In 25 hanno già firmato le petizione promosso da Annalisa Thielke titolare de Il Baguccio e, com’era prevedibile, anche il consiglio comunale dibatterà sui 300 mila euro distribuiti dalla giunta, attraverso due specifici bandi, alle attività economiche e alle associazioni colpite da Covid. All’ordine del giorno una mozione del Pd che impegnerà l’Amministrazione Comunale, quindi il vicesindaco Elisabetta Piccoli di Forza Italia, a non dimenticarsi mai più, specie di fronte ad argomenti importanti come questo, dipassare dalla “Consulta”o di utilizzare le Commissioni. Che poi peraltro nella delibera costitutiva della Consulta viene espressamente enunciato “che in un momento di crisi economica come quello che la Città sta attraversando e che investe in particolar modo il tessuto commerciale cittadino, con problematiche molteplici e complesse, questa Amministrazione considera importante e fondamentale attivare momenti di confronto, istituzionalizzando un luogo specifico dove i titolari delle attività commerciali, artigianali e attività turistico ricettive possono avere la parola sui problemi riguardanti il Comune e il loro settore”.
Ed inoltre “che la Consulta rappresenta un’espressione importante di partecipazione in quanto favorisce il coinvolgimento pieno ed effettivo dei titolari delle attività alla vita politico-amministrativa del Comune, con funzioni propositive e partecipative”;
Il Pd evidentemente prende atto delle lamentele di molti commercianti sulla non adeguata pubblicizzazione del bando comparso sul sito internet del Comune nei primi giorni di dicembre con scadenza per la presentazione delle domande il 21 dicembre, tra l’altro in un periodo in cui il settore è fortemente impegnato nella propria attività.
“Risulta - commentano - che siano solo 97, su un potenziale di oltre 500, gli esercenti che hanno fattorichiesta di contribuzione...”
In ogni caso secondo Maurizio Perinetti, Gabriella Colosso, Fabrizio Dulla e Andrea Benedino presentatore di un’altra interpellanza sui sostegni alle Associzioni esistono svariate criticità nei criteri di assegnazione. Ad esempio l’esclusione di chi ha iniziato l’attività negli anni 2020 e 2021 o la mancata presa in considerazione dei codici ATECO in modo da non escludere alcuna attività.
“Risultano poi insufficienti le modalità di controllo per verificare la veridicità dei dati forniti nelle dichiarazioni...” concludono.
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