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Politica

Il naufragio della giunta di Ivrea

Un'analisi dell'ultimo consiglio comunale

Nekkaz (Archivio La Voce)

Nekkaz (Archivio La Voce)

Durante la seduta del Consiglio di fine dicembre è risultato evidente come le differenze e le lotte interne al governo cittadino stiano disgregando la maggioranza e impedendo posizioni comuni, coerenti e utili alla città.

Al fine di argomentare queste nostre affermazioni vogliamo esaminare l’esito delle votazioni in aula relative ad una serie di documenti: delibera “ società partecipate”, mozione “sportello stranieri”, delibera “Canottieri”.

In aula, durante l’ultimo Consiglio, abbiamo avuto l’ennesima conferma che il governo Sertoli non è riuscito a creare in questa consiliatura una discontinuità con le precedenti Amministrazioni; i rapporti con le partecipate e i consorzi della città restano sostanzialmente immutati, acritici e passivi. 

Riteniamo sia importante mettere in discussione alcuni poteri consolidati, sono Enti mai analizzati e controllati in modo critico e puntuale nel loro operato. La ragione risiede soprattutto nella necessità di verificare se abbiano effettivamente erogato servizi adeguati ed efficienti, verificare la possibilità di “snellire” le loro strutture e definire, guardando alle esigenze dei cittadini, nuovi obiettivi che condizionino il loro agire futuro.   

il sindaco Stefano Sertoli

Durante il dibattito relativo alla delibera che chiedeva l’approvazione dell’analisi delle partecipazioni societarie del Comune di Ivrea abbiamo elencato una serie di inefficienze degli Enti in questione e  denunciando l’assenza, nel documento presentato per il voto, di un esame critico e propositivo del loro operato; il silenzio dei Consiglieri di maggioranza e la scontata relazione dell’assessora Casali non hanno convinto l’aula e, grazie al voto non favorevole di Consiglieri in forza al governo Sertoli, il documento non è stato approvato. Quindi nessun lavoro serio relativo alle partecipate e clamorosa divisione della maggioranza.

Relativamente alla mozione “Sportello per i cittadini stranieri” dobbiamo denunciare la presenza nella maggioranza di Consiglieri  di ideologie ostili alle proposte e all’operato della Consulta dei cittadini stranieri;  segnaliamo la presenza di pregiudizi e disattenzione verso le diverse comunità che animano la nostra città. Sono affermazioni gravi, ma fondate, in quanto maturate durante il  lavoro assiduo e durato anni all’interno della Consulta dove nel tempo abbiamo visto svanire un vero dialogo tra Amministrazione e le comunità rappresentate nella Consulta. Abbiamo appreso che la Consulta, sebbene la stessa abbia manifestato il suo interesse a partecipare alle riunioni che coordinano gli aiuti agli esuli della guerra in Ucraina ospiti nella nostra comunità e sebbene la stessa abbia organizzato su questo tema un’importante riunione il  15 marzo coinvolgendo operatori sociali, associazioni del terzo settore, sindacati e rappresentanti dei consorzi socio assistenziali del territorio, è stata sistematicamente esclusa dagli incontri relativi ai profughi nonostante le nostre ripetute sollecitazioni. 

La Consulta è stata sistematicamente esclusa dagli incontri relativi ai profughi nonostante le nostre ripetute sollecitazioni

La mozione preparata in collaborazione con la Consulta e presentata in Consiglio chiedeva l’attivazione di uno sportello che potesse aiutare i cittadini stranieri in difficoltà. Durante le riunioni della Consulta sono state più volte manifestate e argomentate una serie di difficoltà relative ai servizi di supporto e aiuto erogati dal Comune, ma queste esigenze non sono state mai assecondate dall’Amministrazione.

Il Presidente della Consulta, in una lettera inviata al Sindaco aveva descritto la situazione: “L’attuale servizio comunale di supporto ai cittadini  stranieri non riesce a soddisfare le specifiche esigenze delle Comunità straniere, risulta infatti difficoltoso poter contattare i responsabili e l’alternanza allo sportello di più persone crea una discontinuità nelle comunicazioni; le informazioni e il supporto agli stranieri che eroga lo sportello non sono adeguate alle diverse esigenze d’aiuto richieste”.

L’approvazione della mozione avrebbe potuto riaprire il dialogo interrotto da tempo; le richieste della Consulta ripresentate per l’ennesima volta erano minime e facilmente assecondabili dall’Amministrazione.

La mozione chiedeva: “… di organizzare l’apertura di uno sportello stranieri che si occupi in modo specifico delle problematiche a cui abbiamo fatto riferimento e che tale sportello possa garantire la sua operatività almeno due mezze giornate alla settimana; individuare una figura responsabile preparata alle esigenze del servizio e favorirla nella sua formazione e nel suo lavoro in rete con altre organizzazioni”.

Il voto sfavorevole della maggioranza ha chiuso definitivamente la partita, è stato un voto solo appartenente compatto, perché, fortunatamente, esistono sensibilità “adeguate” all’interno della maggioranza che non si  sentono rappresentate da azioni polemiche e di chiusura; purtroppo, anche in questo caso, la capacità di mediazione del Sindaco ha dovuto cedere il passo all’ostinazione e al pregiudizio di alcuni suoi consiglieri.

Sempre durante l’ultimo Consiglio Comunale è risultato evidente l’incapacità della giunta di organizzare in modo proficuo il dibattito in aula e garantire le votazioni dei punti all’ordine del giorno. Le diverse posizioni dei Consiglieri di maggioranza relative alla delibera che chiedeva ai consiglieri di riconoscere un presunto errore materiale commesso nel passato dall’Amministrazione inerente la localizzazione dell’area ASP (impianti e attrezzature sportive private) in via Lago Sirio (Società Canottieri), hanno obbligato il presidente del Consiglio Diego Borla ad interrompere la seduta per rendere possibili consultazioni di maggioranza, dopo il confronto, che evidentemente non ha portato ad una decisione unitaria, la delibera è stata ritirata. Non entriamo ora nel merito della delibera che proponeva il riconoscimento di un inesistente errore materiale al solo fine di sanare un abuso edilizio e nascondere le gravi inadempienze di dirigenti del passato. Resta il fatto che la delibera, nonostante fosse stata esaminata durante due Commissioni e fosse stata ritirata dall’ordine del giorno di un passato Consiglio, è definitivamente naufragata per l’incapacità del governo cittadino di gestire i necessari confronti interni alla maggioranza, premessa necessaria al fine di permettere l’approvazione dei documenti presentati in Consiglio.

Il presidente del consiglio Diego Borla

Lo sfaldamento dell’azione di governo della maggioranza è di fronte agli occhi di tutti. Le divisioni interne alla Giunta e tra la Giunta e la sua maggioranza mostrano quanto sia importante per una buona amministrazione della città costruire alleanze coese che condividano programmi e modalità di governo. Le elezioni amministrative della prossima primavera saranno l’occasione per un fattivo cambiamento che la città attende da decenni.. 

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