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Il caso
28 Dicembre 2022 - 16:04
Cantieri (immagine d'archivio)
Gli uffici comunali che si dovrebbero occupare dell’edilizia privata sono "chiusi" da mesi, le pratiche si accumulano e i tempi necessari per i lavori si allungano a dismisura. Questa, una delle ultime criticità riscontrate nel comune di Sciolze e segnalate dal consigliere di minoranza Luca Bannò.
Il tutto è cominciato una decina di giorni fa tramite un post sui social: “al Comune di Sciolze, l’ufficio tecnico dell’edilizia privata è inattivo da luglio. Ci sono pratiche consegnate a maggio, a giugno e nei mesi successivi, che ancora non sono state visionate. Il Comune paga i dipendenti ma loro cosa fanno?” scriveva qualche settimana fa Bannò su Facebook.

Luca Bannò, consigliere di minoranza di Sciolze
Ripercorrendo a ritroso la vicenda, sembra che a Sciolze ci sia sempre stato un tecnico, incaricato di occuparsi dell’edilizia privata. Una volta andato in pensione, in Comune sarebbero sopraggiunti tutta una serie di tecnici a scavalco (provenienti da altri comuni); nel giugno di quest’anno, poi, sarebbe arrivato un altro architetto che, nel giro di pochi mesi, avrebbe ottenuto un incarico in Regione, lasciando nuovamente il comparto dell’edilizia privata in mano a tecnici provenienti da fuori.
“Gli uffici sono composti al 50% da edilizia pubblica e al 50% da quella privata. Quest’ultima, a Sciolze, è in stallo da troppi mesi. I tecnici provenienti da altri comuni non hanno mai risolto la situazione, perché giustamente non vogliono prendersi la responsabilità - spiega Bannò - fatto sta che l’edilizia privata è ferma da 6 mesi: ci sono pratiche di alcuni cittadini impilate, sono lì e nessuno le guarda. É una cosa assurda, i cittadini non possono andare avanti con i vari lavori che dovrebbero fare, magari anche urgenti, e in un periodo di Ecobonus questa è una cosa gravissima”.
Il Comune di Sciolze
Chieste le debite risposte all’amministrazione, sembra che le varie delucidazioni non siano state quelle sperate: “abbiamo chiesto spiegazioni al Comune e loro ci hanno risposto dicendo che ci sono cose più importanti da fare. In sostanza la parte dell’edilizia pubblica è più “impellente” perché i bandi hanno delle scadenze, ma i lavori dei cittadini di fatto sono fermi. Parlando di edilizia pubblica, peraltro, l’amministrazione starebbe lavorando ad un progetto per l’ampliamento del cimitero, peccato che sia un piano redatto male: vogliono allargare la parte bassa del cimitero, quella a valle, e questo comporta una spesa enorme” continua il consigliere.
In questa situazione di pratiche arretrate, tuttavia, sembra ci sia un timidissimo spiraglio di luce: “adesso il Comune starebbe partecipando ad un concorso, più o meno tra febbraio e marzo, per avere un tecnico che si occupi solo dell’edilizia privata - conclude Bannò - ma comunque non è un modo di gestire le cose: si deve essere responsabili di tutte le parti di un Comune, non solo di alcuni uffici mentre altri rimangono chiusi per dei mesi”.
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