All’inizio dell’anno SCS aveva lanciato l’iniziativa per estendere l’utilizzo di un sacchetto identico in tutti i Comuni soci per la raccolta del rifiuto indifferenziato. Il sacco arancione era, in realtà, distribuito già da parecchi anni nei Comuni della Società, ma il suo utilizzo non era obbligatorio.
“Le ragioni che ci hanno portato a pensare indispensabile la sua adozione sono molteplici – spiega il direttore SCS Andrea Grigolon -, prima fra tutte la necessità di migliorare la qualità della raccolta differenziata: il sacco nero o similare non permette di controllare quali rifiuti vengano inseriti e, oltre al vero e proprio rifiuto indifferenziato, spesso si intuiscono, senza bisogno di aprire i sacchi, anche imballaggi in plastica e vetro, apparecchiature elettriche ed elettroniche, sfalci da giardino, organico. La Regione Piemonte ha imposto (Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani deliberazione n. 140-14161 del 19 aprile 2016) come limite del rifiuto indifferenziato pro capite massimo 159 kg e per il 2025 si scende a 126. Già alla fine di quest’anno siamo arrivati a 160 kg per abitante, quindi siamo potenzialmente sanzionabili”.
Altro aspetto non trascurabile collegato al conferimento del rifiuto indifferenziato sono i costi di smaltimento: a maggiore produzione corrisponde maggiore costo per i Comuni e, quindi, per i cittadini che dovrebbero avere interesse a differenziare bene tutte le frazioni per recuperare contributi dallo smaltimento e riciclo degli imballaggi in plastica e vetro e dalla riduzione dei rifiuti indifferenziati.
Il sacchetto SCS permette, inoltre, di uniformare la gestione per tutti i cittadini: è semitrasparente. rendendo possibile la verifica della qualità dei rifiuti; ha una portata massima di 5 kg, impedendo così un carico eccessivo; viene distribuito con una dotazione fissa per ciascuna famiglia (variabile però a seconda dei Comuni), imponendo una autolimitazione sulle quantità inserite.
Ad oggi i Comuni che hanno aderito all’iniziativa sono in ordine di tempo: Tavagnasco, Salerano, Villareggia, Mazzè, Cuceglio, Azeglio, Pavone, Burolo, Candia, Samone e, a breve, si aggiungerà anche San Martino.
Il percorso si è andato affinando nei mesi, soprattutto grazie a una forte collaborazione tra i Comuni ed SCS che ha permesso di affrontare piccoli e grandi imprevisti come la gestione delle lettiere per animali, un rifiuto molto pesante e ingombrante che, da solo, rischiava di occupare la dotazione di sacchi settimanale di un’intera famiglia. Oggi nei Centri di Raccolta sono disponibili dei contenitori appositi per il conferimento di questo tipo di rifiuto accessibili a tutti i cittadini residenti e, in alcuni Comuni, sono disponibili cassonetti ad accesso controllato o dotazioni di sacchi ad hoc per i possessori di animali verificati dal Comune.
Ogni amministrazione ha proceduto alla realizzazione del processo per fasi: prima la distribuzione massiva di sacchi, a seguire un’ordinanza del Sindaco e/o la definizione di una data certa di inizio dell’obbligo, infine il ritiro esclusivo dei sacchi arancioni con utilizzo di appositi adesivi per segnalare l’errato conferimento. Ovviamente il percorso non si ferma qui, il lavoro di sostegno e accompagnamento dei cittadini è costante e continuo e i dati confermano che la sinergia sta premiando le fatiche di tutti con una riduzione del peso percentuale del rifiuto indifferenziato dal 15 fino al 50%.
I Comuni che hanno partecipato concordano sulla fatica di portare avanti un percorso di questo tipo in cui dover costantemente informare, verificare, controllare i cittadini, ma nello stesso tempo la soddisfazione di poter riscontrare nella propria comunità una crescita costante nell’attenzione e nel rispetto verso il proprio territorio, consapevoli che l’obiettivo di tutti è vivere in un’ambiente pulito e ordinato, difeso come patrimonio e vera ricchezza comune da lasciare in eredità al mondo di domani.
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