AGGIORNAMENTI
Cerca
Il caso
04 Novembre 2022 - 10:51
Marco Bonacina è sotto sfratto
Solo il ricorso presentato, gli ha evitato di finire in mezzo ad una strada.
Marco Bonacina, a soli sei anni dall'ultimo sfratto, è di nuovo senza un tetto. La casa in cui vive avrebbe già dovuto lasciarla a settembre. I proprietari hanno deciso di venderla e non hanno gli rinnovato il contratto.
Ma lui non si dà per vinto: "E' vero, è un contratto privato, ma i servizi sociali devono aiutarmi. Sono disabile al 100 percento e non posso girare per cercarmi un'altra casa. Non possono abbandonarmi".

La storia di Marco Bonacina è nota, qui a Ciriè.
Ex maestro elementare ed ex dipendente comunale, Bonacina a causa delle sue patologie invalidanti, nel 2007 ha dovuto lasciare l’amato lavoro.
“Tra il 2006 e il 2007 - racconta - ho avuto tre crisi epilettiche molto brutte e così hanno deciso di prepensionarmi. All'epoca era sindaco l'avvocato Luigi Chiappero. E devo dire che lui mi ha sempre aiutato tantissimo. Alcuni anni fa, quando mi sono ritrovato senza neppure i soldi per mangiare, mi ha dato 50 euro di tasca sua. Davvero un signore”.
Il 1° maggio del 2008, dopo 25 anni di lavoro, l’Inps gli ha riconosciuto l’inabilità totale al lavoro e la pensione di disabilità.
Da allora vive con mille euro al mese.
"Un'elemosina" sbotta Bonacina che sta perdendo anche l'uso di una gamba, ma non percepisce pensione di accompagnamento.
Oltre alla pensione, gli viene riconosciuto dal Consorzio per i Servizi un contributo di 300 euro al mese.
"Ne spendo 600 tra locazione e spese e il Comune non mi dà neppure un euro".
Anche mangiare non è facile per un disabile che vive da solo.
"La legge quadro 328 sulla disabilità prevede un bonus pasti da 22 euro al giorno, ma il Cis ha deciso di darmene solo 13. Capirete che mangiare con 13 euro al giorno (circa 390 euro al mese) non è facile".
Va mai a mangiare alla mensa Caritas?
"No, per carità, non sono a quello... ma per me è durissima. Pago ogni mese 600 euro di affitto, più 400 euro di finanziamento che devo restituire alla Banca per i soldi che ho dovuto chiedere per far fronte agli ultimi due sfratti subiti. Non so proprio come farò".
Cosa chiede alle istituzioni?
"Di avere quel che mi spetta di diritto. A partire dai 1640 euro di assegno di cura che la Regione eroga as Asl e Consorzio, ma del quale a me non arriva nulla. Ho una paresi spastica ed epilettica da sempre. Quell'assegno è un diritto che il Consorzio continua a negarmi da anni. Ed io sono stanco. E sempre più malato. Sto perdendo la motilità della gamba destra e sono costretto ad usare una sedia a rotelle".
“Ho 7 Everest di documenti - racconta senza mai perdere la sua sagacia - sono l’uomo più certificato del mondo. Eppure mi tocca ancora oggi battermi per ottenere quello che mi spetta”.
LA REPLICA DEL CIS
Chi meglio di tutti conosce Marco Bonacina è il dott. Avitabile dell'area disabili del C.I.S. di Ciriè.
"Mi occupo dell'area disabili da tre anni - spiega - e conosco bene il signor Marco. Ci sentiamo con frequenza pressoché quotidiana. Posso rassicurare sulla questione abitativa perché non si tratta di uno sfratto. Bonacina ha ricevuto dalla proprietà una comunicazione di termine del contratto di locazione provvisorio. So che gli avvocati stanno già interloquendo. Il Cis, in questo momento non ha alcuna voce in capitolo perché non siamo in presenza di un'emergenza abitativa, né di uno sfratto esecutivo. Certo, se poi lui non lascerà l'abitazione e non pagherà tutte le spese, allora partirà uno sfratto ingiuntivo. Ma i tempi sono dai 6 mesi all'anno. Quindi posso rassicurare sul fatto che non sta per restare in mezzo ad una strada".
Per quanto riguarda l'assegno di cura, invece è lo stesso direttore del Consorzio, il dottor Lorenzo Gregori, a spiegare come stiano le cose.
"L'assegno di cura di cui parla Bonacina, i famosi 1640 euro mensili, non sono un sostegno al reddito, ma un contributo erogato tramite fondi Ministeriali che viene erogato tramite azioni documentate. Lui già ne usufruisce per quelli che sono i servizi di cui fruisce. Percepisce un contributo per la collaboratrice familiare che lo assiste, per i pasti a domicilio, per il telesoccorso e per il trasporto alle visite periodiche al Cto dov'è in cura".
Bonacina sulla questione ha combattuto una crociata.
"In passato - spiega Gregori - si era rivolto direttamente alla Regione per avere chiarimenti. La Regione aveva risposto dicendo che il nostro modo di procedere era corretto. Come previsto dalla legge. Una risposta in carta bollata dinnanzi alla quale non dovrebbe avere più dubbi. Quel che non riusciamo a fargli capire è che l'assegno di cura non è come l'assegno d'accompagnamento".
Edicola digitale
I più letti
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.