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SETTIMO TORINESE Redditi di cittadinanza, i progetti Puc pronti per essere attivati

SETTIMO TORINESE Redditi di cittadinanza, i progetti Puc pronti per essere attivati

Daniele Volpatto

A Settimo ci sono circa 600 persone che percepiscono il reddito di cittadinanza. Ma che fine faranno? Riusciranno ad essere inserite realmente nel mondo del lavoro? “E’ un tema delicato e particolare – sostiene Daniele Volpatto, assessore alle Politiche del Lavoro di Settimo Torinese – Bisognerebbe capire che intenzioni ha il governo e se arriveranno altri strumenti di tutela per tutti coloro che hanno bisogno di un aiuto economico”. Il Reddito di cittadinanza (RdC) è una misura di politica attiva del lavoro e di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all'esclusione sociale; si tratta di un sostegno economico ad integrazione dei redditi familiari finalizzato al reinserimento lavorativo e sociale. In generale, come informa INPS nel 2021 i nuclei beneficiari del reddito di cittadinanza hanno superato i 2 milioni con un importo medio di 583 euro. “C’è anche da dire che qualcuno ne ha approfittato, come spesso avviene in Italia – ha sottolineato Volpatto – Purtroppo ci sono sempre stati pochi controlli sulle richieste. Una parte dei percettori del reddito è abituata all’assistenza, ritenendo che quei soldi gli siano dovuti. E’ come se il reddito fosse per loro un diritto. Questa è da considerarsi una dinamica mentale tutta all’italiana. Indubbiamente il reddito di cittadinanza va migliorato su tanti punti”. A Settimo Torinese, sappiamo, che nelle ultime settimane sono partiti dei progetti per reinserire gli over 40 nel modo del lavoro. Ma quello che spesso ci si chiede è se c’è anche posto per i percettori del reddito di cittadinanza. Nell'ambito dei Patti per il lavoro e/o per l'inclusione sociale, i beneficiari Rdc (reddito di cittadinanza ndr) sono tenuti a svolgere Progetti Utili alla collettività (PUC) nel comune di residenza per almeno 8 ore settimanali, aumentabili fino a 16. Per cui i Comuni sono responsabili dei PUC e li possono attuare in collaborazione con altri soggetti. Oltre a un obbligo, i PUC rappresentano un'occasione di inclusione e crescita per i beneficiari e per la collettività: “I PUC partiti nel nostro comune – afferma ancora l’assessore settimese – partiranno nei prossimi mesi. Ovviamente non possiamo agire come ci pare ma dobbiamo rispettare dei criteri, in termini di azione e manodopera. C’è una difficoltà con le persone che percepiscono il reddito, perché quando gli viene poi offerto un lavoro, non sempre lo accettano. Si deve innescare un meccanismo di do ut des. Noi continueremo ad attivare altri PUC, ma la platea è molto ampia ed è difficile da gestire”. “Purtroppo lo scenario mondiale non aiuta – continua Volpatto – tra pandemia, guerra e crisi sistemiche, l’effetto è molto drastico. Ci sono famiglie che vivevano sulla linea di galleggiamento e che poi con la pandemia si sono ritrovate senza lavoro e senza una casa. Ed è per questo che vi è stato un aumento anche della povertà. Un effetto positivo del reddito di cittadinanza è che impone l'adeguamento dei salari. Dall’altra parte invece vi è un allontanamento del concetto del lavoro per vivere, l’assistenzialismo purtroppo è proprio un meccanismo all’italiana”. Intanto, il Comune continua a lavorare per l’inclusione lavorativa: “Abbiamo vinto un altro bando e quindi nei prossimi mesi saranno attivati nuovi cantieri lavoro. Penso che partiranno tra settembre e ottobre” conclude Volpatto. Insomma, il reddito di cittadinanza è una misura che prende meriti e demeriti. È sempre molto difficile comprendere perché in Italia le politiche contro la povertà abbiano suscitato diffidenze e divisioni.
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