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Leini, la narrazione delle famiglie come risorsa educativa per una scuola inclusiva

Lo strumento "Con i nostri occhi" al centro del dialogo tra famiglie, docenti ed ente locale per una nuova cultura dell'accoglienza nel territorio.

Leini, la narrazione delle famiglie come risorsa educativa per una scuola inclusiva

La pedagogia non si limita a osservare il cambiamento: lo attraversa, lo interpreta, lo genera. È una disciplina che costruisce visioni, che immagina possibilità e coltiva sogni, orientata a trasformare in meglio la vita delle persone. E quando questi sogni trovano una forma concreta accade come una magia.

È quanto accaduto il 12 marzo negli spazi della scuola C. Casalegno dell’Istituto Comprensivo di Leini, dove famiglie, docenti e istituzioni si sono incontrati per accendere il dialogo attorno al tema dell’inclusione, intesa non come principio astratto, ma come pratica quotidiana, concreta e condivisa.

Cuore dell’iniziativa, promossa dalla Funzione strumentale per l’Inclusione, Prof.ssa E. Cardullo, insieme alle docenti G. Poliseno e C. Burzio e alla vicaria Prof.ssa F. Magi, con il sostegno della dirigenza scolastica, sono stati la Pedagogia dei Genitori e il libretto “Con i nostri occhi”: uno strumento solo apparentemente semplice, ma in grado di dare profondità alle storie personali e di trasformarle in autentica risorsa educativa.

Sedie disposte in cerchio, confronto autentico e le parole che piano piano trovano spazio.  I professori Zucchi e Moletto, tra i primi a sviluppare e diffondere questa metodologia, hanno accompagnato i presenti dentro l’origine e il senso del libretto, mostrando come la narrazione dei genitori possa restituire ciò che spesso resta ai margini delle valutazioni scolastiche: l’unicità di ogni alunno, la sua storia, i suoi bisogni, ma anche le sue risorse.

A dare corpo e verità a queste parole è stata la testimonianza di una madre, Fabiana, anche insegnante dell’Istituto, che ha scelto di raccontare la propria figlia Greta attraverso il formato digitale del libretto.

Un racconto intimo, ma mai chiuso in sé stesso: al contrario, capace di diventare patrimonio comune, occasione di comprensione reciproca. 

 Docenti referenti del progetto (Pro.sse Cardullo, Magi, Poliseno e Burzio)

Il cuore dell’incontro si è poi spostato su un momento di confronto diretto, dove il "cerchio", ormai simbolo del progetto, ha dato vita ad un ascolto empatico, uno scambio senza filtri. 

È qui che il libretto “Con i nostri occhi” ha mostrato il suo valore più profondo: un ponte tra casa e scuola. Un modo per dire chi è davvero l'alunno al di là dei voti, per raccontarne le passioni, i piccoli rituali, ciò che lo rassicura, ciò che lo mette in difficoltà. Elementi spesso invisibili, eppure fondamentali per costruire un ambiente educativo accogliente.

La Dirigente Scolastica, Prof.ssa A. Viola, è stata presente per sostenere un percorso che non è "un progetto in più", ma una vera postura educativa fondata sull’accoglienza.

Non è mancata la presenza delle istituzioni, segno di una comunità che prova a muoversi in modo coeso, era infatti presente l'Assessora alle Politiche Giovanili, Dott.ssa Rosalia Marini. 

Particolarmente significativa anche la partecipazione dei docenti dei diversi ordini scolastici, già proiettati verso la costruzione del futuro Istituto Comprensivo “A. Frank Leini”. 

E poi, soprattutto, le famiglie. Presenti, attente, coinvolte. Non spettatrici, ma protagoniste di un racconto collettivo fatto di esperienze, fragilità, scoperte quotidiane. Molti genitori hanno espresso gratitudine per uno spazio in cui sentirsi accolti e riconosciuti, in cui la propria voce non fosse solo ascoltata, ma considerata parte integrante del percorso educativo.

"L’incontro si è concluso con la consapevolezza di aver avviato un cammino prezioso e con il desiderio di proseguire insieme nella costruzione di una scuola e di un territorio capaci di guardare a tutti i bambini con occhi nuovi, attenti e profondamente umani", concludono i docenti referenti del progetto, Cardullo, Magi, Poliseno e Burzio.

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