Guido Sodero si è dimesso il 18 febbraio e l’ha fatto con una lettera durissima in cui punta il dito contro la gestione dell’ospedale. Il collegio dei tre liquidatori, dunque, che sta gestendo la strutturai di via Santa Cristina perde un pezzo, restano solo Alessandro Rossi e Luca Asvisio. Le dimissioni di Sodero sono state accompagnate da un documento al vetriolo dove il commercialista punta il dito contro un modus operandi tutt’altro che perfetto. Nel mirino di Sodero, come di tanti altri in passato, è finito Alessandro Rossi, ex amministratore di Saapa e ora parte del collegio dei liquidatori.
Nella sua lettera Sodero parla di un “disagio professionale” che l’ha portato a sbattere la porta e lasciare la struttura di via Santa Cristina. L’ex membro del collegio parla di una iniziale perplessità rispetto alla procedura di “manifestazione di interesse” aperta qualche mese fa per trovare possibili acquirenti per l’ospedale.
Ma non è tutto. Al centro della polemica di Sodero ci sono anche i ristori e la delibera regionale che esclude, di fatto, l’Ospedale di Settimo da questa procedura. Il documento regionale prevede ristori solo per le strutture che hanno ospitato pazienti ad alta intensità e non media (come il caso di Settimo). Il commercialista, infatti, parla del “mancato riscontro alle mie richiesta di valutazioni di possibili profili di illegittimità e lesività della determinazione dirigenziale della Regione Piemonte del 24 dicembre 2021”. E qui verrebbe da dire che è difficile stupirsi visto che l’ex amministratore di Saapa, Alessandro Rossi, oggi parte del collegio dei liquidatori, è legato a doppio mandato all’assessore alla sanità della Lega, Luigi Icardi. Come potrà mai Rossi puntare il dito contro una legge fatta da chi lo ha messo lì? Ma non è tutto, Sodero si era mosso anche per arrivare ad un affidamento definitivo per la gestione dell’Ospedale. Nella lettera, dunque, si legge del “mancato riscontro (se non in via sostanzialmente negativa, e dai soli uffici) della mia richiesta di predisposizione di un disciplinare di gare, anche in considerazione dell’alto numero dei manifestanti ammessi, nonostante l’urgenza di un confronto sull’argomento”.
Infine Sodero parla di una gestione che, sostanzialmente, se ne frega dei soci dell’ospedale.
“Devo peraltro constatare - conclude il commercialista - mio malgrado che non sono state ritenute neppur degne di essere prese in considerazione le mie precedenti e ripetute richieste di convocazione del Collegio di liquidazione al fine di redigere una relazione condivisa dell’organo collegiale da presentare alla convocata assemblea degli azionisti del 17 febbraio avente all’ordine del giorno l’informativa circa l’esito della manifestazione di interesse pubblicata e sull’attività liquidatoria; qualsiasi informativa resta in quella sede non è pertanto state da me precedentemente verificata”.
Al centro della discussione c’è il futuro dell’ospedale di Settimo, la struttura dopo la liquidazione di Saapa, dovrebbe andare ai privati. Saapa sta per Società Assistenza Acuzie e Post Acuzie, alla quale partecipano in qualità di soci l’Asl To4 (34%), l’Asl To2 (18%), il Comune di Settimo (31,48%), la Cooperativa Sociale Pier Giorgio Frassati (16,50%) e Patrimonio della Città di Settimo (0,02%). Ad occuparsi della chiusura della società ci sono tre liquidatori: Alessandro Rossi (l’amministratore unico di Saapa), Luca Asvisio (Presidente dell’ordine dei commercialisti di Torino e già consulente di Saapa in passato) e c’era Guido Sodero (commercialista di uno degli studi nazionali più noti). A inizio febbraio per l’acquisto dell’ospedale, per 26 milioni di euro, erano arrivate 15 manifestazioni di interesse.
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