Nel corso di questa consiliatura, a fronte di un nostro tentativo di favorire un dialogo libero da dannosi pregiudizi, abbiamo assistito al progressivo deterioramento delle capacità dell’Amministrazione e della maggioranza di dialogare e collaborare con la Consulta stranieri del comune d’Ivrea.
La situazione è grave e ingiustificabile, è quindi necessario ricordare i passaggi di questa deriva e portare alcune valutazioni per informare i cittadini.
Il ruolo che il nostro gruppo esercita all’interno della Consulta è finalizzato alla realizzazione dei suoi importanti obiettivi: favorire l’integrazione sociale degli stranieri, promuovere la loro partecipazione alla comunità eporediese, contribuire alla difesa e allo sviluppo dei valori della solidarietà e dello scambio interculturale, formulare proposte da sottoporre all’attenzione del Consiglio Comunale e della Giunta.
Il governo Sertoli solo nel settembre del 2019 è riuscito, dopo l’approvazione in Consiglio Comunale di alcuni punti delregolamento della consulta, a garantire le condizioni per il suo funzionamento; si è perso quindi molto tempo utile, segno della scarsa attenzione alle esigenze di partecipazione delle comunità straniere presenti in città.
Il lavoro svolto dal Presidente elettoGabriella Colosso durante il suo breve mandato è stato proficuo; il clima collaborativo all’interno della Consulta ha permesso, a diverse persone, Associazioni, Cooperative sociali e Istituzioni di collaborare e approfondire i reciproci rapporti e di organizzare eventi in città molto partecipati, queste iniziative sono state favorite dall’impegno dell’assessore alle politiche sociali Giorgia Povolo.
Alla luce di queste importanti iniziative svolte risulta ancor più incomprensibile e inopportuno il tentativo di due Consigliere elette dalla maggioranza nel direttivo della Consulta di delegittimare la Presidente Colosso regolarmente eletta; la mozione da loro presentata in Consiglio che chiedeva la nomina di un nuovo Presidente risultò irrispettosa dell’autonomia e del lavoro svolto dalla Consulta tenuta all’oscuro dell’iniziativa e fu fortemente criticata da diverse associazioni attive all’interno della Consulta.
La mancanza di sensibilità all’importanza dell’integrazione sociale e del rispetto delle comunità straniere ha portato nel mese di gennaio la maggioranza ad approvare in Consiglio Comunale un ordine del giorno che stigmatizza un particolare tipo di violenza sessuale collettiva, commessa, a dire dei proponenti, prevalentemente da nord africani.
Un testo che non avrebbe dovuto essere ammesso alla discussione prima di un adeguato confronto nelle Commissioni, confronto che avrebbe potuto emendarlo e aprire il documento al fatto che la violenza sulle donne interessa tutti i gruppi sociali e le diverse comunità.
In segno di protesta il nostro gruppo non ha partecipato al voto ritenendo l’iniziativa improvvisata, dannosa alla pacifica convivenza e offensiva verso alcune comunità di stranieri che risiedono in città.
All’ordine del giorno approvato con i soli voti della maggioranza è seguito un documento scritto dal direttivo della consulta e dal suo nuovo presidente Lekbir Nekkaz.
Nel testo si apprezza il fatto che in Consiglio si fosse discusso dell’importante tema della violenza sulle donne e della necessaria garanzia dei loro diritti, ma si evidenzia, in riferimento all’ordine del giorno, che” è inaccettabile usare la cultura, le tradizioni e le religioni per relativizzare la gravità delle condotte e ricondurre fatti gravissimi alla semplificata contrapposizione tra un noi (buoni) e un loro (cattivi)”.
L’approvazione dell’ordine del giorno è stato un errore grave che denota l’incapacità della maggioranza di arginare gli estremismi presenti al suo interno; è mancata la mediazione del Sindaco che ha dovuto subire pressioni dei capigruppo della Lega e del Gruppo misto firmatari del documento.
La sordità dell’Amministrazione alle esigenze dei cittadini stranieri si è nuovamente manifestata il 15 febbraio quando è stata comunicata alla Consulta stranieri la risposta negativa alla loro proposta di rendere nuovamente operativo lo “sportello stranieri”, servizio soppresso dall’Amministrazione all’inizio del suo mandato e sostituito con un nuovo sportello che si occupa di molteplici problematiche senza riuscire a supportare gli stranieri in modo adeguato e professionale.
In diverse sedute della Consulta le comunità di cittadini stranieri avevano segnalato e descritto con esempi concreti l’importanza di poter nuovamente usufruireper alcune ore alla settimana di uno sportello specifico al fine di ricevere informazioni e consulenze relative alle loro pratiche, incombenze complicate in quanto legate a una limitata padronanzadella lingua italiana e alle prassi burocratiche previste nel nostro paese.
La risposta firmata dall’Assessore alle politiche sociali Giorgia Povolo non asseconda neppure una delle proposte di miglioramento del servizio formulate dalla Consulta,un’occasione persa per riaprire il dialogo e accogliere una parte dei piccoli miglioramenti proposti.
La deriva presa dall’Amministrazione ci preoccupa perché non favorisce la vita dei cittadini stranieri, non aiuta l’integrazione tra le diverse comunità e rischia di compromettere il rapporto di fiducia necessario tra Giunta e Consulta.
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