conclude come era cominciato: con una nuova ondata di contagi, con la riapertura dei reparti Covid, con le mascherine all’aperto. Eppure qualcosa è cambiato”.
Da un punto di vista personale, che anno è stato il 2021?
“Il primo ricordo è la mia vaccinazione (6 gennaio), occorreva fare in fretta con questo benedetto ‘siero sperimentale’. Poi la terza terribile ondata: a marzo l’ospedale era in grave difficoltà: ho accettato di dirigere anche un reparto Covid (l’avevamo battezzato scherzosamente ‘cardio-chirurgia’ perché si trovava nel reparto di chirurgia, al 5 piano). Un’esperienza personale davvero devastante... le telefonate fatte all’alba a mariti, mogli, figlie e figli di pazienti deceduti non le dimenticherò mai; le tute bianche, le maschere, i guanti che ti impedivano di toccare, di abbracciare… dolore e grande solitudine. Poi di nuovo la vita riprendeva”.
Cosa di buono si porta dietro, degli ultimi mesi?
“Sicuramente la piena ripresa dell’attività amministrativa ‘in presenza’. Tornare a discutere con i colleghi della Giunta e con i Consiglieri dei tanti progetti che riguardano la nostra città è stata una vera boccata di ossigeno. Credo siano state fatte molte buone cose.
Anche professionalmente è stato un anno intenso. La cardiologia di Chivasso è cresciuta. Sono arrivati molti giovani cardiologi e abbiamo ottenuto la convenzione con l’Università di Torino. I primi quattro bravissimi specializzandi hanno cominciato il loro training a Chivasso e io sono davvero orgoglioso di questo risultato”.
E cosa, invece, preferisce lasciarsi alle spalle?
“Le fibrillazioni che inevitabilmente precedono le elezioni amministrative. La campagna elettorale è cominciata in maniera un po’ ‘burrascosa’, sicuramente anche per colpa mia. Prometto di comportarmi bene nei prossimi mesi”.
Una cosa che l’ha ferita, in questo 2021.
“Essermi comportato in maniera poco professionale in Consiglio Comunale. L’infelice uscita sull’Assessore regionale alla Sanità, subito stigmatizzata da una parte della minoranza, potevo proprio risparmiarmela. Ho imparato la lezione e non sbaglierò una seconda volta”.
Qualcosa che, invece, l’ha resa orgoglioso.
“Come Assessore aver contribuito alla decisione di trasformare il PalaLancia in grande hub vaccinale. Una scelta coraggiosa ma decisamente vincente dell’amministrazione Castello. Medici, infermieri e tantissimi volontari hanno lavorato e lavorano senza sosta garantendo un numero elevatissimo di vaccinazioni.
Come direttore della cardiologia di Chivasso aver ‘allenato’ una buona squadra di medici, infermieri e OSS. Chiuderemo il 2021 con quasi 800 procedure di emodinamica (una enormità) e siamo consapevoli di aver salvato qualche vita umana: è il nostro lavoro ma siamo contentissimi lo stesso...”.
Lei ha vissuto la pandemia con gli occhi di un sanitario. Che cosa si sente di dire a chi, oggi, mette in dubbio le misure per contenere il diffondersi del virus?
“Siamo una nazione che ha vaccinato il 90% della popolazione: dobbiamo esserne orgogliosi. Chi ha paura del vaccino parli con il proprio medico e si lasci convincere.
I convinti no-vax sappiano che data l’elevatissima contagiosità di Omicron rischieranno molto nei prossimi mesi. Alcuni di loro, in queste ore, stanno già pagando un altissimo tributo. Questa nuova ondata pandemica, la chiusura dei reparti, le terapie intensive nuovamente sotto pressione sono imputabili quasi esclusivamente a loro”.
Secondo lei, se e quando finirà questa pandemia?
“Per un virus è controproducente uccidere l’ospite. Questo coronavirus imparerà a convivere con noi e noi impareremo a prevenire e a curare meglio le infezioni. Probabilmente non ci lascerà mai, come molti altri suoi ‘parenti’ (raffreddore, influenza), ma non ci impedirà di tornare a vivere serenamente. Ne sono convinto. E’ possibile che Omicron (molto infettivo ma probabilmente meno letale) segni il passaggio ad una convivenza con il virus in cui solo i vaccinati ‘fragili’ e i non vaccinati correranno ancora rischi considerevoli”.
