Cerca

IVREA. Altri tre mesi di inutile attesa. Movicentro e Zac! nel limbo

Capita – ci mancherebbe ancora – che ad una riunione di consiglio comunale la giunta chiami un tecnico per spiegare un argomento tecnico. E’ capitato il 3 marzo scorso, con il Movicentro e con lo Zac! Una brutta storia. Ad un certo punto, senza alcun preavviso, la vicesindaca Elisabetta Piccoli ha dato la parola a Davide Luciani dell’ufficio Tecnico. Obbiettivo dichiarato (s’intende di Piccoli e Luciani) smontare la mozione attraverso cui le Opposizioni chiedevano di modificare, con una semplice “variante non variante” (così si chiama) le destinazioni d’uso del vecchio fabbricato di Trenitalia, aggiungendo nell’elenco i centri estetici e i parrucchieri. Un modo come un altro per zittire  una volta per tutte Trenitalia e dirle che tutto ciò che s’era concordato di fare era stato fatto. Epperò, secondo Luciani, la “variante non variante” sarebbe stata irregolare e comunque il notaio, per il trasferimento del diritto di superficie, avrebbe avuto “ bisogno di indicare una cifra che poi sarebbe stata tassata…”. Aggiunse che, a suo avviso, nell’accordo a suo tempo sottoscritto, non si chiedeva solo una modifica delle destinazioni d’uso, ma un vantaggio economico, misurabile dalle capacità edificatoria. “Dal 2006 ad oggi - stigmatizzò - di varianti ne abbiamo fatte 11 ma per il vecchio fabbricato non c’è stato alcun aumento di  valore” anzi la capacità edificatoria è diminuita e questo perchè le possibilità sono sempre collegate all’attività ferroviaria. Tutto ciò non consente a RFI di vendere il fabbricato…”. Morale? Siccome è lui che dà i pareri, sulla “variante non variante”, se fosse mai arrivata sulla sua scrivania, avrebbe detto un bel “no”. Più chiaro di così si muore…  Il consiglio comunale si era poi chiuso con il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti seriamente intenzionato a chiedere un parere direttamente in Regione. Con Fabrizio Dulla e Francesco Comotto preoccupati dalla deriva di un’assise in cui i politici facevano i tecnici e i tecnici i politici, con tanto di invito a Luciani a candidarsi alle prossime elezioni. Infine con il grillino Massimo Fresc già pronto a contare i danni e con Andrea Benedino alla ricerca degli estremi per un esposto alla Corte dei Conti. Da quel consiglio comunale lì, che si concluse con l’impegno della giunta a commissionare una perizia, manco a dirlo, sono già passati altri tre mesi. E sono stati altri tre mesi senza alcun contratto intestato alla cooperativa Zac! per la gestione dei locali del Movicentro.  Una situazione per certi versi davvero kafkiana. La storia Parliamo di una Cooperativa che da quando esiste, a fronte di un legittimo contratto di comodato d’uso, ha dato vita (e continua a dare) ad una moltitudine di iniziative in campo sociale, animando e facendo rivivere  un luogo  abbandonato  che prima del suo arrivo era diventato terreno fertile per la micro-deliquenza. Il contratto scaduto e cancellato prevedeva la possibilità di un rinnovo per altri sei anni e su questo si sarebbe dovuta concentrare la Giunta. Eventualmente, nell’interesse del Comune, non prima di un’analisi sui progetti portati avanti dalla Cooperativa e su quelli in corso. Accade invece che il vicesindaco Elisabetta Piccoli e il sindaco Stefano Sertoli (mettendoci la faccia) in un primo momento con motivazioni squisitamente politiche e poi tecniche, dopo una serie di accertamenti, nonostante gli accordi sottoscritti in passato con Regione e con Trenitalia, comunicano alla cooperativa ZAC di non avere  la disponibilità dell’immobile con tanto di suggerimento di rivolgersi a RFI quale legittimo proprietario. Segue  il 4 febbraio una determina attraverso cui il Segretario Generale revoca una precedente determina di proroga sine die del contratto scaduto nel luglio 2020.  E dire che in una Commissione Assetto del Territorio, convocata non senza difficoltà nel mese di febbraio, l’ex assessore all’urbanistica Alberto Redolfi nel presentare l’incontrovertibile genesi del “Progetto Movicentro” ricordò che si trattava di una iniziativa nazionale nata alla fine degli anni ’90 in seguito ad un accordo tra lo Stato e la Regione Piemonte per la realizzazione di una quindicina di “movicentri” presso altrettante città piemontesi sede di stazione ferroviaria, utili a rivitalizzare una rete ferroviaria inefficiente e poco attrattiva. E fu così che dopo l’adozione da parte della Giunta Regionale della L.1/2000 si passò agli accordi con i Comuni e quello con la Città di Ivrea porta la data del primo dicembre 2000. Seguì il 14 dicembre del 2001 il Protocollo d’Intesa tra Regione e RFI e il  22 maggio 2002  la firma dell’Accordo preventivo tra il Comune di Ivrea e RFI SpA per la realizzazione del Movicentro.   Ivrea, oltre alla realizzazione del nuovo edificio viaggiatori si impegnò ad adottare  una variante al PRG tale da consentire l’ampliamento delle destinazioni d’uso nei vecchi edifici di RFI. A sua volta RFI avrebbe dovuto cedere a titolo gratuito per 30 anni  il diritto di superficie al Comune di tutti gli spazi e i manufatti  interessati dalle opere progettate.  Ora, per motivazioni incomprensibili ai più, la Giunta di Ivrea anzichè pretendere che RFI assolva velocemente a quanto pattuito, sanando uno stato di fatto consolidato nel tempo, si è avvitata in una ricerca spasmodica di errori o omissioni riferibili alle precedenti amministrazioni. Tutto questo con una notevole perdita di tempo, dispendio di energie e risorse anche economiche, ovviamente a spese dei cittadini, per perizie e pareri legali probabilmente inutili.  Peraltro chi potrebbe negare che la città di Ivrea ha avuto il possesso del bene fin dall’inizio e si è accollata tutti gli impegni convenzionalmente stabiliti quali le spese di riscaldamento, la pulizia dei locali e dell’esterno, la manutenzione della aree comuni e degli ascensori? La verità è che RFI ha sempre riconosciuto il diritto all’uso dei locali da parte della città di Ivrea. Lo ha fatto non compartecipando alle spese di costruzione del 2° lotto (come da art.8 dell’accordo con il Comune di Ivrea per la realizzazione del Movicentro), non tirando fuori un euro  per le bollette e per la manutenzione ordinaria e straordinaria e non pagando l’IMU. Insomma non ha mai contestato nulla e nulla ha mai avuto da ridire sulle varianti del PRG e del PP3 portate avanti celermente dal Comune. 

