Dopo i disagi delle settimane scorse dovuti alla rottura di una tubatura dell’acquedotto che serve Romano, Strambino, Mercenasco e una parte di Scarmagno la Smat potrebbe partire con ben due nuovi progetti già nel 2022.
Il primo è il rifacimento dell’intera infrastruttura, opera richiesta a gran voce da molti cittadini, dopo i ripetuti problemi che si sono verificati nel corso del tempo.
Il secondo progetto in cantiere invece riguarda l’allacciamento all’acquedotto di Ivrea tramie bypass. Ma facciamo un passo indietro. Nelle settimane scorse i sindaci dei paesi interessati con toni collaborativi avevano richiesto all’unanimità delle verifiche sull’acquedotto alla Smat.
Angelo Parri, sindaco di Mercenasco era rimasto più sulle sue, mentre Oscarino Ferrero primo cittadino di Romano si era esposto di più chiedendo delle risposte concrete.
Ora a distanza di qualche settimana arrivano risposte incoraggianti. Il primo progetto, ovvero la bonifica e il rifacimento delle condotte esistenti sembrava quasi un passaggio obbligato.
Anche perchè è di pochi giorni fa la notizia che si sono presentate nuovamente perdite ad una delle tubature idriche di Romano.
“Mi sembra la via più ragionevole - afferma Oscarino Ferrero - da quello che mi hanno riportato alcuni ingegneri della Smat, l’intervento dovrebbe già farsi quest’anno. Attendiamo comunicazioni definitive e più precise ma i segnali sono buoni. È evidente che le condotte vadano rinnovate, sono fatiscenti, vecchie, si rompono o comunque hanno problemi troppo spesso. Diamo il nostro pieno appoggio a Smat e collaboriamo al 100% con loro ma si deve prendere atto delle cose come stanno. Se si ripara una tubatura in un punto e la settimana dopo appena qualche metro più in là si ripresenta un problema è evidente che bisogna intervenire. Anche perchè oltre che un danno ai cittadini è anche un costo in più per la Smat stessa dover sempre rappezzare. So che i fondi necessari sono già disponibili, il progetto è già stato finanziato quindi non resta che attendere gli sviluppi”.
Il collegamento dell’acquedotto dei vari paesi con quello dell’eporediese invece sembrerebbe una questione più dibattuta fra i cittadini. Si dice che potrebbe ridurre il gettito idrico che già non è potentissimo, ma secondo Ferrero sono solo paure.
“Capisco che l’idea di allacciarsi all’acquedotto eporediese possa suscitare perplessità, visto che in passato a Ivrea hanno avuto non pochi problemi con l’acqua. Ma in questo caso si tratta di un bypass. In pratica questo collegamento interviene solo in casi di necessità, come può essere quello accaduto qualche settimana fa. Senza contare che Ivrea ha risolto determinate criticità degli impianti idrici e a noi non toglierebbe nulla di ciò che abbiamo. Anzi - ha concluso - ci permetterebbe di monitorare meglio la situazione ed essere pronti in casi di emergenza”.
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