Lei è assessore alle Politiche Sociali: in questi ultimi 12 mesi l’emergenza si è acuita, con la pandemia, nella sua città?
“A giudicare dalla risposta ai vari bandi comunali devo dire che abbiamo registrato un incremento delle nuove povertà in misura inferiore all’atteso. Spero che la ripresa economica continui con questi ritmi e porti altro lavoro in città. Restiamo comunque in vigile attesa per intercettare nuovi eventuali bisogni”.
Voltiamo pagina e guardiamo all’anno che verrà: quali sono le sue aspettative, in primis da un punto di vista personale.
“Mi piacerebbe dedicare un po’ più di tempo a me stesso. Ogni fine anno mi ripropongo dieta e aumento dell’attività fisica ma poi fallisco miseramente.
Quando sono davvero stanco sogno di caricare la mia moto e partire senza programmare nulla. Respirare l’aria dei prati e ascoltare la mia musica. Magari un giorno o l’altro lo farò davvero...
La realtà sarà diversa: la prima parte dell’anno sarà dedicata ad aprire cantieri sui grandi temi delle politiche sociali. Mi piacerebbe che l’amministrazione che verrà potesse partire da una fotografia il più possibile realistica della situazione cittadina. Dopo l’incontro sul testamento biologico, molto seguito, torneremo a discutere, spero in presenza, di handicap, di lavoro, di pari opportunità e di tanti altri temi”.
E poi per la sua città.
“Chivasso ha la fortuna di avere tante associazioni che lavorano intensamente. Da più parti si sente però il bisogno di un ricambio generazionale.
Il futuro che ci troveremo a disegnare anche grazie al PNRR non dovrebbe essere scritto da persone della mia generazione ma da donne e uomini giovani, colmi di entusiasmo. La nostra città ha bisogno dei loro occhi, della loro mente e del loro cuore. Io spero che a Chivasso emergano figure di spessore a cui lasciare il testimone. Qualcuna l’ho già incrociata”.
L’augurio che intende fare ai chivassesi.
“Lo rubo ad un ‘maestro di vita’ morto tragicamente a Ravanusa...
‘Non siate spettatori ma protagonisti della storia che vivete oggi: infilatevi dentro, sporcatevi le mani, mordetela la vita, non ‘adattatevi’, impegnatevi, non rinunciate mai a perseguire le vostre mete, anche le più ambiziose, caricatevi sulle spalle chi non ce la fa: voi non siete il futuro, siete il presente.
La vita non è un gratta e vinci: la vita si abbranca, si azzanna, si conquista’”.
Claudio Moretti, cardiologo e Asssessore al Welfare del Comune di Chivasso, è nato in Pesci, con ascendete ancora in Pesci e Sole e Marte sempre nello stesso Segno. I Pesci sono altruisti, si pongono al servizio dei propri cari e degli altri in genere, spesso sacrificando se stessi, con uno innato spirito di altruismo che li spinge a lavorare per il bene del prossimo. Un quadro che rispecchia perfettamente la sua professione di medico, di grande disponibilità verso i pazienti ed i malati, ed anche i suoi incarichi politici, che gli vedono affidato un settore dove c’è proprio la necessita di occuparsi delle persone più deboli e fragili. Mercurio e Saturno in Acquario lo spingono tuttavia ad avere un carattere che aspira all’indipendenza, anche se non sempre riesce ad avere la libertà di azione che vorrebbe. Riesce spesso ad instaurare un buon dialogo soprattutto con i giovani. Giove e Venere sono, invece, in Ariete, e parlano di un grande animo e di disponibilità verso il prossimo. Indicano anche un modo di vivere i sentimenti molto vivace, un modo di esprimere antipatie o simpatie a pelle, in modo istintivo. Il 2022 vede, per buona parte dell’anno, il transito di Giove in Pesci e successivamente in Ariete, su tutti i pianeti natali di Moretti: ci sono grandi novità che attendono il nostro Assessore e non sono da escludere promozioni e gratificazioni, sia in ambito professionale, che per quanto riguarda la vita pubblica.
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