Tutte le balle di Piccoli sul Movicentro...

Elisabetta Piccoli Elisabetta Piccoli
Movicentro e Zac! Il vicesindaco Elisabetta Piccoli, ha gestito l’intera vicenda, disseminando qua e là una lunga serie di “bugie” poi rivelatesi con le gambe corte.  Sulla relazione dell’ufficio tecnico che non s’è vista, sul parere legale che stava chiuso in un cassetto dal dicembre 2020 e quando è saltato fuori (con ampi stralci pubblicati su queste pagine) è successo un pandemonio, sull’indispensabilità di una variante che poi non lo è più stata. E prim’ancora sull’utilizzo dell’atrio, sulla necessità di uniformare tutti i contratti e sulla volontà di modificare il comodato d’uso in qualcos’altro… Si era aggiunto (qualcuno se lo ricorda?) il mal di pancia di un bene che nei bilanci passati era stato inserito nello stato patrimoniale ma non avrebbe potuto esserci.  Bene! Dopo tanto discutere, pianti e lamenti, lo “Stato Patrimoniale” è rimasto tale a quale anche per il 2020, s’intende con il Movicentro. A giustificare la sua presenza due righe. “Per quanto riguarda lo Stato Patrimoniale, si è ritenuto opportuno lasciare inserito l’immobile del “Movicentro” iscritto a bilancio dal 2008 sul quale pur non essendo ancora perfezionato il “diritto di superficie”, si è raggiunto un accordo informale con RFI ed è in corso una perizia, affidata ad esperti, per quantificare il suddetto valore con l’obiettivo di sanare entro breve tempo la situazione pregressa …”. Insomma l’ennesima “balla”.  Quel che non si capisce, in verità, è perchè l’Amministrazione comunale, oggi, voglia fare una perizia sul valore del Movicentro. Non lo si capisce non foss’altro che gli accordi prevedevano il passaggio del diritto di superficie, per 30 anni, a titolo assolutamente gratuito. E sottolineiamo “gratuito”.  l.l.m.
Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori