Aveva resistito qualche giorno e poi era scoppiato come una pentola a pressione. Marco Jacopo Bianchi, in arte Cosmo, lo aveva fatto con un post sul suo profilo di Facebook e su Instagram. Più che un commento una denuncia con il dito puntato diritto diritto sulla Lega di Anna Bono e di Giuliano Balzola, di Giorgia Povolo e di Andrea Cane, di Alessandro Giglio Vigna, e per finiresu gran parte dell’attuale maggioranza del sindaco Stefano Sertoli.
Succedeva tra la fine di giugno e gli inizi di luglio, nelle ore immediatamente successive alla “Magica Parata del libro”, la manifestazione fortemente voluta dall’assessora Costanza Casali per dare il via alle iniziative legate a “Ivrea Capitale del libro”“È giusto che la città sappia una cosa - scriveva Cosmo - l’evento ha rischiato di saltare perchè all’interno delle forze di maggioranza della Giunta ci sono state forti e assurde opposizioni alla presenza di una drag queen in sfilata. Tali opposizioni hanno travolto l’assessore di riferimento come se stesse per scoppiare uno scandalo…”.
E poi sempre Cosmo a raccontare di un clima che s’era fatto davvero pesante.
“L’urgenza di non far saltare l’evento, la nostra “forza” nel negoziare le condizioni (la condizione principale era una “banalissima” inclusività) e la mediazione dell’assessore hanno salvato la sfilata e tutto è andato liscio – aggiungeva– Ma si sappia che all’interno delle forze di maggioranza esistono preoccupanti spinte omofobe. E da parte dell’opposizione un assordante silenzio. Abbiamo deciso di portare avanti il progetto ma in ogni caso denunciare questo atteggiamento che nella nostra città rischia di fare danni (se non li ha già fatti). Il continuo tentativo di una certa forza politica di controllare la vita culturale di questa città indicando ospiti non graditi (per orientamento sessuale, etnia o appartenenza politica) deve finire. La cultura non è esclusione o distruzione di quello che viene individuato come “nemico”. E non esiste dibattito sull’inclusione, perchè l’inclusione è la premessa di ogni cultura democratica…”. Insomma – e anche questo lo dice lui:“Benvenuti nel 2022”.
Immediate le reazioni di tutta la maggioranza di governo, dalla Lega passando ai Fratelli d’Italia di Marco Neri con il dito puntato sui costi e sul “cachet” del cantautore. Su quei 6 mila euro o poco più considerati eccessivi.
La notizia di questi giorni è che Cosmo ci ha rinunciato. L’intera giornata è così costata poco più di duemila euro, fatturati dagli operatori. Tutto scritto nero su bianco in un determina, la numero 633 del 10 ottobre 2022.
Da un certo punto di vista un vero e proprio smacco “anche politico” da uno che la politica eccome se la fa. E un po’ come se avesse detto a chi ha orecchie per ascoltare: “Teneteveli quei quattro soldi, non ho bisogno dell’elemosina...”.
In realtà qualche tentativo per un commento lo abbiamo fatto ma Cosmo è a New York e quando qui è giorno, lì è l’ora della buonanotte.
Di sottofondo le dichiarazioni di allora.“Non ci sto a farmi dare del bugiardo - aveva stigmatizzato Cosmo in quei giorni - Qualcuno ha detto che sto cercando visibilità. E io dico di no! Dico che questa cosa è da bigotti. Io non sono così. Io non cerco visibilità e non ne ho bisogno. Mi ha cercato anche Xfactor e io ho detto no. Hanno preso di mira la persona sbagliata. Il deputato Giglio Vignacontesta i numeri dei partecipanti. Considerando che si è trattato di una domenica rovente e si è organizzato la sfilata in una settimana, io dire che è andata più che bene. E’ stata una cosa intensa e potente cheha aperto uno spazio. A Ivrea è successo qualcosa che non era mai successo prima… Resta il tentativo fallimentare da parte di alcuni di controllare la vita culturale a Ivrea e io dico che la vita culturale deve essere lasciata scorrere libera. Ciò che evocano questo genere di controlli lasciamolo al passato…”.
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