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Ivrea
07 Novembre 2022 - 14:29
Mentre l’attività dell’attuale Amministrazione eporediese langue, da qualche tempo è già iniziata una sotterranea campagna elettorale che culminerà nella primavera del 2023 con le elezioni per il nuovo Sindaco della città di Ivrea. Purtroppo come accade spesso, per chi non conosce il funzionamento della Pubblica Amministrazione, i primi mesi dall’insediamento di un nuovo Consiglio Comunale vengono impegnati per conoscere la situazione mentre negli ultimi, per ciò che riguarda il governo della città, si tirano i remi in barca concentrandosi sulle eventuali ricandidature. In questa consiliatura, dove c’è stato pure l’intervallo del Covid, di fatto il dibattito politico pubblico si è ridotto a un paio di anni su cinque.

Il sindaco di Ivrea Stefano Sertoli
Alle mille promesse spot fatte in campagna elettorale non sono seguiti né una programmazione pertinente, né una visione a medio e lungo termine, né un dibattito pubblico adeguato. Per ciò che riguarda il prima anno dall’insediamento ci si sarebbe aspettati una veloce presa di coscienza della situazione e invece dopo oltre quattro anni ci tocca ancora sentire, nelle sedi istituzionali, che i problemi riscontrati da questo esecutivo sono tutti riconducibili alle passate amministrazioni. Se questo in parte può essere vero una buona attività politica imperniata sul bene comune dovrebbe ricercare, e possibilmente trovare, soluzione a problemi che si trascinano da anni andando oltre un mero scambio ideologico, tipico dei partiti, di accuse tra chi c’era prima e chi è arrivato dopo.
Mentre per ciò che riguarda l’attuale fase finale di consiliatura, invece di pensare solamente alle prossime elezioni, bisognerebbe chiudere qualcuna delle istanze aperte e definire con chiarezza quanto si è seminato, se lo si è fatto, senza cercare di strafare accelerando eccessivamente i tempi rischiando di lasciare quale eredità politica a chi verrà più problemi di quelli che si erano trovati cinque anni fa. Chi conosce i meccanismi della P.A. sa bene che ci sono dei processi che necessitano di tempi lunghi che sarebbe utile affrontare ad inizio mandato per non dover poi correre in maniera scomposta e disorganizzata per cercare di chiuderli in fretta e furia durante la campagna elettorale. Anche perché dare per completati dei percorsi, magari complessi, partiti in ritardo comprimendo eccessivamente i tempi, ma soprattutto escludendo un approfondito dibattito pubblico, si rischia di arrecare un danno enorme alla città perché la prossima Amministrazione si troverebbe con le mani legate da iniziative vincolanti magari non prioritarie oppure non sufficientemente discusse e perfezionate. Un esempio su tutti è la Variante Generale al PRG che è stata tenuta in un cassetto nei primi anni di consiliatura per poi subire un’accelerazione, con la rottura dei rapporti con lo Studio Boeri di Milano, e un cambio di rotta, anche radicale, su taluni punti strategici che necessiterebbero di maggior approfondimento e partecipazione pubblica a partire dagli addetti ai lavori.

Il problema è che nonostante gli “impegni” richiesti alla Giunta dal Consiglio Comunale con un voto unanime l’esecutivo non è stato in grado di mettere in atto quanto richiesto non si sa se per incapacità o per mancanza di volontà svilendo però in tal modo il ruolo fondamentale dell’assemblea eletta dai cittadini
Le istanze aperte e mai chiuse dall’attuale Amministrazione sono infatti parecchie, ma invece che concentrarsi sui tanti problemi aperti, tentando per lo meno di risolverli, i membri della Giunta e i consiglieri di maggioranza sembrano maggiormente interessati alle future poltrone.
Tutti i cittadini più attenti alle vicende della politica locale ricorderanno almeno una delle tante interpellanze e mozioni che la lista civica Viviamo Ivrea, spesso in collaborazione con il resto della minoranza, ha presentato in questi oltre 4 anni. Tutte con intento propositivo e tutte proponendo un percorso alternativo a quanto motivatamente criticato tanto che molte di queste sono state approvate in maniera trasversale. Il problema è che nonostante gli “impegni” richiesti alla Giunta dal Consiglio Comunale con un voto unanime l’esecutivo non è stato in grado di mettere in atto quanto richiesto non si sa se per incapacità o per mancanza di volontà svilendo però in tal modo il ruolo fondamentale dell’assemblea eletta dai cittadini. Alcune mozioni poi erano di una semplicità esecutiva esemplare e senza comportare costi eccessivi a carico del Comune, ma, nonostante questo, non sono state attuate.

La passerella della stazione ferroviaria non è mai stata collaudata
A mero titolo di esempio ne ricordiamo due tra le più recenti approvate all’unanimità, entrambe riguardanti la ferrovia e i rapporti con RFI: una del 30 maggio e l’altra del primo agosto 2022. In estrema sintesi in entrambe, vista l’immobilità della Giunta sul tema, si “impegnavano” Sindaco e Giunta a “convocare uno o più incontri con RFI per definire, punto per punto, tutte le istanze aperte …” e cosa è successo da allora? Nulla; e intanto i problemi si amplificano e succederà che ci troveremo tra capo e collo, senza possibilità di modifica, iniziative e progetti presi da RFI senza uno straccio di discussione con la città.
Francesco Comotto
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