Si è riunita, nei giorni scorsi, una commissione consigliare cultura. In audizione s'è presentato l'intero nuovo cda della Fondazione Guelpa composto, oltreché dal presidente Roberto Battegazzorre, anche dal vicepresidente Bartolomeo Corsini e da Daniela Broglio, Giacomo Bottino e Giancarlo Guarini.
Si è parlato, come sempre, di nuova biblioteca, ma Battegazzorre ha anche dato notizia della nomina del nuovo Comitato Tecnico Scientifico. Si insedierà ufficialmente venerdì 29 aprile e sarà composto da Guido Guerzoni (docente universitario alla Bocconi di Milano), Paolo Golzio (presidente GTT), Carlo Picco (Direttore generale dell'Asl Città di Torino), Enrica Pagella (Direttore dei Musei Reali di Torino) e Patrizia Bonifazio (Politecnico di Milano). Escono di scena Roberto Cavallo Perin, Paolo Bricco, Caterina Feia, Maurizio Vivarelli e Guido Guerzoni.
"Durante la riunione - spiega Battegazzorre - Abbiamo illustrato la road map per il nuovo polo culturale prodotta dal tavolo tecnico. L’abbiamo citata per grandi linee e entro un mese produrremo un documento finale che conterrà una certa operatività..."
E secondo Battegazzorre si dovrà lavorare ad una progettualità che dovrà precedere l'aspetto architettonico con l'obiettivo di pensare ad una biblioteca che possa definirsi attuale anche tra 5, 6 o 7 anni. Vale a dire "moderna" nel tempo in cui sarà realizzata.
"La pandemia ci ha insegnato tante cose - commenta - Molti utenti tradizionali che andavano a leggere il giornale si sono ridotti. L’impatto del digitale ha accelerato certi fenomeni. Dobbiamo fornire agli architetti un quadro nell’ambito del quale muoversi. Non c'è intenzione di imbrigliare la loro creatività ma di condurla. E sarà probabilmente un luogo con più spazi a bassa specializzazione in cui il digitale avrà il sopravvento. Non sarebbe male un coinvolgimento degli studenti su questa prima parte. "
Tornando al Comitato tecnico-scientifico, che almeno in teoria "è un organo a supporto del Consiglio di Amministrazione e che collabora con esso, in maniera non vincolante, in ordine agli indirizzi, ai programmi e alle attività della Fondazione, alla formulazione dei programmi pluriennali e annuali della Fondazione e alla verifica della loro attuazione", quel che si spera è che non resti un "cameo" com'è stato fino ad ora, praticamente mai convocato.
"Credo proprio che non sarà così - commenta l'assessore alla cultura Costanza Casali - Da statuto, sarò io a presiederlo e ho intenzione di utilizzarlo per la candidatura di Ivrea a Capitale del libro...".
Quel che stupisce, se proprio vogliamo dirla tutta, è l'assenza di una figura con profilo "economico e finanziario", ma anche su questo Battegazzorre non ha dubbi e, fossimo in lui, qualche dubbio ce lo avremmo considerando che si è riempita la Fondazione dei massimi esperti in cultura, ma in realtà dal cda in giù, tutti son chiamati ad amministrare un fondo.
"Oggi non ci sono soldi da investire - passa e chiude - ma da spendere...".
La verità? Dei circa 8 milioni lasciatici in eredità dalla buonanima di Lucia Guelpa (che oggi sono già diventati circa 7,5) la bellezza di un milione e 700 mila euro sono stati impegnati per dotare la vecchia biblioteca dei certificati di protezione anti incendio e per l'abbattimento dell'ex Istituto Cena. Altri 3,5 milioni sono stati virtualmente "accantonati" per la nuova biblioteca ma ce ne vorranno non meno di 7.
Fatti due rapidi calcoli, si capisce fin troppo bene che i soldi non basteranno e delle due l'una: o ce li metterà il Comune o si dovrà attingere a qualche contributo. Altra domanda. Quando finiranno i soldi che fine farà la Fondazione Guelpa? La si chiuderà o gli si affiderà la gestione della cultura, dandogli le risorse e i modi per introitarne altri?
Insomma, finito il tempo del bengodi in cui grazie agli interessi che maturavano si riuscivano ad accontentare tutti o quasi, si dovrà decidere che futuro può avere – e se lo ha – un organismo destinato a rimanere senza soldi.
"Ovviamente - commenta il consigliere Francesco Comotto - Per una scelta di questo tipo occorre una politica di un certo livello... Oggi è tutto poco chiaro. Per esempio ancora non si sa quanti soldi si spenderanno per i certificati di prevenzione antincendio della vecchia biblioteca riguardanti un primo lotto e limitati al piano terra, con l'esclusione del piano interrato e del primo piano. Ha un senso spenderli se si parte con la nuova biblioteca? Io dico di "sì" se la vecchia continuerà ad esistere e ad integrarsi con la nuova, ma a questa domanda ancora nessuno ha dato una risposta. Se invece l'intenzione è chiudere la vecchia biblioteca la domanda è: perchè spendere questi soldi proprio adesso? E ancora: cosa ce ne faremo dell'edificio? Infine: qualcuno sa dirmi quanto ci costerà la demolizione del Cena? Anche su questo non ci sono informazioni...
Tra le tante domande che aspettano una risposta c’è quella sull’acquisto di una quota pari a 100 mila euro della Società Mozart s.r.l., proprietaria della nuda proprietà dell’Auditorium del Liceo Musicale. Manca ancora – e non se ne capisce il perché – il parere della Corte dei Conti, sollecitato dall’ex membro del cda Franca Vallino che si dimise anche perquesto. Si poteva acquistare? Non si poteva acquistare? Boh.
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