FAVRIA. Due settimane fa, Luca Cattaneo ha rassegnato le dimissioni da consigliere comunale. Al suo posto, ora, in consiglio entrerà Gianni D’Aloia, primo degli esclusi. Al consiglio comunale del 30 giugno sarà reso noto il capogruppo della minoranza, assieme a quello di maggioranza e alla Giunta del secondo mandato Bellone.
La notizia più recente, ad ogni modo, è proprio l’ingresso di D’Aloia in consiglio. D’Aloia, 53 anni, è operaio alla Perardi e Gresino, e quella che si apre quest’anno è alla sua terza esperienza amministrativa.
Come hai preso la notizia dell’ingresso in consiglio?
Luca ha preso la decisione di dimettersi e sapevo che quello subito dopo ero io. Ad ogni modo, dieci anni fa ero in maggioranza, poi ho fatto cinque anni di minoranza e ora sono pronto a ricominciare in minoranza.
Luca Cattaneo ha fatto una diagnosi durissima della vecchia guardia, evidenziando la perdita di consensi: cosa pensi della sua analisi?
Come “vecchia guardia” entreremo in consiglio comunale, mentre dei nuovi nessuno è entrato in minoranza; Francesco è un veterano, Antonella e Ilenia pure. Va anche detto che l’affluenza a Favria è stata minore rispetto all’ultima tornata elettorale, e così i voti sono stati anche dimezzati. Io stesso ho preso la metà dei voti rispetto all’altra volta, quando ero stato il più votato. Va preso atto del fatto che loro sono stati più bravi, e quindi il cittadino li ha scelti.
Che tipo di opposizione pensi si dovrà fare?
Io sono pronto a fare opposizione costruttiva, ma non voglio più litigi e né voglio più che si alzi la voce: voglio lavorare per il bene del paese, perché magari le nostre idee assieme a quelle della maggioranza, assieme, possono migliorare il paese. Credo che non si debba far guerra tra di noi, perché non porta a nulla, e soprattutto perché poi ci rimette il cittadino. Io se sono in consiglio è per il bene del paese, e vale lo stesso principio di quando ero in maggioranza. A Favria sono nato, qui ho trovato un lavoro e ho messo su famiglia. Farci guerra tra di noi non porta a nulla, ci rimettono i cittadini. Se uno tiene al paese, poco importa che sia in maggioranza e in minoranza.
Nel corso dell’ultimo mandato, però, è stata alzata la voce in diverse occasioni...
Sì, ma per il futuro bisogna capire che, nonostante le idee diverse si devono usare modi differenti da quelli usati. Come ho detto, se tutti noi facciamo politica lo facciamo perché ci piace e per il bene del paese. Lo stesso principio vale per la mia attività di delegato sindacale: lo faccio dal ’99 per aiutare le persone attorno a me. Spero che quest’obiettivo sia anche quello della maggioranza, e spero che ci dicano: ‘va bene, collaboriamo!’.
Che rapporto continuerete ad avere con Cattaneo dopo le sue dimissioni?
Sicuramente di amicizia: se uno prende una strada diversa non significa che i rapporti di amicizia debbano interrompersi. Resta il fatto che sarebbe stato meglio se fosse rimasto, perché lui è molto preparato da un punto di vista tecnico, conosce benissimo la mac- china amministrativa, ed era competente su tutti i fronti. Però di fronte a queste scelte bisogna accettare e rispettare la sua volontà
Avete già pensato a un capogruppo?
Lo decideremo in questi giorni.