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IVREA. Perinetti accusa: “Sono apatici e rassegnati”. Non dicono “no” e chiedono compensazioni

IVREA. Perinetti accusa: “Sono apatici e rassegnati”. Non dicono “no” e chiedono compensazioni

galleria ferrovia ivrea

La scorsa settimana s’è riunita una “capigruppo” (di tutte le rappresentanze politiche che siedono in consiglio comunale) per discutere del progetto di elettrificazione della linea ferroviaria Ivrea Aosta in corso di definizione da parte di Trenitalia. L’impressione che si è avuta? Che sindaco e assessori (Giuliano Balzola e Michele Cafarelli)  abbiano perso troppo tempo e stiano navigando a vista, troppo concentrati, se vogliamo, sulle possibili compensazioni piuttosto che a dire “no, questa cosa non ci piace”. All’indice, sia la sopraelevazione di circa 1 metro del piano stradale di corso Cavour, sovrastante la galleria, sia la sopraelevazione di 50 cm del marciapiede. Per inciso la galleria (per circa 40 metri) verrà ricostruita nel tratto al di sotto di Piazza Perrone così come sarà ricostruito il cavalcaferrovia.  “Chiunque conosca la città - ha commentato subito dopo la riunione il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti - sa che il sistema viabile, già compromesso tra la Dora Baltea e la collina, tutto potrebbe sopportare salvo che un “dosso”. Ci si chiede se ce lo abbiano chiaro in mente anche gli assessori  che insieme al sindaco si stanno occupando della patata che scotta....”. Per la cronaca, lungo tutta la tratta, sono previsti 3 cantieri base, 9 operativi e 14 aree tecniche che lavoreranno ininterrottamente tra gennaio 2024 e dicembre 2026, quindi anche un piano di trasporto sostitutivo nella tratta da Ivrea ad Aosta con un interscambio bus-treno alla stazione di Ivrea.  A Ivrea si prevede un caos infernale ed è su questo che il sindaco,   collegato on line, si è concentrato. Ha raccontato di aver incontrato i tecnici di RFI (Rete Ferroviaria Italiana) e di aver spiegato tutti questi disguidi, ma anche di aver ipotizzato con loro soluzioni tecniche durante i lavori, a cominciare da un ponte provvisorio verso Montalto, passando dalla chiusura di una corsia alla volta sul Lungodora.....  “Avrebbero dovuto discutere non già dei lavori, ma di soluzioni alternative ai lavori - stigmatizza Perinetti -  Per esempio di treni trimodali che per tratti non troppo lunghi (e qui stiamo parlando di appena 1,2 km) possono funzionare a batteria. Il sindaco ci ha detto che la Valle d’Aosta non è d’accordo a comprarli. E che si fottano. Ci sono 6 miliardi di euro del Pnrr a disposizione, possibile che non se ne possa spendere una fetta per il rinnovo dei mezzi...?” Diciamo che Perinetti, nei modi che hanno di fare sindaco e assessori, quel che ha intravisto è  una totale “apatia” o, se si preferisce, “rassegnazione”. “Sono senza capacità di iniziativa politica....Troppo passivi.  - aggiunge - Al posto loro avrei cercato di organizzare un tavolo serio con la Regione Piemonte... Sono loro i nostri interlocutori. Non ha senso parlare con le FS o con la Valle d’Aosta. Con loro non c’è storia... Sertoli ci ha detto che ne ha fatto cenno all’assessore regionale ai trasporti. E che cosa significa? Avrebbe dovuto muoversi in maniera ufficiale.” In ogni caso per il prossimo consiglio comunale, in programma presumibilmente a metà luglio, Pd, Viviamo Ivrea e Movimento 5 stelle preannunciano un ordine del giorno con formale richiesta di revisione del progetto. “Cafarelli sta cercando di capire quali compensazioni chiedere - aggiunge ancora Perinetti - Una passerella pedonale, la risistemazione della parte sotto del lungodora. Se chiedi questo, loro te lo fanno... ma non è da qui che si deve partire.”. E adesso che si fa considerando che il 15 agosto scadono i tempi per le contro osservazioni da inviare alla conferenza dei servizi? “E’ tardi - stigmatizza un po’ tutta l’opposizione - La giunta di Ivrea sapeva tutto questo da mesi. Hanno incontrato i tecnici  già a maggio. Il tempo è scaduto...”. E dire che in un recente consiglio comunale, in risposta ad una mozione presentata da Viviamo Ivrea e Movimento 5 stelle,  il sindaco, oltre a raccontare di un incontro con RFI andato a buca per lo sciopero dei treni, s’era impegnato a smuovere un po’ le acque coinvolgendo la zona omogenea. S’è ammalato e non se n’è ancora fatto nulla. Il ritardo con cui ci si sta muovendo è evidente considerando che gli elaborati sono all’esame del Consiglio Superiore dei lavori Pubblici già dallo scorso mese di aprile quando è stata avviata la Conferenza dei Servizi con gli Enti e le Amministrazioni interessate dal tracciato. Il progetto di elettrificazione della Ivrea-Aosta prevede un investimento di 146 milioni di euro del PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza), di cui 36 per il miglioramento delle stazioni che si trovano sull’intera linea e 110 per l’elettrificazione dei 66 km della Ivrea Aosta. “Il progetto definitivo – dicono a RFI – è stato redatto nell’ultimo anno, quando si è avuta una “ragionevole certezza” della copertura finanziaria anche della fase esecutiva…”. A fine 2022 si ipotizza l’avvio della gara con inizio dei lavori nel gennaio del 2024 e conclusione nel giugno del 2026. Per la cronaca, sulla tratta, ci saranno tre cantieri base e nove operativi. Gli interventi riguarderanno anche le stazioni di Nus, di Hone-Bard, di Montanaro e di Strambino. Si interverrà in tutto su 18 gallerie (ce n’è anche una a Borgofranco di Ivrea): per alcune basterà l’abbassamento del piano del ferro per inserire la «catenaria rigida» della linea elettrica; in altre servirà una «allargamento». Oltre all’elettrificazione l’opposizione ha chiesto lumi anche sul Movicentro (nessuno ha ancora visto la perizia) e sulla passerella non ancora collaudata perchè non costruita come indicato nel progetto. Questione di saldature trasformatesi in bulloni. Cafarelli ha preannunciato una sanatoria ai lavori a cui seguirà il collaudo. E la perizia? “Ci han promesso che ce la invieranno... - alza le braccia al cielo Comotto - Staremo a vedere!”
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