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IVREA. Via Buozzi, arrivano le bollette. Atc consiglia il fondo sociale

IVREA. Via Buozzi, arrivano le bollette.  Atc consiglia il fondo sociale

Via Buozzi (foto d'archivio)

Mettetevi nei miei panni e ditemi come potrò mai pagare 10/12 mila euro di spese di riscaldamento. Ho quattro figli e viviamo solo con lo stipendio di mio marito che supera di poco le mille euro al mese...”.  Parla così, a ruota libera, una delle 36 inquiline dei due condomini al civico 4 di via Buozzi, di proprietà dell’Atc. Con il cuore in mano ma conservando tutta la dignità di cittadina e mamma. Il casino era venuto fuori un paio di mesi fa e in quell’occasione, oltreché dei mancati pagamenti, s’era discusso, e pure animatamente, della caldaia che s’era rotta a metà marzo, quando ancora faceva un freddo cane e nessuno l’aveva aggiustata. “Si va verso la bella stagione – aveva risposto Franco Lova il nuovo amministratore – Sistemarla avrebbe significato, comunque aspettare un mese… ”. Lova è arrivato da poco,  nominato dall’ATC che essendo proprietaria di gran parte degli appartamenti ha la maggioranza in assemblea. La prima cosa che ha fatto è tirare giù i conti del dare e dell’avere (il bilancio consuntivo) e s’è subito accorto di quelle bollette del riscaldamento non pagate e con tanto di ingiunzione firmata dal gestore Exe.Gesi, pari a 55 mila euro all’anno come da contratto. “Nessuno ce le ha chieste” avevano “inforcato” i condomini. “E adesso che cosa facciamo? – avevano commentato in tanti – Qui abbiamo il problema a mettere insieme il pranzo con la cena… E poi nessuno era al corrente di tutti questi arretrati…”. La colpa Lova l’ha subito data al precedente amministratore Gemma Matè.  All’indice gli arretrati di due anni, a cui si aggiungerà l’ultima stagione. Tra i condomini c’è chi si ritrova con debiti di 3, 4, 5, anche 8 mila euro.  Impossibile pretenderli, anche a rate, da chi vive in una casa popolare, sennò - ed è anche stupido sottolinearlo - non vivrebbe certo qui. C’è il disoccupato. C’è la famiglia numerosa. C’è chi campa con gli assegni e di assistenza sociale. C’è il pensionato con la “minima” da 300 euro al mese. “Nessun problema  – aveva cercato di stemperare Lova – Atc s’è messa d’accordo con Exe.Gesi accollandosi il debito. Ogni famiglia tratterà con Atc un piano di rientro…”. Bene sottolineare che Exe.Gesi fa più o meno quello che vuole ATC, considerando che è una società in house e Atc ne è proprietaria al 100%. “La precedente amministratrice - ci conferma ATC - per due stagioni, ovvero 2019-2020 e 2020-2021 ha ricevuto le fatture e le letture dei consumi puntualmente ma non ha consuntivato la spesa per il riscaldamento, pur in presenza di numerose sollecitazioni da parte di Atc. Ciò significa che i residenti in questi anni hanno continuato a usufruire normalmente del riscaldamento, pur non pagando nulla per il servizio. Dopo la nomina del nuovo amministratore, Atc è intervenuta con una surroga sul pagamento. In sostanza ha pagato tutto quel che c’era da pagare....”. Morale? La somma dovuta per le due stagioni precedenti che adesso è diventato un debito nei confronti di ATC verrà addebitata sulla bolletta di giugno, che i residenti in via Buozzi riceveranno nei prossimi giorni.  “Naturalmente - spiega ATC - non sono tenuti a pagare tutta la somma per intero, ma potranno fissare un appuntamento ai nostri sportelli per la rateizzazione dell’importo,  che non facciamo a monte in modo che possano scegliere il numero di rate”.  Ma c’è un però. “Le famiglie a basso reddito - aggiunge ATC - potranno presentare domanda al fondo sociale regionale che copre infatti l’intera morosità cumulata sulle bollette dell’anno precedente la domanda...”.  S’aggiunge che l’assemblea dei condomini avrebbe votato lo studio di fattibilità per avviare i lavori di riqualificazione energetica con il superbonus 110%. “Questo - dice Atc - significherà una nuova centrale termica e una migliore coibentazione. I consumi energetici delle prossime stagioni potranno così diminuire fino al 60%, con un risparmio anche sui costi di riscaldamento...” A tal proposito Franco Lova  sostiene di aver cheisto tre preventivi.  “Alla prossima assemblea - aggiunge -  i condomini decideranno se vogliono restare con Ex.Gesi o passare a una gestione diretta...” Lova peraltro è convinto che per l’ultima annualità, pur in presenza di un contratto scaduto, Exe.Gesi non potrà richiedere più dei 55 mila euro concordati essendoci nella “proroga” una sorta di  accettazione tacita. “Se si andasse in base ai consumi - specifica - le bollette schizzerebbero al doppio...”. Epperò così è un po’ troppo facile. Resterebbe infatti da definire con Exe.Gesi tutto il resto a cominciare dalle “penali” per il mancato rispetto della clausola di pronto intervento prevista dal contratto sottoscritto nel lontano 2009. Sempre Exe.Gesi peraltro non s’è mai preoccupata di garantire una temperatura minima di 20 gradi….  Altro capitolo sull’efficienza energetica e sul degrado in cui versano i due edifici. Da lontano nulla da segnalare. E’ quando ci si avvicina che, anche a occhio nudo, saltano fuori grandi magagne. Con quei pezzi di cemento che cascano giù dai balconi scrostati e dalle pareti dei garage. Con quei serramenti interni ed esterni rotti e pieni di fessure. Con l’umidità che sta rovinando intere pareti e pure le ossa degli inquilini. In queste condizioni si capisce fin troppo bene il perchè delle bollette così salate. A parole tutti bravi, nella realtà di via Buozzi, sia Atc, si Exe.gesi (nel corso di 12 anni, tanto è durata la sua gestione del riscaldamento) se ne sono sempre fottuti.  E dire che sul sito di Exe.Gesi pare di avere a che fare con un’azienda davvero impegnata non solo nella riscossione. “Li sentiamo solo quando è ora di pagare….” stigmatizzano praticamente tutti. E se l’epilogo di una brutta storia sembra praticamente già scritto c’è chi ancora spera in un miracolo. In molti chiedono il riscaldamento autonomo (“Ognuno paga per quel che consuma”). Qualcuno si sarebbe aspettato di vedere il sindaco (“Non s’è fatto vedere”). Tutti s’attendono comprensione…. (“E’ da dicembre che non lavoro… Voglio mettermi in regola ma come faccio a pagare…”).  Di sottofondo quella frase pronunciata nel cortile durante una vivace discussione con Franco Lova. “Paghiamo persino il giardiniere. Abbiamo costi di un residence ma facciamo una vita da cani…”.  Una che nella sua vita ne ha viste tante, forse troppe.
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