Dopo il terremoto nazionale sul M5S tra scissioni e superstiti, il capogruppo pentastellato a Settimo Torinese ha voluto fare delle riflessioni ribadendo che a Settimo non ci sarà nessuna scissione, ma bensì si continuerà a lavorare come agli albori ovvero: cittadinanza attiva fuori dagli schemi di destra, sinistra e centro. "Per quanto riguarda Settimo, - afferma Arnaldo Cirillo - sicuramente proseguiremo la nostra esperienza, un po’ come il villaggio di Asterix che resisteva ai tentativi di conquista romani. Credo che ciò che abbiamo sempre cercato di mettere in pratica in questi anni è stato provare a fare politica in modo diverso, portando avanti, con le nostre possibilità, i capisaldi degli albori: un progetto di cittadinanza attiva fuori dagli schemi destra/sinistra/centro (eravamo “sopra”!!!), confronto sulle idee, lavoro per il benessere della cittadinanza, attenzione agli ultimi, attenzione all’ambiente, confrontandoci sempre “seriamente” con chi è disponibile a farlo, indipendentemente dalle sirene nazionali".
Cirillo ha voluto portare in risalto una sua riflessione: "Qualche mese fa ho letto un’interessante riflessione di un ex attivista del M5S che metteva in evidenza, dal suo punto di vista, le criticità di questa esperienza sicuramente unica e che ha “risuonato” pienamente con il mio sentire. “La scelta di stare nel M5S non dipende certo dalla presenza di Conte, Di Maio o Di Battista, loro continuo a considerarli terminali transitori e intercambiabili di un progetto, credo ormai andato in fumo. Perché in fumo? Perché controllori ed attivisti (vero motore della rivoluzione dal basso) si sono definitivamente trasformati in spettatori e tifosi, al massimo interpellati col televoto da “reality” su domandine preconfezionate dall'esito più che scontato, comunque “sovvertibili” all'esigenza.”
Secondo il capogruppo pentastellato: "Della rivoluzione culturale si sono perse le tracce anni fa (dalla morte di Gianroberto?), della democrazia partecipata non è rimasto nemmeno lo slogan, delle cinque stelle ci sono solo più “ombre”, quello che resta è un partito con i “furono portavoce” a fare un po' quel che gli pare, creando addirittura correnti interne e faide di potere (Di Maio docet)".
"Onestà facendo figli e figliastri, giustizia adottando le regole a intermittenza o cambiandole all'occorrenza. - sottolinea - Questo ha distrutto il progetto, questo ha polverizzato la voglia di partecipare attivamente, di dare il proprio contributo, di mettere a disposizione le proprie capacità. Da comunità orizzontale a struttura piramidale stratificata, da uno vale uno (sempre interpretato in maniera distorta dal suo vero significato) a pseudo classi dai privilegi crescenti".
Il M5S anche in consiglio comunale a Settimo è sempre stato un partito partecipe ma non votante, un pò come l'effetto dell'immagine riflessa allo specchio a livello nazionale.
"Oggi, di fatto, quello che resta del M5S - chiosa Cirillo - è un partito di sinistra moderata, con capi e capetti, gerarchie e ruoli definiti, accordi e contrattazioni fra colleghi, tutto qua. Non certo qualcosa di cui sentirmi orgoglioso di far parte, e forse nemmeno qualcosa a cui voler essere accostato, per dirla tutta; d'altronde esistono già dei “contenitori” analoghi. E non vedo ancora come Conte, che reputo una persona seria (e dotata di disciplina e onore), possa riportare nel movimento quella ventata di “rivoluzione” delle origini. Staremo a vedere, ma la sensazione è che i buoi siano fuggiti da tempo" conclude Cirillo.
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