Sta diventando una costante: parlare di opere pubbliche, ultimamente, significa anche avere a che fare con l’aumento del costo delle materie prime. La guerra in Ucraina ha infatti imposto un incremento del 20% da applicare ai vari prezzari. Le liste prezzi però, al momento, non sono ancora state aggiornate dalla Regione Piemonte (cosa si spera avvenga entro il 31 di luglio) e di conseguenza anche le cifre per cui le ditte si dovrebbero impegnare per la realizzazione dei vari lavori non risultano attendibili.
In quel di Gassino, il caro prezzi sui materiali, asfalto e acciaio in primis, ha già mietuto le prime vittime: risale a circa una settimana fa l’affermazione, da parte dell’amministrazione comunale, secondo cui i lavori di efficientamento sismico alla scuola Savio molto probabilmente slitteranno all’anno prossimo.
C’è un progetto, tuttavia, per cui la maggioranza del parlamentino gassinese sta puntando i piedi a tutti i costi: la realizzazione della nuova scuola.
“Ci tengo a precisare che i lavori per la costruzione della nuova scuola partiranno. Non sappiamo ancora dire di quanto aumenteranno i prezzi ma faremo fronte a questo rincaro: il progetto è troppo importante, per i bambini, per i cittadini e per noi. Questo è un elemento su cui non abbiamo nessuna intenzione di fermarci: a seguito del consiglio comunale daremo la prima copertura e faremo di tutto per portare a casa i soldi in più che dovremo spendere” ha affermato un inamovibile Andrea Morelli, assessore ai Lavori Pubblici, aggiungendo poi: “i lavori, oltretutto, non possono essere posticipati perché rientrano nei finanziamenti del PNRR e la gara tassativamente scade il 31 dicembre: entro quella data avremo sicuramentela ditta a cui affidare l’appalto”.
Effettivamente il progetto della nuova scuola, edificio che sorgerà vicino alla Ghandi (da demolire)per una spesa di ben 5,3 milioni complessivi, è da sempre stato uno dei capisaldi dell’amministrazione Cugini e apporre la prima pietra, sia in senso simbolico che fisico, sarebbe un grande traguardo.
Il nuovo polo scolastico si presenterà con grandi vetrate, quasi 1300 mq di spazi didattici e una figura moderna e poco impattante, un punto di riferimento per tutta la collina: insomma, un progettodecisamente ambizioso.
La sicurezza dell’assessore Morelli fa sicuramente ben sperare. Gli scettici però (come sempre) non mancano mai. “Aver scommesso sul progetto della scuola è stato rischioso: sono dei lavori importanti che hanno impiegato gli uffici tecnici in maniera significativa. La guerra non si poteva prevedere; nel caso in cui i lavori non partissero, però, questo sarebbe un quinquennio in cui sono stati fatti un paio di marciapiedi e poco altro” ha commentato Alessandro Lorenzon, consigliere di minoranza M5S, per poi concludere con un pizzico di amarezza: “forse sarebbe stato meglio diversificare i piani e concentrarsi su cose un po’ più piccole ma in grado di dare risultati più tangibili”.
Se prevarrà la convinzione di Morelli e compagni, o lo scetticismo della minoranza gassinese, è ancora da vedere: tempo, prezzari e rincaro dei materiali saranno rivelatori.
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